In questo momento sui mercati crypto stanno performando bene anche i token legati all’AI.
Bisogna però analizzare bene il loro andamento, perchè la situazione è più complessa di quella che potrebbe apparire ad un’analisi superficiale.
Infatti sebbene l’AI sia la tecnologia del momento, tanto da far performare molto bene anche diversi titoli azionari in borsa, sui token AI pende qualche dubbio.
Summary
L’andamento dei token AI
La capitalizzazione di mercato complessiva dei token AI è aumentata del 131% dal minimo dell’8 giugno.
Questo rialzo potrebbe far sembrare l’attuale momento un periodo particolarmente buono per questi token, ma analizzando in profondità emerge invece ancora qualche criticità.
Occorre in particolare concentrarsi su due punti.
Il primo sono le differenze che emergono dal confronto dell’andamento di mercato di diversi token AI, mentre il secondo sono le performance sul lungo periodo, e non solo dal bottom di giugno.
Inoltre conviene anche confrontare questi andamenti con quelli dei titoli azionari realmente connessi alla tecnologia dell’intelligenza artificiale.
Molti token AI infatti sono collegati all’intelligenza artificiale soprattutto dalla narrativa sul loro conto (ovvero dalla pubblicità e dal marketing), mentre invece le aziende AI offrono reali servizi basati su intelligenza artificiale, o prodotti da utilizzare effettivamente in questo settore.
Tra i token AI ce ne sono alcuni più realmente connessi con l’intelligenza artificiale, ed altri la cui connessione con l’AI è fatta esclusivamente o quasi esclusivamente di narrativa.
I vari token AI
Il token crypto più famoso tra quelli connessi all’intelligenza artificiale è FET, ovvero Artificial Superintelligence Alliance nato dalla fusione di Fetch.ai con SingularityNet e Ocean Protocol.
Il suo prezzo massimo storico è ancora quello di marzo, e da allora ha perso più del 60%.
In altre parole, se a febbraio il suo prezzo era inferiore a 0,6$, a marzo arrivò a sfiorare i 3,5$, con un incredibile +500% in meno di due mesi.
Quella però era solo una bolla speculativa, come dimostra il confronto con le performance in borsa dei titoli azionari realmente collegati all’intelligenza artificiale (tipo Nvidia), che vedremo dopo.
Infatti il prezzo di FET nei mesi successivi precipitò sotto gli 0,8$, anche se non è mai più tornato ai livelli di febbraio. Quindi si è formata una bolla speculativa, poi scoppiata, ma sul lungo periodo le sue performance sui mercati rimangono buone.
A settembre aveva recuperato un po’, riportandosi a 1,7$, e dopo essere ridisceso un po’ ad ottobre, ora sembra essersi stabilizzato attorno a 1,3$.
Altri token AI
Qualcosa del genere sta accadendo anche a NEAR di NEAR Protocol.
A febbraio il suo prezzo era inferiore ai 3$, ma a marzo riuscì a sfiorare i 9$.
In seguito però era tornato sotto i 4$, e nelle ultime settimane è risalito poco sotto i 6$.
Il caso di NEAR però è particolare, perchè il massimo storico sono ancora i 20$ di gennaio 2022, tanto che da allora perde ancora il 71%.
Situazione ancora più difficile per ICP (Internet Computer), nonostante il +14% degli ultimi 30 giorni.
Infatti il massimo del 2021 (750$) è ancora lontanissimo, e da marzo è sceso da 19$ a 9$.
Sono invece i token minori a spingere molto, come spesso accade.
Ad esempio AIOZ è a +477% da inizio anno, e TURBO addirittura +2.100%.
Tra quelli di maggiore importanza spicca solo TAO (Bittensor), con il suo +83% da inizio anno.
In questo caso il massimo storico è stato fatto ad aprile a 767$, con un secondo massimo di poco inferiore ad ottobre. Ora però sta oscillando attorno ai 500$.
Le azioni AI
Un discorso molto diverso è quello dei titoli azionari realmente legati all’intelligenza artificiale.
I token AI infetti tendono ad essere token primariamente speculativi, mentre i titoli azionari come Nvidia sono dei veri e propri investimenti.
Da inizio anno il titolo NVDA sta facendo segnare un notevole +180%, che per i mercati azionari è davvero una percentuale enorme in così poco tempo.
Inoltre nel corso del 2024 ha fatto segnare tre massimi crescenti.
Dopo aver iniziato l’anno a 50$, a marzo aveva già avvicinato i 100$, superati poi nella seconda metà di maggio.
Il secondo massimo annuale lo ha fatto registrare a giugno a quota 140$, e poi dopo una relativamente breve correzione, ha ripreso a salire fino ai massimi storici di qualche giorno fa a quasi 150$.
Come si può facilmente evincere dal confronto con i principali token crypto AI, l’andamento di mercato è nettamente differente, anche perchè si tratta in realtà di asset completamente differenti.
La speculazione
Il trading, o speculazione, prevede di acquistare un asset ad un prezzo basso per poterlo rivendere nel più breve tempo possibile ad un prezzo sensibilmente più alto.
Di sicuro c’è molta speculazione anche sul titolo Nvidia, ma dato che questo è un titolo azionario che cresce quasi ininterrottamente da due anni, e che è sbarcato in borsa 25 anni fa, è a tutti gli effetti anche un possibile investimento.
I token AI invece hanno un andamento di mercato che suggerisce piuttosto chiaramente che si tratti quasi esclusivamente di pura speculazione, perlomeno per ora.
D’altronde Nvidia è una società che fattura 70 miliardi di dollari, mentre dietro i token AI ci sono realtà che fatturano enormemente meno, e che addirittura in molti casi guadagnano solo dalla stessa speculazione sui token sul mercato crypto. Occorre pertanto prestare molta attenzione a tradare tali token.

