HomeCriptovaluteBitcoinJim Cramer vende Bitcoin per il rischio quantistico: il mercato risponde con...

Jim Cramer vende Bitcoin per il rischio quantistico: il mercato risponde con un rally

Jim Cramer, storico volto di CNBC e critico di lunga data delle crypto, ha annunciato che venderà tutto il suo Bitcoin. Non per un crollo di prezzo, non per un ennesimo scandalo di settore, ma per la paura che i computer quantistici possano un giorno violare la sicurezza crittografica su cui si basa la moneta digitale. La vicenda di Jim Cramer e il rischio quantistico su Bitcoin è diventata in poche ore uno dei temi più discussi su Crypto Twitter, non tanto per il contenuto dell’allarme quanto per chi lo ha lanciato.

Punti chiave

  • Jim Cramer ha dichiarato che venderà tutto il suo Bitcoin per timori legati all’avanzata del calcolo quantistico.
  • Il CEO di IBM, Arvind Krishna, ha indicato una finestra di tre o quattro anni prima che i computer quantistici diventino una minaccia seria per la crittografia.
  • Bitcoin è salito di circa l’1,6% nel giorno in cui Cramer ha annunciato la vendita, restando poi resiliente intorno ai 64.000 dollari.
  • Un exploit basato su intelligenza artificiale ha colpito il wallet hardware Coldcard, causando perdite superiori ai 100 milioni di dollari.
  • Sul fronte Ethereum, i ricercatori hanno proposto l’EIP-8361 per bruciare parte delle ricompense di staking e contenere l’inflazione di ETH.

Perché Cramer vende: il monito di IBM

Tutto nasce da un’intervista che Cramer ha condotto con Arvind Krishna, amministratore delegato di IBM. Durante il faccia a faccia, il conduttore ha chiesto direttamente se dovesse “essere più prudente” riguardo al rischio che i computer quantistici possano un giorno rubare le sue monete. La risposta di Krishna è stata calibrata ma inequivocabile: tre o quattro anni, ha detto, prima che sia il caso di diventare “piuttosto paranoici” sul tema.

Cramer non ha aspettato quella scadenza. “Arvind Krishna conosce il quantum in modo incredibile. Conosce Bitcoin e il quantum. E venderò il mio”, ha dichiarato, aggiungendo che Ethereum potrebbe rappresentare un rischio “persino peggiore”. Un dettaglio non secondario: IBM stessa, secondo quanto riportato da CNBC, prevede che il calcolo quantistico avrà un impatto “misurabile” sui propri ricavi già entro il 2028 o il 2029, segno che il tema non è più solo teoria da laboratorio.

La reazione del mercato: Bitcoin sale, non scende

Se l’obiettivo di Cramer era spaventare il mercato, l’effetto è stato l’opposto. Il giorno stesso dell’annuncio, Bitcoin è salito di circa l’1,6%, e nei giorni successivi il prezzo si è mantenuto stabile intorno ai 64.000 dollari, nonostante l’exploit su Coldcard, i rendimenti obbligazionari in rialzo e le vendite di Bitcoin da parte del grande detentore corporate Strategy. Il mercato, insomma, non ha reagito come si aspetterebbe da un vero allarme di sicurezza sistemica.

Questa dissonanza tra l’allarme lanciato e la calma dei prezzi conta parecchio: dice che gli investitori professionali distinguono tra un rischio tecnologico reale e potenzialmente lontano nel tempo, e un rischio percepito da un commentatore televisivo con una storia di chiamate sbagliate. È lo stesso motivo per cui l’impatto quantum su Bitcoin resta oggi più un tema da monitorare che un fattore di prezzo immediato.

Il trade “inverso” e i precedenti di Cramer

La community crypto ha accolto la notizia con un misto di ironia e sollievo, invocando il celebre “inverse Cramer trade”, la scommessa non scritta secondo cui la mossa più profittevole è sempre quella opposta ai consigli del conduttore. Un utente che si descrive come bitcoin maximalist ha scritto su X: “Jim Cramer lo ha fatto di nuovo. Bitcoin ha appena ricevuto il segnale di acquisto più forte del 2026”.

Il precedente più citato riguarda il dicembre 2022, quando Cramer disse di aver liquidato tutte le sue crypto e di non volerle toccare “nemmeno in un milione di anni”, con Bitcoin vicino ai 16.800 dollari. Da lì l’asset è salito di oltre il 400% nei tre anni successivi. Ma la lista dei precedenti è più lunga: nel dicembre 2017 aveva definito Bitcoin “monopoly money” proprio mentre saliva verso i 20.000 dollari; nel giugno 2021 aveva venduto quasi tutte le sue posizioni citando il giro di vite cinese sul mining, poco prima che i prezzi toccassero nuovi massimi storici a novembre; a gennaio 2024 aveva previsto un selloff “cattivo” dopo il debutto degli ETF spot su Bitcoin, salvo poi vedere i prezzi risalire da 40.000 a 70.000 dollari in due mesi.

Non mancano nemmeno i precedenti fuori dal mondo crypto: a febbraio 2023 Cramer disse che Silicon Valley Bank era sottovalutata, definendola una banca solida su cui Wall Street si era preoccupata “per errore”. Un mese dopo, SVB collassava nel secondo fallimento bancario più grande della storia recente degli Stati Uniti. Non stupisce che nel 2023 sia nato anche un ETF costruito esplicitamente per scommettere contro le sue previsioni, lo SJIM, poi chiuso nel 2024 per mancanza di masse gestite sufficienti.

L’exploit Coldcard e la minaccia AI concreta

Al netto della credibilità di Cramer, il tema della sicurezza crittografica non è campato in aria. Recentemente un exploit reso possibile dall’intelligenza artificiale ha colpito il wallet hardware Coldcard, con perdite che hanno superato i 100 milioni di dollari, dopo una serie di attacchi e violazioni DeFi che avevano già superato complessivamente i 300 milioni di dollari. Il punto più inquietante, sottolineato dagli analisti, è che questi modelli di intelligenza artificiale sono nella loro versione peggiore possibile: da qui in avanti possono solo migliorare, il che significa vulnerabilità sempre più sofisticate da individuare.

C’è anche un rovescio della medaglia. L’episodio Coldcard potrebbe essere esattamente lo shock necessario per spingere i team crypto a prendere sul serio la minaccia quantistica e l’evoluzione degli attacchi guidati dall’AI. Il protocollo ZEC, ad esempio, ha usato l’AI in modo offensivo per individuare vulnerabilità nella propria crittografia prima che qualcun altro lo facesse, trovandole e correggendole. Il token ha subito un calo iniziale ma si è poi ripreso rapidamente. Ledger, dal suo lato, ha commentato l’episodio definendolo un punto di svolta che costringerà i produttori di hardware a rivedere il modo in cui verificano e proteggono il firmware dei propri dispositivi. È probabile che altri protocolli seguano lo stesso approccio proattivo, ed è qui che il exploit Coldcard AI assume un significato che va oltre il singolo incidente.

Ethereum e la proposta EIP-8361 per l’inflazione

Mentre il dibattito su Bitcoin infuriava, la comunità di sviluppatori Ethereum lavorava a una proposta tecnica destinata a cambiare le regole dello staking. Il ricercatore Justin Drake, insieme ad altri cinque sviluppatori, ha presentato l’EIP-8361, un meccanismo di “Tapered Issuance Burn” che brucerebbe una quota crescente delle ricompense dei validatori man mano che aumenta la percentuale di ETH messa in staking.

Concretamente, la proposta fissa un saturation balance di 60,25 milioni di ETH, circa metà dell’offerta al momento del fork. La frazione di burn scala con il rapporto di staking elevato alla potenza di 1,5, arrivando al 100% a quel livello. Al tasso di staking attuale, intorno al 33%, il rendimento scenderebbe a circa l’1%; se metà di tutto l’ETH in circolazione finisse in staking, il rendimento si azzererebbe del tutto. È un intervento pensato per contenere l’inflazione della rete, ma resta da vedere se e quando la comunità deciderà di adottarlo.

Cloudflare, Circle e le altre notizie di giornata

Sul fronte dei pagamenti digitali, Cloudflare ha lanciato Cloudflare Wallets, un prodotto pensato per permettere agli agenti di intelligenza artificiale di pagare autonomamente API e contenuti tramite micropagamenti in x402 stablecoin, entro limiti di spesa fissati dagli utenti umani. È un segnale di quanto la finanza automatizzata guidata dall’AI stia diventando un caso d’uso concreto per le stablecoin.

Sul fronte corporate, Circle ha riportato ricavi per 701 milioni di dollari nel secondo trimestre, con la circolazione di USDC salita del 19% a 73,3 miliardi di dollari e l’EBITDA adjusted in crescita dell’8% a 143 milioni di dollari. La mainnet Arc dell’azienda è prevista per il 16 settembre. Nel frattempo Wells Fargo ha annunciato depositi tokenizzati per pagamenti corporate operativi 24 ore su 24, unendosi a JPMorgan e Citi nella corsa a portare onchain i binari di regolamento di Wall Street.

Secondo gli analisti, Samsung è destinata a diventare un distributore dominante di stablecoin grazie al proprio wallet integrato su centinaia di milioni di dispositivi, posizionandosi come uno dei principali punti di accesso ai pagamenti in stablecoin. Sul fronte ETF, i fondi spot su Bitcoin hanno registrato 211 milioni di dollari di afflussi netti martedì, mentre gli ETF su Ethereum hanno raccolto 53 milioni di dollari. Da segnalare anche il trasferimento del WBTC di BitGo verso Chainlink, che porta il totale migrato da LayerZero a Chainlink vicino ai 15 miliardi di dollari.

FAQ

Cos’è la minaccia quantistica per Bitcoin?

È il timore che i futuri computer quantistici, sufficientemente potenti, possano rompere gli algoritmi crittografici che proteggono oggi i wallet e le transazioni Bitcoin, permettendo il furto di fondi. Al momento resta un rischio teorico, ma sempre più discusso dagli esperti del settore tecnologico.

Quando i computer quantistici potrebbero diventare un rischio reale?

Secondo Arvind Krishna, CEO di IBM, servono ancora tre o quattro anni prima che il rischio diventi concreto. IBM stessa stima che il calcolo quantistico avrà un impatto misurabile sui propri risultati finanziari entro il 2028 o il 2029.

Perché tanti trader festeggiano la vendita di Bitcoin da parte di Cramer?

Per la sua storia di previsioni sbagliate sul mercato, che ha reso popolare il cosiddetto “inverse Cramer trade”: scommettere sistematicamente contro le sue chiamate pubbliche. Nel 2022 vendette tutto vicino ai 16.800 dollari, poco prima di un rally superiore al 400% nei tre anni successivi.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Satoshi Voice
Satoshi Voice è un'intelligenza artificiale avanzata creata per esplorare, analizzare e raccontare il mondo delle criptovalute e della blockchain. Con una personalità curiosa e un'approfondita conoscenza del settore, Satoshi Voice combina precisione e accessibilità per offrire analisi dettagliate, interviste coinvolgenti e reportage tempestivi. Gli articoli di Satoshi Voice sono realizzati quindi con il supporto dell'intelligenza artificiale ma sono revisionati sempre dal nostro team di giornalisti per garantire accuratezza e qualità. Dotato di un linguaggio sofisticato e di un approccio imparziale, Satoshi Voice si propone come una fonte affidabile per chi cerca di comprendere le dinamiche del mercato crypto, le tecnologie emergenti e le implicazioni culturali e finanziarie del Web3. Guidato dalla missione di rendere l'informazione sulle criptovalute accessibile a tutti, Satoshi Voice si distingue per la capacità di trasformare concetti complessi in contenuti chiari, con uno stile accattivante e futuristico che riflette la natura innovativa del settore.
RELATED ARTICLES

Stay updated on all the news about cryptocurrencies and the entire world of blockchain.

Featured video

LATEST