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Bitcoin: attacco al sito dei creditori di Mt. Gox?

Mt. Gox ha dato il via al processo di restituzione di 142.000 Bitcoin ai suoi creditori. 

Alcuni di questi però stanno lamentando problemi di accesso al loro sito. 

Bitcoin news: i problemi dei creditori di Mt. Gox

La segnalazione nasce da un post su Reddit in cui l’utente mtgoxinsolvency ipotizza che il sito web di Mt. Gox possa essere stato attaccato. 

Il sito web ufficiale dell’exchange fallito nel 2014 risulta, però, normalmente accessibile. 

Il sito ha anche una sottosezione dedicata solo ai creditori.

In effetti in questo momento tale sezione del sito risulta inaccessibile, tanto che non consente il login, e mostra solamente un messaggio di errore in cui affermano che il sito web è temporaneamente inattivo per manutenzione.

Tuttavia l’utente di Reddit aveva fatto notare che in precedenza aveva ricevuto ben 15 notifiche di tentativo di accesso al suo account su Mt. Gox

Ipotizzava che il sito fosse sotto attacco. 

L’attacco al sito web di Mt. Gox

Se ciò che ha raccontato mtgoxinsolvency su Reddit fosse vero, si potrebbe in effetti immaginare uno scenario in cui il sito di Mt. Gox sia stato attaccato. 

Il punto è che su claims.mtgox.com i creditori di Mt. Gox possono inserire i dati per ricevere i Bitcoin a cui hanno diritto. 

Mt.Gox è fallito nel 2014, e dei suoi oltre 850.000 BTC che aveva in custodia all’epoca ora ne detiene solo più 139.000. Fino a pochi giorni fa erano 142.000. 

Questi 139.000 stanno per essere restituiti ai creditori, e la procedura di restituzione prevede che ogni creditore fornisca al curatore fallimentare proprio su claims.mtgox.com i suoi dati per l’incasso. 

È quindi possibile immaginare che qualche hacker abbia provato ad entrare negli account dei creditori su claims.mtgox.com per sostituire i dati di incasso con i propri. 

A fronte di ripetuti tentativi di questo tipo i gestori del sito potrebbero aver deciso di mandarlo temporaneamente offline, magari per apportare alcune modifiche che blocchino questi attacchi. 

La pratica del rimborso

A tutto ciò vanno aggiunti due dettagli decisamente importanti. 

Il primo è che ormai tutti i creditori dovrebbero aver inviato i loro dati per la riscossione del credito in BTC. Lo stesso mtgoxinsolvency addirittura scrive su Reddit che le informazioni relative al beneficiario sul sito di Mt. Gox non possono più essere cambiate. 

Pertanto sembra di fatto impossibile che l’hacker possa entrare a modificare i dati di incasso dei creditori, anche qualora riuscisse a violare i loro account. 

Inoltre va aggiunto che i rimborsi non verranno effettuati con invii di BTC a wallet non custodial. 

Saranno, invece, tutti gestiti attraverso alcuni exchange centralizzati, come Kraken, che hanno il KYC.

Quindi non solo gli hacker non dovrebbero essere in grado di sostituire i dati relativi all’incasso, ma anche qualora riuscissero a farlo non sarebbero comunque in grado di incassare i BTC a meno che non riescano a violare gli account dei creditori sugli exchange che hanno indicato. 

Forse erano proprio alla ricerca di quel dato specifico, ovvero l’account sugli exchange sul quale i creditori hanno indicato di voler ricevere l’accredito in BTC. 

L’hacker

Ovviamente non si sa chi sia l’hacker. 

Qualcuno ipotizza che possa essere entrato in possesso di una lista di indirizzi email di creditori di Mt. Gox, e che stai semplicemente tentando un attacco brute force per cercare di entrare sui loro account. 

Pare infatti che sia già anche successo in passato. 

Si consiglia l’attivazione dell’autenticazione a due fattori (2FA), perché così si rende estremamente difficile l’accesso a terzi. 

Il fatto però che sembri che l’hacker non sappia nè che i dati per l’incasso su Mt. Gox non si possono più cambiare, né che per incassare bisogna superare il riconoscimento dell’identità (KYC) su un exchange, fa supporre che non sia un esperto di tali questioni. 

Potrebbe quindi trattarsi di un hacker che ha poca familiarità con il caso Mt. Gox, e che magari crede che i rimborsi verranno effettuati su indirizzi anonimi. 

La distribuzione dei Bitcoin di Mt. Gox ai creditori

Dei 142.000 BTC che Mt. Gox aveva fino a qualche giorno fa ne sono già stati distribuiti ai creditori circa 3.000. 

Altri 49.000 sono già stati trasferiti agli exchange, tanto che Kraken ha inviato delle notifiche via email ai creditori di Mt.Gox che hanno indicato questo exchange come piattaforma per ricevere il rimborso. 

In questo momento sui wallet di Mt. Gox risultano esserci ancora 90.000 BTC, che dovrebbero essere distribuiti tutti entro il 31 ottobre. 

I 49.000 BTC che sono già stati trasferiti sugli exchange non sembra che siano già stati distribuiti ai creditori. 

L’ipotesi è che ci vogliano una o due settimane affinché avvenga la distribuzione vera e propria. 

L’impatto sul prezzo di BTC

Va tenuto presente che non si tratta né di vendite né di liquidazioni di BTC, ma solo di trasferimenti di BTC dal wallet di Mt.Gox a quelli dei creditori presenti sugli exchange. 

Non è noto quanti dei BTC che i creditori riceveranno in questo modo saranno poi venduti sugli exchange stessi, quindi non è possibile stimare l’impatto che questa distribuzione avrà sul prezzo di BTC. 

Dato che Mt.Gox aveva recuperato circa 200.000 BTC dopo il furto che l’ha costretto alla chiusura nel 2014, una parte significativa devono già essere stati venduti in passato. 

Non va dimenticato che una parte dei rimborsi ai creditori è avvenuto in valuta fiat, cosa che implica che l’exchange fallito abbia venduto parte dei suoi asset per incassare valute fiat da distribuire ai creditori. 

I creditori infatti avevano due opzioni: o richiedere il rimborso in valuta fiat di un importo più o meno pari al credito calcolato in valuta fiat al momento della dichiarazione di fallimento (febbraio 2014), oppure in BTC e BCH. 

Alla fine chi ha optato per il rimborso in crypto riceverà un valore superiore, dato che negli ultimi 10 anni il valore di mercato di Bitcoin è aumentato del 10.000%. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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