Oggi, il celeberrimo co-fondatore di Ethereum, Vitalik Buterin, ha pubblicato un post in cui descrive una nuova soluzione per i L2, chiamata Surge.
Il post è intitolato “Possibili futuri per il protocollo Ethereum, parte 2: The Surge”, ed è proprio dedicato a questa soluzione.
Summary
The Surge: la nuova roadmap per i L2 di Ethereum
I layer-2 (L2) su Ethereum sono quelle soluzioni che consentono di gestire molte più transazioni, ed a costi molto più contenuti, rispetto al layer-1 (la blockchain di Ethereum).
Nonostante esistano già molti L2 famosi, e molto utilizzati, l’obiettivo delle centomila transazioni al secondo (100.000 TPS) è ancora lontano.
Secondo Buterin deve essere questo l’obiettivo di sviluppo a lungo termine dell’ecosistema Ethereum.
Nel post pubblicato oggi, lungo e molto tecnico, il co-fondatore di Ethereum ha descritto quali siano i suoi obiettivi a lungo termine, ed in particolare quello che sarà il prossimo passo per lo sviluppo della blockchain di Ethereum: Surge.
L’idea di Buterin alla base di questo sviluppo è che Ethereum dovrebbe essere percepito come un unico ecosistema, e non come 34 blockchain diverse. Va infatti ricordato che molti layer-2 hanno a loro volta una loro blockchain, basata però sulla sicurezza del layer-1 di Ethereum.
Inoltre ha anche esplicitato che uno degli obiettivi chiave dovrebbe essere il raggiungimento di oltre 100.000 TPS tra L1 e L2, oltre all’interoperabilità tra i layer-2.
L’equilibrio tra Ethereum e i L2: le nuove sfide del programma The Surge
Già l’aggiornamento Dencun di marzo aveva fatto fare un piccolo ma significativo passo in tal senso, facendo crollare il costo delle fee sulle transazioni dei layer-2.
Secondo Buterin però questo approccio ha anche introdotto alcune nuove sfide.
Ormai da tempo la roadmap di sviluppo di Ethereum è incentrata proprio sui rollup (i layer-2), ma si corre il rischio che gli L2 estrattivi rubino utenti ed entrate al layer-1. Questo potrebbe aumentare i rischi per la sicurezza e “degradare” la criptovaluta nativa Ether (ETH).
Il co-fondatore di Ethereum ritiene che la roadmap del progetto debba anche comprendere nuove strade, come il campionamento della disponibilità dei dati, il miglioramento della compressione dei dati, così da rendere gli L2 più sicuri ed affidabili, oltre che migliorare l’esperienza utente tra le diverse blockchain.
Se da un lato Ethereum ha bisogno di rollup trustless, dall’altro lo sviluppo di questi rollup dovrebbe essere simile a quello della mainnet.
Il prezzo di ETH
Il prezzo massimo annuale del 2024 di ETH è stato di circa 4.100$, ed è stato registrato proprio a marzo.
Già ad inizio maggio però era sceso sotto i 2.900$, con un preoccupante -30% in due mesi.
Inoltre dopo lo sbarco sulle borse USA degli ETF su ETH spot, a fine luglio, il prezzo di Ethereum ha continuato a scendere, fino a toccare i 2.200$ ad inizio settembre.
Attualmente è a circa 2.600$, ovvero poco più della metà del massimo storico di 4.900$ del 2021, ed ampiamente sotto anche al massimo annuale del 2024. Ad esempio, Bitcoin non solo nel 2024 ha fatto registrare un nuovo massimo, ma attualmente è solo a -9% da quel massimo.
Non va però dimenticato che storicamente Ethereum sovraperforma Bitcoin durante le bull run, mentre nel resto del tempo tende a sottoperformarlo.
Ad esempio durante la bullrun iniziata ad ottobre 2023, e finita a marzo 2024, ETH ha fatto segnare un +160% in cinque mesi, con BTC che lo ha battuto di pochissimo (+170%).
Nel caso in cui si innescasse una nuova grande bullrun post-halving non sarebbe affatto strano se ETH iniziasse a sovraperformanre BTC, per lomeno per un po’.
Layer-1 e layer-2: gli obiettivi in comune
Secondo Buterin tutto ciò necessita anche un ampliamento del layer-1 di Ethereum. Ha scritto che, se gli L2 diventano molto scalabili e di successo, ma gli L1 rimangono in grado di elaborare solo un volume molto basso di transazioni, potrebbero sorgere rischi.
La soluzione proposta è quella di rendere più economiche specifiche funzionalità e tipi di calcoli, ma senza sacrificare la decentralizzazione.
L’obiettivo è quello di arrivare a far percepire gli L2 facciano come un unico ecosistema Ethereum unificato con il layer-1. Inoltre vorrebbe che i layer-2 potessero comunicare più facilmente tra di loro nel back-end, per ridurre le complicazioni per gli utenti.
Ad esempio, ipotizza che i layer-2 possano arrivare ad inviare token da una chain all’altra senza doverli collegare manualmente o scambiare con token nativi di altre chain per pagare il gas.
Si tratta di una visione nel complesso un po’ diversa rispetto a quella che Buterin aveva anche solo qualche anno fa, molto più incentrata sui rollup e sulla loro integrazione completa, che non sullo sviluppo della stessa blockchain di Ethereum di livello base.
Nonostante ciò però per portarla a termine saranno necessari miglioramente anche al layer-1.

