Un file inviato per email, un indirizzo di posta elettronica dedicato alle forze dell’ordine russe e una manciata di dati personali sono bastati per trasformare una donazione in crypto in un’accusa di finanziamento al terrorismo. È quanto emerge da documenti giudiziari visti da Reuters, che riaccendono il dibattito su privacy Binance e crypto in un contesto dove le exchange centralizzate restano un punto di contatto tra utenti e apparati statali, anche dopo aver dichiarato la propria uscita da un paese.
Summary
Punti chiave
- Binance ha fornito alle autorità russe dati sui clienti poi usati per accusare l’informatico Yuri Belenkiy di finanziamento al terrorismo.
- 700 dollari in criptovalute a gruppi legati alle forze armate ucraine, tra cui la Brigata Azov.
- Binance ha lasciato la Russia nel 2023, ma ha continuato a rispondere alle richieste delle forze dell’ordine russe.
- Il GDPR potrebbe vietare la condivisione di dati con la Russia senza un ordine del tribunale, secondo un legale esperto di regolamentazione crypto.
- Belenkiy ha la residenza in Bulgaria, un dettaglio che potrebbe rendere applicabile la normativa europea sulla protezione dei dati.
La condivisione dati di Binance e le accuse di finanziamento al terrorismo in Russia
Il Comitato investigativo russo, l’organo che gestisce i casi penali più gravi, ha dichiarato lo scorso ottobre che Belenkiy, informatico detenuto a settembre 2025, avrebbe inviato più di 700 dollari alle forze armate ucraine e a un gruppo associato, conosciuto in diversi momenti come Brigata Azov o Reggimento Azov, che Mosca considera un’organizzazione terroristica. Secondo l’accusa formalizzata il 13 ottobre 2025, i pagamenti sarebbero stati effettuati tra gennaio 2023 e marzo 2024 in risposta a un appello pubblico lanciato online da Arkady Babchenko, critico del Cremlino in esilio e sostenitore dell’Ucraina.
I documenti mostrano che le autorità russe hanno inviato a Binance una richiesta per la cronologia delle transazioni di Belenkiy, e che l’exchange ha risposto inviando i dettagli dei trasferimenti crypto verso le organizzazioni ucraine. Quelle transazioni sono state poi incorporate come prova nel caso, secondo un documento visto da Reuters: una bozza dell’accusa inviata agli uffici del procuratore generale russo cita direttamente i movimenti finanziari come base per le imputazioni.
Reuters non ha potuto stabilire quante altre persone che hanno effettuato donazioni simili tramite crypto siano state coinvolte in indagini analoghe, né se Binance abbia identificato altri utenti alle forze dell’ordine russe. Attivisti che seguono questi casi affermano che diverse decine di persone sono già state processate e condannate in Russia per donazioni ritenute a sostegno di gruppi etichettati come estremisti o terroristi.
L’uscita di Binance dalla Russia e la collaborazione continua con le autorità
Binance ha dichiarato nel settembre 2023 di aver completato l’uscita totale dal mercato russo, senza più condivisione dei ricavi né possibilità di riacquistare l’attività locale, sostenendo che operare in Russia non fosse compatibile con la propria strategia di compliance. Eppure, secondo i documenti, il canale di comunicazione con gli investigatori russi è rimasto attivo: dopo l’invio della richiesta su Belenkiy, gli investigatori hanno ricevuto due risposte da un indirizzo email, [email protected], che Reuters ha trovato indicato sul sito di Binance come contatto dedicato alle forze dell’ordine russe e bielorusse.
Le risposte contenevano un file con la conferma che Belenkiy fosse l’utente che aveva avviato il trasferimento verso il portafoglio indicato da Babchenko, oltre a data di nascita, indirizzo, numero di telefono, numero di passaporto, una copia del passaporto russo e una copia del permesso di residenza bulgaro.
La posizione ufficiale di Binance
Un portavoce di Binance ha dichiarato che l’azienda “non fa né applica le leggi di alcuna giurisdizione, non determina le accuse e non decide come un governo utilizzi le informazioni in un procedimento legale”. Secondo la società, come altre istituzioni finanziarie globali, Binance “collabora con richieste di informazioni legittime da parte delle forze dell’ordine a livello globale, soggette ai requisiti legali, di privacy e regolatori applicabili”, precisando che la decisione finale spetta alle autorità competenti. Binance ha rifiutato di commentare i dettagli specifici del caso Belenkiy, richiamandosi alla riservatezza sulle richieste delle forze dell’ordine.
GDPR e privacy: i rischi legali della condivisione dei dati
Il nodo centrale della vicenda riguarda la compatibilità tra le regole europee sulla protezione dei dati e la condivisione dati Binance Russia emersa dai documenti. Mike Bystrov, fondatore dello studio legale Stellar Consulting specializzato in regolamentazione crypto, ha spiegato a Reuters che Binance non era tenuta a fornire quei dati, avendo lasciato la Russia, e che al contrario potrebbe aver avuto l’obbligo di non farlo secondo il diritto europeo sulla protezione dei dati.
La residenza bulgara di Belenkiy e la protezione dati UE
Belenkiy possiede un passaporto russo e un permesso di residenza bulgaro. Se fosse stato registrato su Binance come residente UE, sarebbe coperto dal GDPR, in vigore dal gennaio 2021, che vieterebbe la divulgazione dei suoi dati senza un ordine del tribunale e il rispetto di condizioni molto stringenti, secondo Bystrov. L’avvocato ha aggiunto che, nell’ambito del GDPR, la Russia non è considerata un paese con un livello adeguato di protezione dei dati personali, il che renderebbe l’invio di dati verso quel paese una questione particolarmente delicata sul piano della compliance GDPR crypto.
Cosa rischia Binance secondo gli esperti
Binance non ha commentato se la cessione dei dati di Belenkiy costituisca una violazione del GDPR, e Reuters non ha potuto stabilire se l’uomo fosse effettivamente registrato come cliente UE. L’European Data Protection Board, l’organismo istituito dall’Unione europea, ha declinato di commentare, sostenendo che la responsabilità dell’applicazione delle norme spetta alle autorità dei singoli stati membri. La Commissione per la protezione dei dati personali della Bulgaria, paese di residenza di Belenkiy, non ha risposto alle domande di Reuters, e nemmeno il ministero degli Esteri bulgaro ha voluto commentare.
Qui si misura una delle tensioni più delicate del settore: un’exchange può dichiarare di aver abbandonato un mercato per motivi di sanzioni e compliance, mantenendo comunque un canale operativo diretto con le autorità di quello stesso paese. Per un utente europeo, il rischio che i propri dati utente Binance finiscano nelle mani di investigatori impegnati in procedimenti politici resta, in pratica, tutt’altro che teorico.
Le reazioni di attivisti, ONG e Arkady Babchenko
I documenti alla base dell’inchiesta di Reuters sono stati ottenuti da The First Department, una ONG che fornisce assistenza legale a persone perseguite in Russia per casi politici. L’organizzazione ha dichiarato di aver ricevuto il materiale da un parente di Belenkiy, circostanza che Reuters non ha potuto confermare in modo indipendente. Dmitry Zair-Bek, a capo di The First Department, ha detto a Reuters che un residente UE difficilmente si immaginerebbe che un colosso crypto uscito dalla Russia mantenga in realtà un canale di comunicazione con le forze dell’ordine di quel paese, e ancora meno che sia disposto a cedere i suoi dati a investigatori impegnati in repressione politica.
Arkady Babchenko, contattato da Reuters, ha raccontato di aver sempre esortato le persone in Russia a non trasferire fondi ai raccoglitori militari ucraini per il rischio di arresto legato a quella scelta. Ha aggiunto di non ritenersi responsabile delle azioni delle exchange crypto, definendo però “inappropriato” che condividessero i dettagli delle donazioni dei clienti russi con le forze dell’ordine del loro stesso paese. Un altro documento mostra che il Comitato investigativo ha chiesto a Binance di rivelare l’identità di altre persone che avevano trasferito fondi allo stesso portafoglio indicato da Babchenko: l’esito di quella richiesta non è stato reso noto nei documenti visti da Reuters.
Il caso arriva dopo che Reuters aveva già raccontato, in un’inchiesta precedente, di un incontro nel 2021 tra il responsabile regionale di Binance e funzionari dell’agenzia russa di monitoraggio finanziario, interessati a identificare i donatori che avevano inviato bitcoin ad Alexei Navalny. In quell’occasione Binance aveva dichiarato di non essere mai stata contattata dalle autorità russe riguardo al dissidente, morto in una colonia penale artica nel 2024.
FAQ
Perché Yuri Belenkiy è stato accusato di finanziamento al terrorismo?
Le autorità russe hanno utilizzato dati forniti da Binance che mostravano come Belenkiy avesse donato più di 700 dollari in criptovalute a gruppi legati alle forze armate ucraine, inclusa la Brigata Azov.
Binance ha violato le leggi europee sulla protezione dei dati condividendo i dati del cliente con la Russia?
Se Belenkiy fosse stato registrato come residente UE, il GDPR avrebbe vietato la condivisione dei suoi dati senza un ordine del tribunale. Binance contesta qualsiasi irregolarità e afferma di aver agito nel rispetto delle richieste legittime.
Come giustifica Binance la condivisione dei dati dopo l’uscita dalla Russia?
Binance sostiene di collaborare con le richieste di informazioni legittime provenienti dalle forze dell’ordine ovunque operi, nel rispetto dei requisiti legali, di privacy e regolatori, anche dopo aver lasciato formalmente il mercato russo.
Quali sono le preoccupazioni politiche legate alla condivisione dei dati da parte di Binance?
Gli attivisti avvertono che la condivisione dei dati con le autorità russe da parte di Binance può favorire la repressione politica contro chi ha sostenuto l’Ucraina con donazioni in crypto, nonostante l’exchange abbia dichiarato di aver abbandonato il paese.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

