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Migrazione crypto LayerZero a Chainlink: 15 miliardi in fuga dopo l’exploit

Quindici miliardi di dollari in asset digitali hanno cambiato infrastruttura in poco più di quattro mesi. È la cifra che sintetizza la migrazione crypto da LayerZero a Chainlink, il trasferimento di massa di token e liquidità che sta ridisegnando il mercato del cross-chain messaging dopo un exploit da 292 milioni di dollari subito da Kelp DAO lo scorso aprile. Custodi, protocolli DeFi e persino un ente statale americano hanno abbandonato l’infrastruttura di LayerZero per passare a Chainlink CCIP, in quello che gli analisti definiscono ormai un mercato a dinamica winner-take-most.

Punti chiave

  • La migrazione crypto da LayerZero a Chainlink ha superato i 15 miliardi di dollari in asset annunciati pubblicamente.
  • BitGo ha spostato 7,4 miliardi di dollari in WBTC, il trasferimento più grande registrato.
  • L’exploit del 18 aprile 2026 su Kelp DAO ha drenato 116.500 rsETH, pari a 292 milioni di dollari.
  • Il Wyoming Stable Token Commission ha reso Chainlink CCIP l’infrastruttura esclusiva del Frontier Stable Token.
  • Il token ZRO di LayerZero è sceso a una capitalizzazione di circa 302 milioni di dollari.

La portata della migrazione crypto da LayerZero a Chainlink

I numeri raccontano una fuga ordinata ma inarrestabile. BitGo, il custode dietro il token bitcoin-backed più diffuso della finanza decentralizzata, ha spostato 7,4 miliardi di dollari in WBTC verso Chainlink CCIP, decidendo di rendere il protocollo l’infrastruttura predefinita per tutti gli asset futuri. Mantle ha seguito con il trasferimento del proprio Super Portal, del valore di 2,5 miliardi di dollari, sviluppato insieme a Bybit. Lombard ha spostato oltre un miliardo di dollari in asset legati a Bitcoin, tra cui LBTC e BTC.b.

Kraken, Solv e gli altri protocolli in uscita

Alla lista si aggiungono Kraken, che ha reso Chainlink CCIP l’infrastruttura esclusiva per kBTC, Solv Protocol con oltre 700 milioni di dollari in bitcoin tokenizzato, Virtuals con 700 milioni in token VIRTUAL e Re, che ha scelto CCIP per la propria stablecoin reUSD. L’ultimo tassello arriva da Nethermind, storico operatore verificatore di LayerZero, che dopo una “revisione approfondita” ha abbandonato il ruolo di Decentralized Verifier Network per unirsi a Chainlink come node operator. Il CEO Daniel Celeda ha parlato di una “scelta di lungo periodo”, sottolineando che “consolidare le operazioni cross-chain su Chainlink CCIP riflette la nostra convinzione” sull’infrastruttura che definirà la prossima fase della finanza onchain.

L’impatto mercato LayerZero si è fatto sentire anche sul token nativo: ZRO è scivolato a una capitalizzazione di circa 302 milioni di dollari, ben lontano dai massimi storici, proprio mentre l’uscita di Nethermind confermava il logoramento della rete di verificatori.

L’hackeraggio Kelp DAO che ha innescato l’allarme sicurezza

Tutto parte dal 18 aprile 2026, quando un attaccante ha falsificato un messaggio cross-chain su un bridge basato su LayerZero, sottraendo 116.500 rsETH per un controvalore di 292 milioni di dollari. L’attacco non ha colpito uno smart contract, ma l’infrastruttura off-chain: sei settimane prima, un ingegnere social di LayerZero era stato compromesso, permettendo di infiltrarsi nell’ambiente cloud RPC e di corrompere i nodi interni fino a raggirare l’unico verificatore previsto dalla configurazione.

La firma di Lazarus Group

Mandiant, CrowdStrike e ricercatori indipendenti hanno attribuito l’attacco Lazarus Group, riconducendolo al cluster nordcoreano TraderTraitor. I fondi rubati sono stati depositati su Aave come collaterale per prendere in prestito 190 milioni di dollari in WETH, costringendo il protocollo a congelare i mercati rsETH su V3 e V4 per settimane, mentre DeFi United lanciava un piano di recupero per gli utenti colpiti.

Le differenze architetturali tra LayerZero e Chainlink CCIP

Al centro della vicenda c’è una scelta di design opposta. LayerZero consente a ogni applicazione di configurare autonomamente quanti verificatori devono validare un messaggio, fino a un minimo di uno soltanto: la configurazione 1-of-1 sfruttata proprio nell’attacco a Kelp DAO. Chainlink CCIP, al contrario, impone un minimo di 16 nodi indipendenti per ogni corridoio, affiancati da una Risk Management Network che monitora anomalie e impone limiti di valore come rete di sicurezza aggiuntiva.

Dopo l’incidente, LayerZero ha eliminato il supporto alle configurazioni 1-of-1 e sta spingendo la maggior parte delle rotte verso soglie più severe, 5-of-5, per innalzare il livello minimo di sicurezza richiesto alle applicazioni.

L’infrastruttura stablecoin del Wyoming passa a Chainlink

Il 18 agosto 2026 il Wyoming Stable Token Commission ha completato la migrazione del Frontier Stable Token da LayerZero a Chainlink CCIP, rendendolo il primo ente pubblico statunitense ad abbandonare del tutto l’infrastruttura precedente. Il direttore esecutivo della Commissione, Anthony Apollo, ha dichiarato che la revisione ha “identificato preoccupazioni riguardo alle pratiche di disclosure e alla sicurezza operativa di LayerZero”, aggiungendo che CCIP è stato l’unico sistema valutato a soddisfare i requisiti richiesti “su tutta la linea”.

Il contratto è esclusivo e pluriennale: FRNT resta disponibile su otto reti, tra cui Arbitrum, Avalanche, Base, Ethereum, Hedera, Optimism, Polygon e Solana, e i possessori del token non hanno dovuto compiere alcuna azione durante la transizione. Sul mercato, il token LINK di Chainlink ha reagito con un rialzo di circa il 3%, portandosi vicino a 9,67 dollari, segno che gli investitori leggono questa sequenza di migrazioni come una tendenza consolidata più che come episodi isolati.

FAQ

Cosa ha innescato la migrazione crypto da LayerZero a Chainlink?

L’exploit del 18 aprile 2026 su Kelp DAO, che ha drenato 116.500 rsETH per un valore di 292 milioni di dollari sfruttando la configurazione a singolo verificatore di LayerZero, ha minato la fiducia nella sicurezza del protocollo.

Quanto valore si è spostato da LayerZero a Chainlink CCIP?

Le migrazioni annunciate pubblicamente ammontano a circa 15 miliardi di dollari a metà agosto 2026, guidate dai 7,4 miliardi di dollari in WBTC trasferiti da BitGo.

Qual è la principale differenza di sicurezza tra LayerZero e Chainlink CCIP?

LayerZero permette alle applicazioni di scegliere quanti verificatori devono validare un messaggio, anche uno solo, mentre Chainlink CCIP impone almeno 16 nodi indipendenti più una Risk Management Network, incorporando la sicurezza a livello di protocollo.

Perché il Wyoming Stable Token Commission è passato a Chainlink CCIP?

La Commissione ha citato preoccupazioni sulle pratiche di disclosure e sulla sicurezza operativa di LayerZero, scegliendo Chainlink CCIP come infrastruttura esclusiva e pluriennale per il Frontier Stable Token.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Alessia Pannone
Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.
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