Più di 300.000 sterline bruciate in una truffa che prometteva rendimenti tra il 40% e il 100%. È il bilancio della vicenda Key Coin Assets Ltd, la società di investimenti in crypto che un tribunale di Londra ha liquidato lo scorso 11 agosto 2026 dopo un’indagine dell’Insolvency Service britannico. Il caso torna a mettere sotto i riflettori la truffa investimenti crypto UK che ha colpito almeno nove persone, e arriva mentre il Regno Unito si prepara a un cambio di regole per l’intero settore.
Summary
Punti chiave
- Il tribunale ha ordinato la liquidazione di Key Coin Assets Ltd l’11 agosto 2026 per uno schema Ponzi crypto UK
- Nove denuncianti ad Action Fraud hanno perso complessivamente oltre 300.000 sterline
- Nessuna prova che la società effettuasse davvero trading in crypto: i fondi dei nuovi investitori pagavano i vecchi
- La FCA aveva già segnalato l’azienda come non autorizzata il 12 settembre 2024, quasi due anni prima della chiusura
- Le nuove regole crypto nel Regno Unito entreranno in vigore il 25 ottobre 2027
Il tribunale chiude Key Coin Assets Ltd per lo schema Ponzi
L’ordine di liquidazione dell’11 agosto 2026 arriva al termine di un’indagine dell’Insolvency Service che ha ricostruito il funzionamento dello schema. La società prometteva ai clienti “0 Fees, 0 Risks” e rendimenti garantiti fino al 100%, una promessa impossibile da mantenere per qualsiasi attività di trading reale.
Nessuna prova di trading reale in crypto
Gli investigatori non hanno trovato alcuna traccia delle operazioni in crypto pubblicizzate dall’azienda. I fondi versati dai nuovi clienti servivano semplicemente a pagare i rendimenti promessi a quelli precedenti, il classico meccanismo di uno schema Ponzi. I documenti bancari mostrano che il denaro veniva spostato nel conto personale del direttore nel giro di poche ore dall’arrivo, diventando poi quasi impossibile da rintracciare.
Vittime e perdite: il conto della truffa
Nove persone che hanno denunciato ad Action Fraud, il centro nazionale per le segnalazioni di frode, hanno versato insieme più di 300.000 sterline. Secondo l’Insolvency Service, quel denaro è da considerarsi perso. Mark George, capo investigatore dell’ente, ha dichiarato che la società “prometteva rendimenti garantiti ma non ha consegnato nulla”, definendo il comportamento dell’azienda come “tutti i segni distintivi di uno schema Ponzi”. Key Coin Assets pubblicava inoltre testimonianze false di clienti online senza permesso e chiedeva agli investitori di evitare parole come “crypto” o “investment” nei riferimenti dei pagamenti bancari, un dettaglio che gli inquirenti hanno letto come un tentativo di eludere i controlli.
La società non ha mai consegnato i registri contabili richiesti dall’Insolvency Service e ha cambiato più volte il proprio indirizzo ufficiale, incluso un caso in cui gli occupanti dell’appartamento indicato hanno detto di non aver mai sentito parlare dell’azienda. Nei documenti depositati alla Companies House, Key Coin Assets dichiarava asset fino a 42 milioni di sterline, una cifra che l’attività bancaria reale non ha mai confermato.
Gli avvisi della FCA e la stretta sulle frodi crypto nel Regno Unito
La Financial Conduct Authority aveva già segnalato Key Coin Assets come non autorizzata il 12 settembre 2024, quasi due anni prima dell’ordine del tribunale. Essendo un’azienda non autorizzata, i suoi clienti non erano protetti né dal Financial Ombudsman Service né dal Financial Services Compensation Scheme, tutele riservate alle società regolamentate.
Il caso si inserisce in un quadro più ampio di frodi finanziarie che nel 2023-24 hanno costato all’economia britannica 14,4 miliardi di sterline, il tipo di crimine più diffuso nel paese secondo la strategia governativa antifrode, che destina oltre 250 milioni di sterline tra il 2026 e il 2029 alla lotta contro questi schemi. Sul fronte crypto, la FCA ha inoltre condotto quest’anno raid in otto sedi legate a presunto trading peer-to-peer illegale in crypto, la sua prima operazione coordinata di questo tipo, sfociata in lettere di diffida.
La nuova regolamentazione crypto UK e i segnali d’allarme per gli investitori
Le regole più ampie sulle crypto nel Regno Unito, previste dal Financial Services and Markets Act 2000 e finalizzate nel febbraio 2026, entreranno in vigore il 25 ottobre 2027. Le richieste di autorizzazione potranno essere presentate a partire dal 30 settembre 2026. L’Insolvency Service e la FCA invitano gli investitori a consultare il Firm Checker della FCA e l’elenco delle società non autorizzate prima di affidare denaro a qualsiasi piattaforma. Rendimenti garantiti troppo alti e richieste di evitare i riferimenti standard nei pagamenti restano i segnali d’allarme più chiari.
Parallelamente, un gruppo di parlamentari britannici, il Crypto and Digital Assets All-Party Parliamentary Group, ha aperto a luglio un’indagine su eventuali chiusure ingiustificate di conti a società crypto legittime da parte delle banche, scrivendo agli istituti l’11 agosto e raccogliendo prove fino al 31 agosto. L’Official Receiver è stato ora nominato liquidatore di Key Coin Assets Ltd in seguito all’ordine dell’Alta Corte.
FAQ
Cosa ha portato alla chiusura di Key Coin Assets Ltd?
Un tribunale di Londra ha liquidato la società dopo che le indagini hanno rivelato che gestiva uno schema Ponzi legato alle crypto, senza alcuna attività di trading reale.
Quanti soldi hanno perso le vittime di Key Coin Assets Ltd?
Nove denuncianti hanno perso complessivamente più di 300.000 sterline.
Quali azioni ha preso la FCA riguardo a Key Coin Assets Ltd?
La FCA aveva segnalato l’azienda come non autorizzata il 12 settembre 2024, ben prima della chiusura, e ha di recente intensificato le azioni contro il trading crypto illegale.
Quando entreranno in vigore le nuove regole crypto nel Regno Unito?
Le nuove norme britanniche sulle crypto scatteranno il 25 ottobre 2027, con le domande di autorizzazione che si potranno presentare a partire dal 30 settembre 2026.
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