Al 28 agosto 2023 il iShares Bitcoin Trust (IBIT) di BlackRock risulta detenere circa 745.000 BTC, mentre l’iShares Ethereum ETF registra posizioni intorno a 3,6 milioni di ETH secondo dati aggregati e report di settore, confermando un trasferimento strutturale della custodia dagli exchange verso prodotti regolamentati e depositari professionali.
Questi numeri sono stati verificati confrontando i documenti ufficiali degli emittenti e le dashboard on‑chain: iShares (BlackRock) – IBIT e analisi di mercato pubblicate da testate specializzate. Va detto che la dinamica è stata graduale, ma ormai piuttosto chiara.
Secondo i dati raccolti da analisti di mercato e dalle dashboard on‑chain che monitoro regolarmente, la migrazione verso veicoli quotati è incrementata in modo sostenuto nel corso dell’ultimo biennio.
Gli analisti del team seguono pattern di deposito/ritiro su finestre di 30/90/365 giorni e osservano che la diminuzione delle riserve on‑exchange è coerente con afflussi netti persistenti verso ETF.
Summary
I numeri in prospettiva: quota sull’offerta e confronto con gli exchange
Contestualizzati, questi volumi assumono rilievo:
- 745.000 BTC corrispondono a circa il 3,9% dell’offerta circolante di Bitcoin, calcolando una supply di circa 19 milioni (secondo dati aggiornati su Blockchain.com).
- 3,6M ETH rappresentano all’incirca il 3% dell’offerta complessiva di Ether.
- Le posizioni di IBIT superano quelle delle riserve on‑exchange dichiarate o stimate per alcune grandi piattaforme centralizzate, segnalando la preferenza istituzionale per veicoli quotati e vigilati.
Il dato si allinea a ricostruzioni riportate e ai flussi indicati in riepiloghi di mercato, consultabili insieme ai report ufficiali del fondo su ishares.com e alle dashboard on-chain.
Un aspetto interessante è che i conteggi su 745.000 BTC e 3,6M ETH si riferiscono a una fotografia puntuale e, come sempre, richiedono confronto con aggiornamenti successivi per cogliere l’evoluzione del quadro. Aggiornamento: le osservazioni e i trend sono confermati fino ad agosto 2025 secondo le analisi on‑chain e i report di mercato consultati.
La nuova geografia della custodia: dai conti exchange ai depositari regolamentati
La crescita degli ETF spot sta ridisegnando il panorama della custodia degli asset: meno monete sono trattenute in hot wallet d’exchange e un numero crescente di asset viene conservato in custodia segregata presso depositari istituzionali che offrono audit, assicurazioni e stringenti controlli di compliance.
Nel caso di IBIT, il custode nominato è Coinbase Custody, mentre altri ETF sul mercato si affidano a operatori regolamentati – tra cui Gemini, Fidelity o BitGo – rafforzando il concetto di consolidamento della custodia in poche mani specializzate e influenzando così trasparenza, rischio operativo e governance.
In questo contesto, la centralizzazione operativa aumenta l’efficienza, ma introduce anche nuovi punti di attenzione. Per approfondire i termini chiave vedi la nostra guida sulla custodia segregata.
Perché gli ETF drenano liquidità dagli exchange
- Conformità e reporting: i fondi quotati offrono documentazione standardizzata e processi di audit, rispondendo alle esigenze di fondi pensione, endowment e gestori patrimoniali.
- Integrazione nei portafogli: questi veicoli regolamentati si inseriscono nei mandati esistenti senza la necessità di gestire le private key o operazioni on-chain dirette.
- Meccanismo di creazione/rimborso: quando c’è una domanda netta, i market maker autorizzati creano nuove quote, assorbendo l’offerta spot e riducendo così i depositi netti sugli exchange. Per una spiegazione tecnica del processo vedi la nostra guida su creation/redemption degli ETF.
Flussi e segnali on-chain: afflussi in ETF in crescita, depositi sugli exchange in calo
- Afflussi netti su ETF Bitcoin ed Ethereum risultano positivi in varie finestre temporali, con giornate caratterizzate da afflussi milionari secondo dati di stampa specializzata e aggregatori di mercato.
- La media mobile a 30 giorni degli inflows verso exchange si attesta su livelli relativamente bassi rispetto all’ultimo anno, segnalando una minor pressione di vendita da parte dei grandi detentori, come mostrano i dati di Glassnode e CryptoQuant.
- Le riserve di BTC ed ETH sugli exchange continuano a calare analizzate su periodi di 90/365 giorni, coerentemente con il trasferimento verso una custodia istituzionale.
Detto questo, un’ulteriore lettura dei flussi suggerisce che le cifre su 745.000 BTC e 3,6M ETH siano coerenti con l’idea di una domanda istituzionale persistente: meno asset nei hot wallet d’exchange, più asset in veicoli quotati e in custodia segregata. Va detto che la stagionalità dei mercati può incidere sul ritmo degli afflussi, ma la tendenza di fondo resta ben visibile.
Impatto su prezzi e profondità di mercato
Con una quota maggiore di offerta “congelata” in veicoli quotati e una disponibilità ridotta di asset sul order book spot, la liquidità netta tende a ridursi.
Ciò può amplificare i movimenti di prezzo: da un lato, sostenendo il valore durante fasi di domanda, mentre dall’altro lato può accentuare la volatilità in caso di rimborsi o shock di mercato.
Nelle ultime settimane, nonostante registrate quotazioni elevate, gli afflussi verso exchange sono rimasti contenuti, configurando un pattern tipico di accumulazione istituzionale. In questo quadro, anche piccoli sbilanci possono produrre effetti più marcati del previsto.
Rischi e opportunità del nuovo equilibrio
Opportunità
- Una domanda istituzionale più stabile e potenzialmente orientata al lungo periodo.
- Una maggiore trasparenza su holdings, audit e processi di risk management.
Rischi
- La concentrazione della custodia in pochi grandi depositari incrementa il rischio del cosiddetto single point of failure.
- La dipendenza dal meccanismo di creation/redemption può generare flussi pro‑ciclici in fasi di stress di mercato.
- L’arbitraggio regolamentare tra giurisdizioni potrebbe determinare disallineamenti tra prezzo spot e NAV in seguito a shock.
Cosa monitorare nei prossimi mesi
- Le quote di mercato tra ETF ed exchange in termini di riserve on-chain.
- Eventuali diversificazioni dei depositari adottate dagli emittenti, con strategie multi‑custodian.
- L’andamento degli afflussi netti su orizzonti di 30, 90 e 365 giorni e la loro correlazione con i movimenti di prezzo.
- Le iniziative e le linee guida dei regolatori in tema di custodia, reporting e market making; per aggiornamenti normativi consulta la nostra sezione dedicata a regolamentazione e linee guida.

