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La SEC si appella contro la sentenza su Ripple

Ad agosto si è conclusa la causa che vedeva contrapposta la SEC a Ripple. 

Sebbene alla società sia stata comminata una multa da 125 milioni di dollari, in molti hanno interpretato quella sentenza come una vittoria di fatto di Ripple contro la SEC.

Ora, invece, si scopre che la SEC ieri ha presentato un ricorso in appello contro quella sentenza. 

SEC vs. Ripple: la causa infinita

Il motivo principale per cui la SEC ha denunciato Ripple quattro anni fa è che l’agenzia che sovrintende il mercato delle security statunitense sostiene che Ripple inizialmente abbia venduto XRP come una security non registrata, e ciò negli USA è illegale. 

Infatti, la legge statunitense, come del resto quelle di molti altri Paesi, prevede che sia possibile offrire al pubblico security solo previa registrazione ed approvazione presso le apposite agenzie. 

Negli USA è la SEC (Securities and Exchange Commission) l’agenzia presso la quale è necessario registrare le security prima di offrirle al pubblico, e Ripple non ha mai chiesto la registrazione. 

In un precedente caso un giudice aveva già sentenziato che XRP quando scambiato sul mercato secondario (gli exchange) non poteva essere in alcun modo considerato un contratto di investimento (ovvero una security), e la SEC allora decise di non appellarsi contro quella sentenza. 

Invece, nel caso in oggetto la questione riguarda la vendita di XRP sul mercato primario, ovvero dal suo creatore (l’azienda Ripple) agli investitori iniziali. 

Ad agosto a dire il vero Ripple non era stata scagionata del tutto dalle accuse, ma era riuscita a trovare un accordo con il giudice e la SEC per cavarsela con una multa.

Il ricorso della SEC

L’agenzia però in un secondo momento ha evidentemente deciso di non accontentarsi di quell’accordo. 

E così ieri ha presentato istanza di ricorso in appello contro quella sentenza. 

Nel documento presentato ieri alla Corte d’Appello per il Secondo Circuito si legge solamente che la Securities and Exchange Commission presenta rispettosamente ricorso contro la sentenza definitiva emessa il 7 agosto 2024. 

In seguito un portavoce della SEC si è limitato a dichiarare che l’agenzia ritiene che la decisione del tribunale distrettuale nella questione Ripple sia in conflitto con con la legge sui titoli, e con decenni di precedenti della Corte Suprema. 

Quindi di fatto sostiene che il tribunale abbia sbagliato ad applicare la legge, e che la cosa sarebbe dimostrata da molti precedenti simili dei decenni passati. 

Da notare che la SEC aveva richiesto al giudice di comminare a Ripple una sanzione di 2 miliardi di dollari, mentre grazie all’accordo con il giudice la sanzione comminata è stata di 125 milioni. 

Sembra quasi che la SEC non voglia altro che iniziare il processo da capo perchè fondamentalmente non apprezzi la sentenza del giudice. 

Va comunque ricordato che gli USA sono in piena campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 5 novembre, e che il presidente della SEC Gary Gensler potrebbe giocare un ruolo chiave a livello propagandistico per cercare il consenso dei detrattori delle criptovalute. 

La risposta di Ripple al ricorso in appello della SEC

La sentenza di primo grado di agosto fino a prova contraria è definitiva. 

Era diritto della SEC appellarsi in giudizio, e a differenza di come fece l’anno scorso nella causa contro XRP stavolta ha deciso di appellarsi. 

Tuttavia è difficile immaginare che in assenza di novità importanti l’esito del processo possa essere sostanzialmente differente da quello attuale. 

Il CEO di Ripple, Brad Garlinghouse, ieri ha pubblicato su X una sua risposta alla decisione della SEC di ricorrere in appello. 

Dice che se Gensler e la SEC fossero razionali avrebbero già abbandonato questo caso molto tempo fa, ed afferma che questo loro atteggiamento non ha protetto gli investitori ed ha danneggiato la credibilità e la reputazione dell’agenzia stessa.

Secondo Garlinghouse la SEC semplicemente non vuole ammettere di aver perso su tutto ciò che conta, nel caso contro Ripple, e che l’industria delle criptovalute e lo stato di diritto in realtà hanno già prevalso.

Inoltre ribadisce che lo status di XRP come non-security sul mercato secondario comunque non cambierà. 

Secondo il Chief Legal Officer di Ripple, Stuart Alderoty, in realtà la decisione della SEC di presentare ricorso è sì deludente, ma non sorprendente. 

Aggiunge: 

“Questo non fa altro che prolungare quello che è già un imbarazzo totale per l’agenzia”. 

Infatti sottolinea che la stessa Corte del Secondo Circuito ha già respinto l’ipotesi della SEC secondo cui Ripple avrebbe agito in modo sconsiderato. Secondo Alderoty la SEC di Gensler non si limita ad applicare fedelmente la legge, ma si sta impegnando in una vera e propria guerra contro il settore crypto a colpi di denunce in tribunale. 

Conclude scrivendo: 

“Coincidenza che il direttore esecutivo della SEC abbia annunciato le sue dimissioni circa un’ora prima?” 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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