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US: il senatore del Kansas ritira il proprio supporto per la legge anti-crypto avanzata da Elizabeth Warren

Il senatore del Kansas Roger Marshall ha scelto di smettere di supportare la legge anti-crypto in US “Digital Asset Anti-Money Laundering Act”, precedentemente proposta da Elizabeth Warren. Si tratta di un segnale molto importante poiché mette in evidenza le fragilità di una proposta di legge potenzialmente dannosa per il settore crittografico.

Pensate che il senatore Marshall aveva seguito inizialmente la stesura del disegno legislativo assieme alla Warren, per poi distaccarsene.

Vediamo tutti i dettagli di seguito.

Crypto e US: la proposta di legge di Elizabeth Warren

Nel dicembre 2022 la senatrice Elizabeth Warren introdusse per la prima volta il disegno di legge anti-crypto in US “ Digital Asset Anti-Money Laundering Act” (DAAMLA).

L’obiettivo della proposta era quello di rendere maggiormente compliante il settore crittografico con le attuali regole del sistema finanziario statunitense.

Il progetto di legge era infatti orientato a bloccare qualsiasi tentativo di riciclaggio di denaro e finanziamento al terrosismo avanzato con le crypto.

Nel dettaglio al centro della scrittura della Warren c’era la richiesta di estensione delle responsabilità del Bank Secrecy Act, con un inasprimento dei controlli KYC.

Ciò include obblighi di segnalazione più severi, in cui viene richiesto ai fornitori di crypto attività di comunicare con le autorità di sorveglianza finanziarie statunitense.

Un aspetto molto controverso del DAAMLA riguarda soprattutto l’inclusione dei miners e dei validatori di altre blockchain nella lista degli aderenti al  Bank Secrecy Act (BSA).

Ciò significa che anche loro, se operanti nel territorio US, dovrebbero indicare dati dettagliati dei membri che svolgono le operazioni di estrazione. Spesso infatti i BTC “vergini” appena minati vengono sfruttati per scopi illeciti, come evidenziato in un recente studio di Chainalysis.

Fonte: https://www.warren.senate.gov/imo/media/doc/Crypto%20AML%20One-Pager_7.26.23.pdf

Questa proposta avanzata da Elizabeth Warren, ha creato non poche tensione nel Senato US, tanto che in molti l’hanno giudicata anticostituzionale.

Inoltre le fattispecie da lei descritte nella guida alla controllo KYC degli operatori finanziari risulta in parte inapplicabile vista la natura decentralizzata della tecnologia blockchain.

Quello della Warren più che un’opportunità per ripulire il settore da pratiche illecite, sembra un piuttosto un tentativo di destabilizzare il settore degli asset digitali.

Inutile dire che in questo contesto gioca un ruolo cruciale l’orientamento politico, vicino al partito democratico, della giurista statunitense.

Senatore Roger Marshall del Kansas ritira il proprio supporto per la legge

Mercoledì 24 luglio il senatore Roger Marshall ha deciso inaspettatamente di ritirare il suo sostegno per la legge anti crypto DAAMLA, sostenuta in US dalla collega Elizabeth Warren.

L’esponente politico del Kansas, in un colpo di scena, ha abbandonato per primo il supporto per la proposta di legge, evidenziando una crisi interna tra i democratici.

Appare quantomeno strano che Marshall fosse stato un supporter del DAAMLA, avendo co-sponsorizzato il lavoro nel 2022  direttamente con Elizabeth Warren.

La sua uscita, confermata dalla directory ufficiale del Congresso relativa alla legislazione, pone diversi interrogativi sulla fattibilità del disegno di legge.

Magari il senatore è a conoscenza del fatto che la proposta non verrà mai accolta sia in Senato che alla Camera, visto i suoi caratteri anticostituzionali.

In totale ci sono ancora 18 senatori che sostengono la legge Digital Asset Anti-Money Laundering Act contro l’industria crypto.

Fonte: https://www.congress.gov/bill/118th-congress/senate-bill/2669/cosponsors?pageSort=alphaByState

Marshall non è l’unico ad aver messo in evidenza i limiti e le difficoltà di applicazione di questa legislazione. Diverse  organizzazioni e individui crittografici hanno criticato la proposta che palesemente è orientata ad affossare il settore delle crypto.

Il 20 febbraio ad esempio, la Camera del commercio digitale sollecitato il comitato bancario del Senato non considerare il DAAMLA in quanto rallenterebbe lo sviluppo finanziario in US.

Questa legge, se entrasse in vigore, potrebbe a loro detta:

eliminerebbe centinaia di miliardi di dollari in valore per le startup statunitensi e decimerebbe i risparmi di innumerevoli americani”.

Appena una settimana prima, anche un gruppo di 80 ex funzionari della sicurezza militare e nazionale del governo degli Stati Uniti ha chiesto ai legislatori di non approvare il DAAMLA.

Nella lettera, i funzionari hanno avvertito che la legislazione ostacolerebbe le forze dell’ordine e aumenterebbe le preoccupazioni in materia di sicurezza nazionale.Quest’ultima  è stata supportata da Blockchain Association, che come organizzazione indipendente difende gli interessi del mercato crittografico.

L’atteggiamento oligarchico di Elizabeth Warren in US nei confronti del settore crypto

La proposta di legge DAAMLA avanzata in US nel 2022 non è di certo l’unica scagliata di Elizabeth Warren contro il settore delle crypto.

Ormai è noto pubblicamente che la senatrice democratica del Massachusetts prova un senso di disprezzo per gli asset digitali.

Secondo le sue teorie, più volte diffuse pubblicamente, le criptovalute sarebbero uno dei pricinpali vettori di riciclaggio di denaro e finanziamento al terrorismo.

Su questi due punti, la Warren ha fatto leva varie occasioni di dibattito pubblico, facendo riferimento ad un’emergenza in corso da risolvere.

Durante una sua campagna politica,dello scorso anno la senatrice ha chiesto ai suoi elettori di costruire addirittura un “esercito anti-crypto”.

La scelta, ovviamente ricercata, di tali parole, non può che mettere in evidenza la sua posizione di parte nei confronti di un tema che meriterebbe oggettività statistica-matematica.

In gioco infatti non ci sono solo i suoi porci interessi da esponente politica, ma soprattutto quelli economici-finanziari di una nazione intera come gli US.

Recentemente, dopo aver attraversato i venti contrari dell’approvazione degli ETF BItcoin, è tornata all’attacco chiedendo lo shut-down dell’industria.

In una recente intervista ha affermato che il settore crypto dovrebbe  allinearsi al resto del settore finanziario statunitense, tramite appunto il proprio disegno di legge.

In caso contrario dovrebbe essere completamente chiuso vista l’impossibilità di coesione con il sistema monetario tradizionale.

Ultimamente però Elizabeth Warren non sembra passarsela bene: dopo l’uscita di Biden dalla campagna elettorale la figura dei democratici è andata scemando.

Inoltre il repubblicano John Deaton, suo principale rivale per la poltrona da senatore in Massachusetts, è un forte sostenitore di Bitcoin. L’80% dei suo patrimonio è proprio investito nella moneta arancione.

Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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