Il candidato repubblicano Donald Trump ha raccolto donazioni per più di 4 milioni di dollari in Bitcoin ed altre criptovalute per la sua campagna elettorale.
Trump è candidato alle elezioni presidenziali del 5 novembre, durante le quali sfiderà probabilmente la candidata democratica Kamala Harris, oltre all’indipendente Robert Kennedy Jr.
Summary
Le donazioni in Bitcoin e criptovalute a Donald Trump
I vari candidati stanno raccogliendo fondi per finanziare la loro campagna elettorale.
Questi fondi arrivano loro attraverso donazioni, ed i dati sono di fatto pubblici.
Stando a quanto rivelato alla CNBC da un collaboratore della campagna di Trump, in un documento depositato dai sostenitori del Trump 47 Committee presso la Commissione elettorale federale è stato dichiarato di aver ricevuto donazioni in BTC, ETH, XRP, USDC e varie memecoin, per un ammontare complessivo superiore ai 4 milioni di dollari.
Trump ormai da tempo accetta donazioni in criptovalute, tanto che addirittura nel 2022 mise sul mercato degli NFT che vennero venduti in cambio di ETH.
A marzo ad esempio il suo wallet crypto era arrivato a contenere criptovalute per un valore di mercato complessivo di circa 7,5 milioni di dollari.
Queste criptovalute erano quelle incassate da Trump in particolare con la vendita dei suoi NFT, ed i 4 milioni ricevuti come donazioni inviate al Trump 47 Committee sono arrivati in un secondo momento.
In totale quindi Trump può contare su un tesoretto di oltre 11 milioni di dollari in criptovalute da utilizzare per finanziare la sua campagna elettorale.
Gli importi
11 milioni di dollari per una campagna elettorale presidenziale negli USA a dire il vero non sono molti, al giorno d’oggi.
Si tratta però comunque di una cifra significativa, ma che impallidisce al confronto delle donazioni in dollari.
Ad esempio la sfidante Kamala Harris ha raccolto 81 milioni di dollari in 24 ore dopo l’endorsement del presidente Joe Biden che la indicava come suo successore invitando i democratici a donare fondi per la sua campagna.
Lo stesso Trump a maggio ricevette 35 milioni di dollari di donazioni dopo aver ricevuto il verdetto di colpevolezza nel caso di corruzione contro di lui.
Fino ad oggi complessivamente Trump risulta aver raccolto in totale più di 470 milioni di dollari nel corso del tempo per finanziare la sua campagna elettorale del 2024, e di questi ne sono stati spesi fino ad ora solamente poco più di 220 milioni.
Alla luce di questi dati i 4 milioni ricevuti in criptovalute risultano essere quasi irrilevanti.
Anche la somma complessiva raccolta da Harris fino ad ora, pari a quasi 460 milioni di dollari, è sullo stesso livello, mentre Robert Kennedy Jr. si ferma poco sopra i 100 milioni. Gli altri candidati sono tutti ampiamente sotto i 20 milioni, o addirittura anche sotto i 10.
Donald Trump, Bitcoin e le crypto
Uno degli argomenti su cui verte lo scontro elettorale quest’anno negli USA sono le criptovalute.
Ovviamente non sono affatto l’argomento principale, ma Trump ci ha puntato molto.
D’altronde molti democratici nel corso degli ultimi anni si sono detti ampiamente contrari al mercato crypto, e questo ha aperto le porte ai repubblicani.
Negli USA non sono pochi i sostenitori del settore crypto, o coloro che possiedono criptovalute, quindi costituiscono comunque un bacino elettorale utile.
Infatti l’attuale presidente democratico Joe Biden quest’anno ha dato una svolta alle politiche apparentemente contrarie al mercato crypto negli USA, probabilmente per evitare di perdere troppi voti.
Il sistema elettorale
Il sistema elettorale statunitense prevede che vinca le elezioni presidenziali il candidato che ottiene più delegati statali, e questi vengono assegnati Stato per Stato al singolo candidato che ottiene più voti nel singolo Stato stesso. Gli Stati più grandi assegnano più delegati.
Quindi non è tanto importante ottenere più voti degli avversari, ma vincere negli Stati chiave.
Infatti alcuni Stati sembrano già assegnati, perchè storicamente dominati o dai democratici o dai repubblicani. Vincerà il candidato che otterrà più vittorie negli Stati in bilico.
Esistono pertanto alcuni argomenti che anche se riguardano solo una porzione dei potenziali elettori, possono tornare utili ai candidati per vincere negli Stati chiave.
Le criptovalute potrebbero essere uno di questi argomenti, ed è possibile che Trump abbia scelto di insistere proprio perchè ritiene di potersi avvantaggiare in questo modo in alcuni specifici Stati.
Non va dimenticato che in passato Trump si era detto contrario alle criptovalute, ma poi aveva cambiato idea quando mise sul mercato i suoi NFT.
Da notare che domani, sabato 27 luglio, parteciperà alla più importante conferenza su Bitcoin del mondo, a Nashville.
I democratici e le crypto
La posizione di molti democratici sulle criptovalute è invece negativa.
Lo stesso presidente Joe Biden sembrava essere contrario, ma nel corso di questo 2024, probabilmente per opportunismo elettorale, sembra aver cambiato idea.
Invece non si sa ancora nulla di preciso sulla posizione a riguardo di Kamala Harris, anche perchè per ora ha scelto di non fare campagna elettorale su questo argomento, né in positivo né in negativo.
Tuttavia prima del fallimento dell’exchange crypto FTX molti politici statunitensi democratici ricevettero donazioni dal suo fondatore e CEO Sam Bankman-Fried, ora in carcere, tanto da stringere in alcuni casi anche rapporti di apparente amicizia con lui.
È possibile che la svolta anti-crypto dei democratici negli USA sia avvenuta proprio in conseguenza del fallimento di FTX, che deve aver portato molti politici a volersi allontanare da un colossale fallimento come quello, dopo aver ricevuto fondi dal suo fondatore.
Ora la questione FTX è definitivamente alle spalle, ed il curatore fallimentare è pronto a rimborsare gli utenti. Alla luce di ciò non ci sarebbe nulla di cui stupirsi se molti politici democratici apparentemente contrari al mercato crypto dovessero cambiare idea.

