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Bitcoin (BTC): è iniziata l’attesissima bull run?

Sta iniziando a circolare sempre più insistentemente l’ipotesi che potrebbe essere già iniziata una nuova grande bull run di Bitcoin. 

In realtà una mini-bull run c’è già stata, perchè in meno di quattro mesi il prezzo è passato da meno di 30.000$ a circa 50.000$, con un incremento dell’87% dal 15 ottobre 2023 che non può essere liquidato solamente come un normale rimbalzo. 

La questione in ballo però potrebbe essere di portata ancora maggiore, tanto che iniziano ad esserci scommesse su un possibile ritorno vicino ai massimi di sempre, ovvero i circa 70.000$ di novembre 2021. D’altronde 50.000$ era la quota a cui era sceso il mese successivo, dicembre 2021, prima che iniziasse il vero bear-market. 

L’ipotesi dei 70.000$: Bull run di Bitcoin in arrivo?

Sull’exchange specializzato in derivati crypto Deribit durante il fine settimana hanno iniziato a comparire diverse chiamate a 65.000$, 70.000$ o addirittura 75.000$. 

Il punto di riferimento sono i 70.000$, ovvero la cifra tonda più vicina al massimo di sempre di 69.000$, anche se di fatto si va dai 65.000$ ai 75.000$. 

Si tratta di scommesse, ovvero solo di ipotesi che però da qualcuno vengono ritenute probabili, e non solo possibili. 

Kelly Greer di Galaxy riferisce che c’è una concentrazione di open interest attorno proprio agli attuali 50.000$, ma che si vedono anche flussi di chiamate da 50.000$ a 75.000$ per le opzioni in scadenza da aprile a giugno.

Va ricordato che a metà aprile ci sarà il quarto halving di Bitcoin, ed è possibile che sia quello il punto di approdo dell’attuale mini-bull run. 

Greer fa notare che questi flussi dimostrano che vi sono acquirenti disposti a pagare un premio per assumere queste posizioni, suggerendo che diversi investitori abbiano una visione bullish su BTC.

L’halving di aprile

A tutto ciò vanno aggiunti altri due elementi importanti. 

Il primo è la somiglianza del trend del prezzo di Bitcoin di inizio 2024 con quello di inizio 2021. Tre anni fa il picco di quella vera e propria bull run furono i 64.000$ di aprile. 

Va però ricordato che quella bullrun di fatto iniziò poco sopra i 10.000$, quindi al momento del picco di aprile il guadagno era stato superiore al 500%. Se però si prendono come riferimento solamente i primi 4 mesi dell’anno, il prezzo salì dai 30.000$ toccati a gennaio agli oltre 60.000$ di aprile, con un +100% abbondante. 

Prendendo come riferimento i 38.000$ toccati a gennaio 2024, o anche i 30.000$ di fine ottobre 2023, in caso di un nuovo +100% il prezzo oscillerebbe proprio tra 60.000$ e 75.000$ circa. 

Poi, così come accaduto per il lancio dei nuovi ETF su Bitcoin spot, non appena avvenuto l’halving potrebbe scattare il solito sell the news, ed il prezzo potrebbe scendere un po’. 

Il secondo elemento è proprio l’attesa dell’halving, che forse è alla base degli afflussi di capitale sugli ETF. 

Anche in questo caso una volta avvenuto l’halving tali afflussi potrebbero ridursi, portando ad una correzione. 

Potrebbe esserci pertanto una prima fase di ulteriore crescita fino all’halving di aprile, seguita poi da una fase intermedia di correzione o ritracciamento fino a giugno. 

L’ipotesi bearish

Circola però anche un’altra ipotesi, diametralmente opposta. 

Secondo alcuni infatti il raggiungimento della soglia psicologica dei 50.000$ potrebbe scatenare le vendite di coloro che vogliono monetizzare i guadagni. 

Infatti praticamente tutti coloro che hanno acquistato nel 2023 e nel 2024 sarebbero in guadagno, tranne una parte di coloro che hanno acquistato ieri. Nel caso in cui la dinamica che ha sostenuto la crescita del prezzo fino a ieri dovesse interrompersi, queste vendite potrebbero far scendere il prezzo.

Molto ruota attorno agli acquisti di BTC degli ETF, e questo a sua volta dipende dall’afflusso di nuovi capitali su questi nuovi prodotti derivati. 

I dati di cui sopra farebbero pensare ad un proseguimento di questi acquisti, ma non bisogna dare per scontato che chi ha acquistato nelle settimane scorse decida di non vendere in attesa di prezzi ancora migliori. 

Il fatto è che la domanda di Bitcoin da parte degli ETF è ben superiore alla quantità di nuovi BTC che vengono creati quotidianamente con il mining, e questo divario dovrebbe amplificarsi con il dimezzamento del ritmo di creazione di nuovi BTC che avverrà con l’halving. 

Lo ha riferito Michael Saylor durante una recente intervista rilasciata alla CNBC, sostenendo che ci sarebbero ben dieci anni di domanda repressa scatenata da questi ETF.

Bitcoin: il confronto con le bull run passate

Tutto ciò però stride con il confronto con il passato. 

Solitamente infatti nell’anno dell’halving non si è mai verificata una vera e propria grande bull run. 

Tutti e tre gli halving passati sono stati sì seguiti da una grande bull run, ma l’anno successivo. Stavolta invece la bull run potrebbe essere partita già addirittura prima dell’halving, e questa differenza perplime molti. 

Potrebbe quindi anche trattarsi non di una vera e propria nuova grande bull run, come quelle del 2013, 2017 e 2021, ma una mini-bolla speculativa come ad esempio quella di metà 2019.

Il problema di questa interpretazione però è che in passato i nuovi massimi storici sono sempre stati effettuati durante una grande bull run, e non durante le mini-bolle successive al bear-market. 

Insomma, Bitcoin si trova in una situazione inedita, differente rispetto al passato, a causa di un’enorme novità che non c’era mai stata prima (gli ETF su BTC spot negli USA). 

Questo in teoria potrebbe avere la forza di scardinare completamente le dinamiche storiche dei tre halving passati, scrivendo una storia tutta nuova in cui il passato potrebbe non ripetersi più. 

Non va infine dimenticato che quando furono lanciati sui mercati finanziari statunitensi i primi ETF sull’oro si scatenò una bull run che andò avanti per anni. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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