Negli Stati Uniti arrivano nuovi prestiti crypto Coinbase che permettono di ottenere liquidità in USDC utilizzando XRP, Dogecoin, Cardano e Litecoin come garanzia senza venderli.
Summary
Coinbase amplia il servizio di prestiti in USDC
La piattaforma Coinbase ha esteso il proprio prodotto di lending permettendo ora di usare XRP, Dogecoin, Cardano (ADA) e Litecoin come collaterale per prestiti in stablecoin.
I clienti idonei negli Stati Uniti, con l’esclusione dello stato di New York, possono prendere in prestito fino a 100.000 USDC utilizzando questi asset come garanzia, senza doverli liquidare sul mercato.
Il servizio è integrato con Morpho, protocollo di lending decentralizzato che opera su Base, la rete layer-2 di Coinbase costruita su Ethereum. La società fornisce l’interfaccia, mentre le logiche di prestito sono eseguite on-chain.
Dai prestiti con Bitcoin ed Ether alle nuove garanzie
Il prodotto era stato lanciato inizialmente con il solo supporto a Bitcoin, per poi essere esteso a Ether. Per BTC il limite massimo di prestito arriva a 5 milioni di USDC, mentre per ETH è fissato a 1 milione di USDC.
Secondo i dati comunicati da Coinbase, dall’avvio del servizio sono già stati originati oltre 1,9 miliardi di dollari di prestiti totali, segnale di una domanda significativa per soluzioni di credito garantite da criptovalute.
In questo contesto si inseriscono anche i nuovi asset, che vanno ad ampliare la gamma di strumenti utilizzabili come garanzia rispetto alla precedente offerta focalizzata solo sulle due principali criptovalute.
Limiti di LTV e condizioni per XRP, Dogecoin, ADA e Litecoin
Le nuove garanzie presentano limiti più severi. Per XRP, Dogecoin, ADA e Litecoin il rapporto massimo loan-to-value (LTV) consentito è del 49%, inferiore al 75% previsto per prestiti con Bitcoin ed Ether.
La soglia di liquidazione è anch’essa diversa: per i nuovi token la posizione viene liquidata al raggiungimento di un LTV del 62,5%, mentre per BTC ed ETH la liquidazione scatta solo all’86%.
LTV misura l’ammontare del prestito rispetto al valore della garanzia. Aumenta quando il collaterale perde valore o maturano interessi, e diminuisce se il prezzo degli asset sale o il debito viene rimborsato.
Come funzionano i prestiti crypto Coinbase con Morpho
Non esiste un piano di rimborso prefissato: il debitore deve però mantenere il proprio LTV entro i limiti indicati per evitare il rischio di liquidazione automatica della posizione.
Il tasso di interesse è variabile e viene determinato dall’incontro tra domanda e offerta sul protocollo Morpho. Inoltre, Coinbase applica una commissione una tantum ogni volta che un cliente prende a prestito, anche in caso di incremento di un prestito già esistente.
In base ai termini di servizio, i fondi ottenuti tramite questi prestiti non possono essere utilizzati per fare trading direttamente sulla piattaforma di Coinbase, a differenza di quanto avviene con altri tipi di credito.
Dati sugli asset e impatto per XRP
Secondo una comunicazione alla SEC, al 31 dicembre Coinbase deteneva 17,2 miliardi di dollari in XRP nei conti dei clienti, rendendolo uno degli asset più rilevanti sulla piattaforma per consistenza.
Inoltre, l’introduzione di questi token come collaterale amplia le possibilità per gli investitori statunitensi di accedere a un prestito in USDC su Coinbase senza dover liquidare esposizioni strategiche su asset ritenuti di lungo periodo.
Detto ciò, le condizioni di LTV più restrittive rispetto a Bitcoin ed Ether riflettono la diversa valutazione del rischio associato a queste criptovalute, spesso caratterizzate da una maggiore volatilità.
Rischi e aspetti fiscali dei prestiti crypto garantiti
Il prodotto viene spesso descritto come efficiente dal punto di vista fiscale, poiché il ricorso al credito non genera plusvalenze come avverrebbe con una vendita. Tuttavia, l’effettivo trattamento dipende dalla situazione fiscale del singolo contribuente.
Se il valore del collaterale scende in modo significativo, può verificarsi una liquidazione: un terzo rimborsa il debito e acquisisce gli asset dati in garanzia con uno sconto, comportando una perdita per il debitore.
Alcuni token devono essere “wrappati” per funzionare come collaterale su reti compatibili con Ethereum. Coinbase ha avvertito che questo processo di conversione potrebbe costituire di per sé un evento fiscalmente rilevante.
Sistemi di allerta e gestione del rischio
Per contenere il rischio di liquidazioni improvvise, Coinbase afferma di applicare un margine di sicurezza al momento dell’erogazione dei prestiti e di inviare avvisi ai clienti quando l’LTV si avvicina alla soglia critica.
Inoltre, questa struttura con buffer e notifiche punta a ridurre il rischio operativo per gli utenti, permettendo loro di aggiungere collaterale o rimborsare una parte del debito prima che scatti la liquidazione.
Nel complesso, il modello adottato si inserisce nella tendenza dei prestiti crypto garantiti da XRP e da altri asset digitali, che mirano a coniugare efficienza di capitale e gestione del rischio.
Prospettive future e accesso internazionale
Jacob Frantz, responsabile prodotto di Coinbase, ha dichiarato: “Indipendentemente da ciò che stai detenendo, dovresti poter sfruttare le tue crypto senza doverle vendere”.
La società ha indicato l’intenzione di estendere in futuro l’accesso a questo servizio anche al di fuori degli Stati Uniti, ma al momento non ha fornito una tempistica precisa per l’apertura a mercati internazionali.
In sintesi, l’integrazione con Morpho su Base e l’aggiunta di nuove garanzie ampliano l’offerta di credito on-chain, rafforzando il ruolo di Coinbase come intermediario tra utenti retail e infrastrutture DeFi.

