HomeCriptovaluteLicenziamenti FalconX nel crypto: taglio del 10% mentre Bitcoin crolla del 50%

Licenziamenti FalconX nel crypto: taglio del 10% mentre Bitcoin crolla del 50%

FalconX ha tagliato circa il 10% del proprio organico globale, unendosi alla lunga lista di società crypto costrette a ridimensionarsi mentre il mercato digitale attraversa una delle fasi più difficili degli ultimi anni. I licenziamenti FalconX nel crypto arrivano secondo quanto riportato da Bloomberg lunedì, che cita fonti vicine alla vicenda: la prime brokerage, che nel novembre scorso aveva acquisito l’emittente di ETF crypto 21shares, si prepara a un downturn più lungo del previsto.

Un taglio del 10% mentre il mercato resta sotto pressione

Prima dei tagli, FalconX contava circa 350 dipendenti distribuiti tra Stati Uniti, Regno Unito, Singapore e Hong Kong. L’azienda non ha confermato pubblicamente la notizia al momento della pubblicazione del report di Bloomberg, e un portavoce contattato da Cointelegraph non ha fornito risposta immediata. Resta comunque un segnale chiaro: anche i player più consolidati del digital asset trading stanno rivedendo la propria struttura di costi.

Singapore in uscita, Europa in espansione

Il cambio di rotta più significativo riguarda l’Asia. FalconX intende ritirare la richiesta di licenza presentata alla Monetary Authority of Singapore, ridisegnando la propria strategia regionale attorno al trading di derivati crypto. La società mantiene comunque l’intenzione di conservare una presenza nell’area asiatica, ma punta a spostare il baricentro operativo verso l’Europa, dove prevede di ampliare il business.

Il riposizionamento non è casuale: i derivati sono diventati una delle poche aree del settore ancora capaci di generare volumi consistenti, mentre il trading spot tradizionale continua a soffrire per il calo dei prezzi.

Perché il mercato crypto sta spingendo verso questi tagli

Dietro ai tagli di personale c’è un dato che pesa più di ogni altro: Bitcoin è sceso sotto i 64.000 dollari, segnando un calo di circa il 50% rispetto al picco di ottobre, quando l’asset aveva toccato quasi 126.000 dollari. Un crollo di questa portata ha inevitabilmente ridotto i volumi di scambio e l’attività retail, colpendo direttamente i ricavi delle società di trading come FalconX. Alcuni analisti ritengono che Bitcoin non abbia ancora toccato il fondo del ciclo attuale, il che suggerisce che la pressione sulle società di trading potrebbe non essere ancora finita.

FalconX non è l’unica a muoversi in questa direzione. Nelle ultime settimane hanno annunciato riduzioni di personale anche Coinbase, Crypto.com, Luno e Gemini. La società di infrastruttura crypto BitGo ha tagliato il 15% del proprio staff, mentre la Ethereum Foundation ha ridotto la forza lavoro del 20% nell’ambito di una ristrutturazione interna. Il quadro che emerge è quello di un settore che sta ricalibrando le proprie dimensioni sulla base di un mercato più debole e meno liquido rispetto a un anno fa.

Gli exchange guardano oltre il trading spot

Di fronte al calo dei volumi spot, molte piattaforme stanno diversificando le fonti di ricavo puntando su derivati e asset tokenizzati. Secondo un recente report di CoinGecko, il segmento noto come crypto TradFi — che comprende asset tokenizzati, derivati e altri prodotti legati alla finanza tradizionale — è cresciuto di cinque volte tra gennaio 2025 e giugno 2026, raggiungendo un valore di 6,6 miliardi di dollari. Le azioni e le materie prime tokenizzate si sono confermate tra i principali motori di questa crescita.

Anche i risultati finanziari di Coinbase confermano la tendenza: l’azienda ha mancato le stime di utile nel secondo trimestre, ma ha comunque riportato che l’88% dei ricavi netti è arrivato da attività diverse dal trading spot su Bitcoin, con derivati, mercati predittivi e asset tokenizzati che stanno assumendo un peso crescente. Questo spostamento racconta bene il momento che sta vivendo l’industria: chi dipende ancora quasi esclusivamente dallo scambio diretto di Bitcoin e altre monete rischia di più in una fase come questa, mentre chi ha già diversificato verso derivati e prodotti ibridi con la finanza tradizionale sembra reggere meglio l’urto del ribasso.

FAQ

Quanti dipendenti ha licenziato FalconX e quale era la dimensione del suo organico prima dei tagli?

FalconX ha licenziato circa il 10% del proprio organico globale. Prima dei tagli, la società contava circa 350 dipendenti distribuiti tra Stati Uniti, Regno Unito, Singapore e Hong Kong.

Quali cambiamenti sta apportando FalconX alla propria strategia regionale in concomitanza con i licenziamenti?

FalconX prevede di ritirare la richiesta di licenza presentata alla Monetary Authority of Singapore e sta ridisegnando il proprio approccio regionale per concentrarsi sul trading di derivati crypto, puntando contemporaneamente a espandere il business in Europa.

Quali fattori di mercato hanno influenzato la decisione di FalconX di licenziare personale?

I tagli seguono un forte calo del prezzo di Bitcoin, sceso di circa il 50% dal picco di ottobre vicino ai 126.000 dollari a valori sotto i 64.000 dollari, con una conseguente riduzione dei volumi di scambio e dell’attività retail.

Come si stanno adattando gli exchange crypto ai ribassi di mercato al di là del trading spot tradizionale?

Molti exchange si stanno espandendo nel settore del crypto TradFi, che comprende asset tokenizzati e derivati: un segmento che è cresciuto di cinque volte, raggiungendo 6,6 miliardi di dollari tra gennaio 2025 e giugno 2026.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Stefania Stimolo
Stefania Stimolo
Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.
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