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GCC verso i 500 miliardi: Coinbase rafforza la leadership negli asset digitali UAE

Coinbase ha scelto Abu Dhabi come base per il suo nuovo hub internazionale dedicato alla tokenizzazione, un passo che rafforza in modo concreto la leadership negli asset digitali UAE a livello globale. L’annuncio, arrivato dal colosso statunitense degli exchange crypto, si inserisce in un momento in cui banche, gestori patrimoniali e fondi sovrani di tutto il mondo stanno spostando quote crescenti di finanza tradizionale su infrastrutture blockchain. Abu Dhabi, con il suo centro finanziario Abu Dhabi Global Market (ADGM), si sta affermando come uno dei terreni di prova più avanzati per questa transizione.

Punti chiave

  • Coinbase apre un hub internazionale di tokenizzazione all’interno di ADGM, con licenza per organizzare investimenti e custodire titoli tokenizzati.
  • ADGM ha introdotto uno dei primi quadri normativi completi al mondo sugli asset virtuali già nel 2018 e oggi conta oltre 20 società con licenza attiva, tra cui Binance.
  • SettleMint e ADI Foundation collaborano sulla piattaforma ADI Chain, che a luglio ha ottenuto un investimento strategico da 50 milioni di dollari.
  • Mubadala Capital ha tokenizzato una strategia di investimento su mercati privati tramite KAIO, con Coinbase che ha assunto un’esposizione nel fondo.
  • Kearney stima che il valore degli asset tokenizzati nel GCC possa raggiungere i 500 miliardi di dollari entro il 2030.

Coinbase apre l’hub di tokenizzazione ad Abu Dhabi

La decisione di Coinbase risponde a una scommessa di fondo: buona parte del sistema finanziario mondiale finirà per trasferirsi su blockchain, e l’azienda vuole che Abu Dhabi diventi il centro di questa trasformazione. Operando da ADGM, il centro finanziario dell’emirato, Coinbase ha ottenuto una licenza per organizzare operazioni di investimento e fornire servizi di custodia per titoli tokenizzati.

Licenza per investimenti e custodia

La custodia, in termini semplici, significa conservare e gestire in modo sicuro i registri digitali di proprietà degli asset. È un elemento decisivo per convincere gli investitori istituzionali a fidarsi degli strumenti tokenizzati, che fino a poco tempo fa restavano confinati a progetti pilota di dimensioni contenute.

ADGM, il quadro normativo che ha attratto Coinbase e Binance

ADGM ha introdotto uno dei primi quadri normativi completi al mondo sugli asset virtuali già nel 2018, anticipando molte giurisdizioni concorrenti e costruendo negli anni una base regolamentare che ha attirato un flusso costante di società crypto e di tokenizzazione in cerca di una sede regolata nella regione.

Binance e il peso dei volumi di trading globali

A dicembre dello scorso anno ADGM ha concesso una licenza a Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo per volume di scambi, per operare dal centro finanziario dell’emirato. Secondo i dati di CoinMarketCap relativi a giugno 2026, il volume di trading di Binance si è attestato a 4,74 trilioni di dollari, pari al 39,5% degli scambi complessivi registrati tra gli 11 exchange monitorati, ben davanti ai concorrenti diretti. Oggi oltre 20 società detengono licenze attive per asset virtuali all’interno di ADGM, un numero che testimonia quanto la piazza sia diventata densa e competitiva.

Adam Popat, CEO di SettleMint, la società con base negli UAE che aiuta le istituzioni regolamentate a progettare, emettere e gestire asset digitali lungo tutto il loro ciclo di vita, ha spiegato a Fortune che la licenza concessa a Coinbase «è il tipo di autorizzazione che trasforma i titoli tokenizzati da progetto pilota a mercato vero e proprio». Popat ha aggiunto che quando un exchange quotato negli Stati Uniti scelge Abu Dhabi per questo tipo di attività, il messaggio per emittenti e allocatori di capitale è chiaro: gli UAE dispongono ora della profondità regolamentare necessaria per ospitare emissioni globali, non solo esperimenti a livello regionale.

Partnership strategiche e adozione istituzionale nella tokenizzazione

Popat, che si è trasferito da Londra agli UAE lo scorso anno per assumere il ruolo di CEO dopo aver guidato in precedenza l’adozione degli asset digitali e della blockchain in Standard Chartered, ha definito gli UAE «uno dei fari di riferimento quando si parla di tokenizzazione, non solo nella regione ma a livello globale». Secondo lui, la combinazione di programmi nazionali ambiziosi per digitalizzare l’economia, ampie riserve di capitale, un bacino crescente di talenti e un ambiente regolatorio collaborativo ha creato le condizioni perfette per accelerare l’agenda degli asset digitali.

SettleMint sta discutendo con tutte le grandi banche degli UAE, coinvolte sia nell’esplorazione sia nello sviluppo concreto di iniziative di tokenizzazione riguardanti azioni, fondi, obbligazioni e depositi. Popat ha inoltre confermato che anche la tokenizzazione dell’oro è oggetto di una conversazione «molto attiva» con diversi partner.

ADI Chain e l’investimento da 50 milioni di dollari

A maggio, SettleMint ha firmato una partnership strategica con ADI Foundation per sviluppare un’infrastruttura di gestione del ciclo di vita degli asset digitali su ADI Chain, la blockchain istituzionale della fondazione, a supporto della tokenizzazione di titoli nel rispetto del quadro regolamentare di ADGM. L’obiettivo dichiarato è affrontare una delle sfide centrali per l’adozione istituzionale degli asset digitali: la necessità di un’infrastruttura regolata e coordinata che collega emissione, negoziazione, regolamento e custodia in un unico sistema riconosciuto.

ADI Foundation, organizzazione con base ad Abu Dhabi, punta a portare un miliardo di persone nell’economia digitale entro il 2030. A luglio ha annunciato che ADI Chain ha ottenuto un investimento strategico da 50 milioni di dollari, un traguardo importante per uno degli ecosistemi blockchain istituzionali in più rapida crescita nella regione. I fondi dovrebbero sostenere l’espansione internazionale di ADI Chain in Medio Oriente, Africa e Asia, aree dove governi e istituzioni finanziarie stanno esplorando sempre più l’infrastruttura blockchain per modernizzare i sistemi di pagamento e digitalizzare i servizi pubblici. Parallelamente, l’ecosistema sta assistendo al lancio di DDSC, una stablecoin ancorata al dirham nata dalla collaborazione tra First Abu Dhabi Bank, International Holding Company e Sirius International Holding.

Mubadala Capital e la tokenizzazione degli asset privati

Gli UAE stanno impiegando anche i propri fondi sovrani per investire nella tokenizzazione. Il mese scorso, Mubadala Capital, il braccio di gestione patrimoniale del fondo sovrano di Abu Dhabi, ha tokenizzato una delle sue strategie di investimento sui mercati privati attraverso il fornitore di infrastrutture con base negli UAE KAIO, su blockchain incluso Base, con Coinbase che ha assunto a sua volta un’esposizione nel fondo.

Arabia Saudita, Qatar e le stime sul mercato GCC

Il fenomeno non resta confinato agli UAE. L’Arabia Saudita ha completato all’inizio del 2026 il primo trasferimento sovrano nativo di un titolo di proprietà tokenizzato, mentre il Qatar Financial Centre sta muovendo i primi passi per abilitare la tokenizzazione immobiliare. Sono segnali che la crescita degli asset digitali nel Golfo non è un fenomeno isolato, ma una tendenza che attraversa più giurisdizioni della regione.

In un report pubblicato a gennaio di quest’anno, la società di consulenza globale Kearney ha stimato che entro il 2030 quasi 500 miliardi di dollari in asset nel GCC potrebbero essere rappresentati su blockchain, includendo mercati privati, fondi, depositi bancari, azioni quotate, immobili e materie prime. Di questi, i mercati privati rappresentano secondo Kearney l’opportunità di tokenizzazione più ampia per il GCC, con una stima di 154 miliardi di dollari di dimensione di mercato entro il 2030. La società di consulenza ha osservato che queste classi di asset indicano un mercato con ampio margine di crescita, capace di ridisegnare le modalità con cui il capitale viene emesso, negoziato e allocato nella regione.

La combinazione tra il quadro normativo di ADGM, l’arrivo di operatori come Coinbase e Binance, e gli investimenti dei fondi sovrani sta consolidando una posizione che difficilmente resterà isolata: la vera domanda, ora, è quanto rapidamente le altre piazze finanziarie del Golfo e i concorrenti globali riusciranno a replicare questo modello prima che la leadership negli asset digitali UAE diventi troppo difficile da recuperare.

FAQ

Perché Coinbase ha scelto Abu Dhabi Global Market per il proprio hub di tokenizzazione?

ADGM offre un quadro normativo completo e una licenza che permette di organizzare investimenti e fornire servizi di custodia per titoli tokenizzati, un elemento che ha attirato realtà globali come Coinbase.

Che ruolo gioca ADGM nell’ecosistema degli asset digitali degli UAE?

ADGM ha introdotto uno dei primi quadri normativi al mondo sugli asset virtuali nel 2018 e ospita oggi oltre 20 società con licenza attiva per asset virtuali, tra cui Binance e Coinbase.

In che modo i fondi sovrani degli UAE partecipano alla tokenizzazione?

Mubadala Capital ha tokenizzato strategie di investimento su mercati privati utilizzando infrastrutture blockchain come KAIO, con Coinbase che ha assunto un’esposizione diretta nel fondo.

Quale dimensione potrebbe raggiungere il mercato degli asset tokenizzati nel GCC entro il 2030?

Secondo le stime della società di consulenza Kearney, gli asset tokenizzati nel GCC potrebbero raggiungere circa 500 miliardi di dollari entro il 2030, con i mercati privati che da soli rappresenterebbero 154 miliardi di dollari.

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