Sei mesi dopo aver promesso di richiedere il riconoscimento ufficiale per le sue estensioni web3, Unstoppable Domains ha fatto marcia indietro. Il fondatore Matthew Gould ha confermato il 26 agosto che l’azienda non ha presentato le domande previste, decretando la cancellazione ICANN Unstoppable Domains per una ragione tutta economica: i costi di conformità, candidatura e possibile asta superavano le vendite attese dalle estensioni in questione.
Summary
Punti chiave
- Unstoppable Domains ha annullato le domande ICANN per le estensioni .ZIL, .Crypto, .Wallet, .NFT, .Bitcoin e .DAO, ribaltando un impegno preso il 17 febbraio.
- L’azienda sta rimborsando i clienti coinvolti, ma diversi utenti contestano i criteri di idoneità ai rimborsi.
- Il round ICANN 2026 per i nuovi gTLD ha chiuso il 12 agosto con oltre 1.600 domande primarie presentate.
- Ethereum Name Service ha generato circa 315.000 dollari di ricavi da registrazioni negli ultimi 30 giorni, contro 4,04 milioni nei precedenti 12 mesi.
Unstoppable Domains rinuncia alle domande ICANN dopo sei mesi di impegno
La decisione ribalta quanto annunciato appena sei mesi prima. Il 17 febbraio Unstoppable aveva dichiarato l’intenzione di richiedere il riconoscimento ICANN per le estensioni originarie .ZIL, .Crypto, .Wallet, .NFT, .Bitcoin e .DAO, un passaggio che avrebbe permesso ai domini approvati di funzionare anche attraverso il sistema DNS tradizionale. “Il costo di portare i domini web3 attraverso ICANN, sia in termini di conformità che di candidatura e asta, è superiore a quanto crediamo di poter recuperare dalle vendite”, ha scritto Gould, aggiungendo che rimborsare gli acquirenti aveva più senso commerciale che proseguire con le domande. La finestra non lasciava margini per ulteriori tentennamenti: ICANN ha aperto il round 2026 per i nuovi gTLD il 30 aprile e ha chiuso le candidature alle 23:59 UTC del 12 agosto, ricevendo oltre 1.600 domande primarie, con le tasse di valutazione generalmente dovute entro il 19 agosto.
Rimborsi ai clienti e proteste sui criteri di idoneità
I clienti sono stati informati via email, secondo Gould, che ha spiegato come l’azienda non avesse depositato le domande e stesse procedendo ai rimborsi secondo le condizioni comunicate nelle 24 ore precedenti. Non è stato diffuso pubblicamente un elenco completo delle estensioni coinvolte né termini di rimborso dettagliati; alcuni possessori hanno segnalato di aver ricevuto informazioni sui domini interessati il 25 agosto.
Non tutti concordano su chi abbia diritto al rimborso. Un possessore che si firma 00.x ha definito la marcia indietro un “tradimento completo della visione raccontata per anni” chiedendo il rimborso per ogni dominio che non procederà verso ICANN, sostenendo di aver rifiutato offerte d’acquisto proprio contando sul riconoscimento futuro. Anche Jeffrey Peterson ha chiesto se chi ha acquistato domini già nel 2021 potesse ottenere un rimborso, mentre un altro utente, fastfwd.crypto, ha rivendicato compensazioni su tutte le estensioni non presentate, argomentando che i clienti non potevano valutare correttamente le offerte precedenti senza sapere quali domande sarebbero state realmente depositate. Gould ha precisato che la mancata approvazione non elimina gli asset: i domini web3 resteranno beni onchain utilizzabili per transazioni crypto come sempre avvenuto.
Perché il mercato dei domini web3 non ha retto i costi ICANN
Gould ha collegato la scelta alla domanda reale per prodotti di naming esclusivamente web3, sostenendo che i dati di vendita non giustificassero l’avvio di più estensioni generiche nel processo ICANN. “Molte persone hanno una percezione gonfiata del mercato web3 dalla bolla NFT del 2021. È piccolo, è di nicchia”, ha scritto, precisando che la decisione si è basata sulle cifre di vendita effettive dell’azienda, non su aspettative di crescita futura.
Anche i numeri pubblici di Ethereum Name Service confermano un ridimensionamento rispetto al ciclo 2021-2022: circa 315.000 dollari di ricavi da registrazioni e rinnovi negli ultimi 30 giorni e circa 4,04 milioni nei 12 mesi precedenti, ben lontani dai livelli del boom crypto. Nonostante il ritiro dalle proprie estensioni originarie, Unstoppable resta attiva come fornitore di servizi per terzi: il 18 agosto Gould ha confermato la collaborazione con Telegram sulla domanda ICANN per l’estensione .gram, segno che l’azienda continua a offrire supporto tecnico ai partner anche mentre abbandona i propri progetti diretti.
FAQ
Perché Unstoppable Domains ha annullato le sue domande ICANN per i domini web3?
Unstoppable Domains ha annullato le domande ICANN perché i costi di conformità, candidatura e asta erano superiori alle vendite previste per le estensioni web3.
Unstoppable Domains offrirà rimborsi ai clienti coinvolti dalla cancellazione?
Sì, l’azienda sta emettendo rimborsi per i clienti impattati dalla cancellazione dei piani di richiesta ICANN.
I domini web3 di Unstoppable Domains restano funzionanti senza l’approvazione ICANN?
Sì, i domini web3 dell’azienda continueranno a funzionare come asset onchain per le transazioni crypto, nonostante la mancata approvazione ICANN.
Unstoppable Domains è ancora coinvolta in domande ICANN per altri domini?
Sì, l’azienda continua a supportare domande ICANN per partner esterni, incluso il dominio .gram di Telegram.
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