Alcune crypto che offrono un alto livello di privacy ultimamente stanno performando molto bene sui mercati.
A questo punto però sorgono due domande.
La prima è perchè proprio le privacy coin stiano performando così bene, soprattutto visto che il mercato crypto nel suo complesso invece non lo sta facendo.
La seconda è se questo trend durerà oppure no.
Summary
Le performance delle crypto legate alla privacy
La maggiore crypto al mondo legata alla privacy per capitalizzazione di mercato è diventata Zcash.
Il suo prezzo massimo storico in teoria è molto lontano dai livelli attuali, ma quel prezzo fu solo un errore al momento della quotazione.
Conviene prendere come riferimento gli oltre 700$ toccati a gennaio 2018.
In questo novembre 2025 il prezzo di Zcash è tornato su quei livelli, anche se non è riuscito a superarli.
Va però sottolineato che nel 2020 era precipitato sotto i 50$, e nel 2023 era sprofondato persino a 20$.
Anzi, fino a settembre di quest’anno era ancora sotto quei 50$ toccati come picco minimo nel 2020.
A partire però da ottobre ha iniziato un clamoroso rally, durato più di un mese e mezzo, che gli ha fatto fare un balzo clamoroso tornando di fatto ai massimi storici, se si esclude la quotazione errata della quotazione del 2016.
Stanno però performando bene anche altre privacy coin, tra cui in particolare Monero e Dash.
XRM è a +74% da inizio anno, anche se solo a +10% rispetto a trenta giorni fa, ma è comunque a -35% dai massimi storici.
Anche Dash è a +74% da inizio anno, ma con un +50% negli ultimi trenta giorni. È però ancora a -96% dai massimi storici fatti registrare a dicembre 2017.
I motivi del rally
I motivi di questo rally vanno ricercati proprio nella natura di queste crypto ad alto livello di privacy.
Innanzitutto di recente sono cresciuti i timori che possa essere ampiamente estesa la sorveglianza delle autorità sull’utilizzo delle criptovalute.
Molti influencer di spicco del settore crypto hanno amplificato questa narrativa, generando molto interesse nei confronti di queste crypto.
C’è però anche un motivo tecnico: proprio durante questo mese di novembre c’è stato l’halving di Zcash, e come spesso accade in questi casi i prezzi salgono. Inoltre Zcash di recente ha annunciato integrazioni cross-chain, come quella di Zashi wallet con NEAR Intent, per trasferimenti privati senza passare da exchange centralizzati.
I parte però anche proprio le difficoltà del mercato crypto potrebbero aver aiutato, perchè hanno di fatto innescato una rotazione di capitali che sono andati a cercare all’interno dello stesso mercato crypto le alternative attualmente più performanti.
Tutto ciò ha innescato una sorta di corsa speculativa verso le privacy coin.
Durerà?
Il problema è proprio la corsa speculativa dovuta alla rotazione dei capitali.
Così come nelle settimane scorse sul mercato crypto in sofferenza c’è stata una fuga verso le privacy coin, nel caso in cui Bitcoin e le principali altcoin si riprendessero non è da escludere che la rotazione si inverte.
Oltretutto l’halving di Zcash è avvenuto il 18 novembre, e da allora il suo prezzo non è ancora riuscito a risalire sopra i 710$.
Ciò porta a ritenere possibile che l’hype prima o poi svanisca, e questo potrebbe generare lo scoppio della bolla speculativa.
In effetti il rally del prezzo di Zcash negli ultimi due mesi scarsi sembra proprio una bolla speculativa, e se la rotazione dei capitali si invertisse a questo punto pare molto probabile che questa bolla scoppi.
Anzi, dato che tale recente rally è stato ancora più parabolico di quello del 2017,le probabilità che sia stato generato da una bolla speculativa sembrano molto elevate. Occorre ricordare che all’epoca poi da 700$ si scese a 50$ in circa due anni.

