Otto giorni di operatività. Settantuno vittime. 3,4 milioni di XRP spariti in un colpo solo. La polizia di Seoul ha ricostruito nei dettagli come un gruppo di quattro uomini abbia costruito una trappola quasi perfetta impersonando Flare Network e il suo token FXRP, rastrellando l’equivalente di 8,5 milioni di dollari prima di scomparire nel nulla. La truffa staking Fake Flare — orchestrata attraverso il sito Fxrpntwork.com — è oggi il caso di frode crypto più documentato della Corea del Sud nel 2026, e racconta qualcosa di più profondo sulle vulnerabilità strutturali del settore.
Summary
Punti chiave
- Il sito Fxrpntwork.com ha sottratto 3,4 milioni di XRP (circa 8,5 milioni di dollari) a 71 investitori in soli otto giorni di ottobre.
- Prometteva rendimenti mensili garantiti tra 1,5% e 1,8% con restituzione del capitale, impersonando Flare Network e il token FXRP.
- La polizia di Seoul ha congelato 17,3 miliardi di won su exchange esteri e tracciato complessivamente 27,3 miliardi di won riconducibili al gruppo.
- Tre dei quattro sospettati — tutti 29enni — sono stati arrestati; il quarto è ricercato con un avviso rosso Interpol.
- Il sito ha chiuso il 23 ottobre e gli operatori sono spariti; la perdita media per vittima è stata di circa 119.000 dollari.
Come funzionava la truffa staking Fake Flare
Il meccanismo era semplice ma raffinato. Fxrpntwork.com si presentava come una piattaforma ufficiale di staking legata a Flare Network, progetto reale e al tempo reduce dal lancio del proprio token FXRP avvenuto il mese precedente. Tempistica tutt’altro che casuale: i truffatori hanno sfruttato la finestra di massima attenzione pubblica sul progetto originale per inserirsi come controparte credibile.
Agli investitori venivano promessi rendimenti mensili compresi tra l’1,5% e l’1,8% con garanzia di restituzione del capitale. Un’offerta costruita per sembrare prudente, non eccessivamente aggressiva — proprio il tipo di promessa che abbassa le difese di chi conosce abbastanza il settore da diffidare dei guadagni impossibili, ma non abbastanza da verificare ogni dettaglio tecnico.
Il passaggio operativo era altrettanto studiato: le vittime venivano indirizzate a spostare XRP fuori dagli exchange domestici coreani, attraverso piattaforme estere, per poi depositarli in wallet controllati direttamente dal gruppo criminale. Una volta completato il trasferimento, il controllo sui fondi era definitivamente nelle mani dei truffatori.
Una rete di false prove costruita ad arte
Quello che rende questo caso particolarmente insidioso è l’investimento fatto nella costruzione della credibilità. Il gruppo non si è limitato a creare un sito convincente: ha pianato false informazioni su blog di portali, articoli di news online e Wikipedia, e ha prodotto video su YouTube con un sosia pagato per impersonare un rappresentante del progetto.
Chiunque avesse cercato informazioni su Fxrpntwork.com avrebbe trovato quello che sembrava un ecosistema informativo indipendente e coerente. Recensioni, notizie, persino una voce enciclopedica. Il sosia — un uomo di 34 anni, già incriminato per frode — dava un volto umano all’operazione, abbassando ulteriormente la soglia di sospetto.
Il sito ha operato per otto giorni, poi il 23 ottobre ha chiuso i battenti e gli operatori sono svaniti. Perdita media per vittima: 173 milioni di won, circa 119.000 dollari.
Indagine della polizia e tentativi di recupero dei fondi
La svolta è arrivata da una segnalazione esterna: un exchange estero ha allertato le autorità di Seoul segnalando un’impennata anomala nelle attività legate allo staking fraudolento. Da lì è partita un’indagine che ha portato all’esecuzione di 54 mandati di perquisizione e sequestro, con un primo arresto effettuato in un nascondiglio al rientro di uno dei sospettati dall’estero.
Sospetti, arresti e coinvolgimento di Interpol
I quattro sospettati hanno tutti 29 anni. Tre sono stati arrestati in sequenza nel corso delle operazioni di polizia; il quarto si trova ancora all’estero, ricercato attraverso un avviso rosso Interpol. Due degli arrestati sono stati deferiti alla procura con l’accusa di frode aggravata, mentre il sosia è stato incriminato per frode. Le identità dei quattro non sono state rese pubbliche.
Congelamento dei beni e tracciamento dei fondi
Sul fronte patrimoniale, la polizia ha congelato 17,3 miliardi di won in asset su exchange esteri non appena ha rilevato lo schema fraudolento. Durante il corso delle indagini, altri 10 miliardi di won si sono mossi senza che gli investigatori riuscissero a bloccarli in tempo — una cifra che resta al momento non recuperata.
Il totale tracciato attraverso i wallet riconducibili al gruppo ammonta a 27,3 miliardi di won, circa 18,8 milioni di dollari — una cifra sensibilmente superiore ai 12,3 miliardi di won confermati come perdite delle 71 vittime note. Questo scarto, secondo la polizia, indica con ogni probabilità l’esistenza di altre vittime non ancora identificate.
Metodi usati per ingannare gli investitori
La truffa staking Fake Flare non è stata un’operazione improvvisata. Il gruppo ha costruito una struttura di inganni a più livelli che avrebbe retto anche a una verifica superficiale da parte di un investitore mediamente attento.
Il timing rispetto al lancio reale di FXRP era calcolato: sfruttare il momento in cui il progetto autentico era sotto i riflettori significava amplificare la plausibilità dell’operazione falsa. I contenuti falsi su Wikipedia e nelle testate online servivano a superare il test della “ricerca rapida” che molti investitori fanno prima di impegnare capitali. Il sosia su YouTube aggiungeva il layer della prova visiva, difficile da smontare senza un’analisi approfondita.
Il percorso dei fondi — exchange domestici, poi esteri, poi wallet privati — serviva invece a complicare il tracciamento e a rendere più difficile il recupero immediato da parte delle autorità. Una catena di trasferimenti progettata per guadagnare tempo.
Posizione delle forze dell’ordine e avvertimenti per gli investitori
La polizia di Seoul ha dichiarato che tratterà le frodi crypto con tolleranza zero, inquadrando questo caso all’interno di una serie più ampia di interventi nel settore. Solo a giugno, le autorità coreane avevano incriminato 23 persone per il riciclaggio di 11,1 milioni di dollari in USDT per conto di un’organizzazione di phishing con base in Cambogia.
Il messaggio agli investitori è diretto: verificare sempre le fonti ufficiali prima di trasferire fondi verso qualsiasi piattaforma di staking. Il caso Fxrpntwork.com dimostra che la presenza di contenuti online apparentemente indipendenti — articoli, video, voci enciclopediche — non è garanzia di autenticità. Anzi, può essere la trappola stessa.
Il fatto che i fondi tracciati superino di molto quelli confermati come persi dalle vittime note lascia aperta una domanda scomoda: quante altre persone sono state colpite senza saperlo, o senza aver ancora sporto denuncia? Con un sospettato ancora latitante all’estero e parte dei fondi non recuperata, il caso è tutt’altro che chiuso.
FAQ
Quanti XRP sono stati rubati nella truffa staking Fake Flare?
Sono stati sottratti 3,4 milioni di XRP, equivalenti a circa 8,5 milioni di dollari (12,3 miliardi di won), a danno di 71 investitori identificati.
Cosa prometteva il sito falso agli investitori?
Il sito Fxrpntwork.com prometteva rendimenti mensili compresi tra 1,5% e 1,8% con garanzia di restituzione del capitale investito, impersonando Flare Network e il suo token FXRP.
Quali misure ha adottato la polizia di Seoul?
Gli investigatori hanno eseguito 54 mandati di perquisizione e sequestro, arrestato tre sospettati, congelato 17,3 miliardi di won su exchange esteri e tracciato complessivamente 27,3 miliardi di won riconducibili al gruppo. Le autorità hanno inoltre invitato gli investitori a verificare sempre le fonti ufficiali prima di inviare fondi.
Tutti i sospettati sono in custodia?
No. Tre dei quattro sospettati — tutti 29enni — sono stati arrestati. Il quarto si trova ancora all’estero ed è ricercato attraverso un avviso rosso Interpol.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

