LayerZero cambia gioco e punta dritto al cuore dei mercati finanziari tradizionali: con il lancio di ATLAS, un’infrastruttura di trading costruita sulla propria blockchain Zero, l’azienda si propone come fornitore di backend per exchange, broker e istituzioni finanziarie. L’annuncio, arrivato il 26 agosto 2026, ha già mosso il mercato: il token ZRO è salito di oltre il 16% nelle 24 ore successive, scambiando vicino a 1,26 dollari.
Summary
Punti chiave
- L’exchange ATLAS di LayerZero integra matching, clearing, settlement e gestione del rischio in un unico stack tecnologico costruito sulla blockchain Zero.
- Il modello è “headless”: le venue di trading mantengono il controllo dell’interfaccia utente mentre ATLAS gestisce il backend.
- Il token ZRO assume nuove funzioni: sicurezza della rete tramite delegated proof-of-stake, gas, governance e rebate sulle commissioni fino al 65%.
- ATLAS punta a 200.000 transazioni al secondo al lancio, mentre la rete Zero è progettata per arrivare a 2 milioni di TPS.
- L’annuncio arriva dopo l’exploit di aprile 2026 sul bridge di Kelp DAO, che aveva drenato circa 292 milioni di dollari in rsETH.
LayerZero lancia ATLAS per potenziare i backend degli exchange
ATLAS, acronimo di Aggregated Trading, Liquidity and Settlement, non è un exchange rivolto al pubblico ma un livello infrastrutturale che le piattaforme di trading possono utilizzare per gestire tutto ciò che avviene dietro le quinte di un ordine. LayerZero descrive il sistema come una risposta a un problema molto concreto: oggi molte istituzioni finanziarie gestiscono matching, clearing, settlement e risk management attraverso infrastrutture separate, spesso poco integrate tra loro. ATLAS le riunisce in un unico stack.
Il modello scelto è quello dell’exchange headless: le trading venue collegano le proprie applicazioni ad ATLAS, scelgono i mercati da offrire e gestiscono la relazione con i clienti, mentre il sistema sottostante processa le operazioni. Secondo LayerZero, questo elimina la necessità per gli operatori di costruire da zero un’infrastruttura di exchange o di dipendere da un backend controllato da un concorrente diretto. Il CEO e co-fondatore Bryan Pellegrino ha sintetizzato così l’obiettivo del progetto: “Abbiamo costruito ATLAS per essere il backend neutrale e performante capace di alimentarli tutti.”
Configurazioni di ATLAS e ruoli di mercato
L’infrastruttura sarà disponibile in due versioni, pensate per pubblici diversi ma costruite sullo stesso motore. Open ATLAS è rivolto ad applicazioni crypto, mercati predittivi e altri prodotti finanziari accessibili al pubblico. Institutional ATLAS permette invece agli operatori di applicare regole personalizzate su accesso e trading, mantenendo comunque la stessa base tecnologica.
Trading venue, market creator e market maker
ATLAS è pensato per collegare tre tipi di attori. Le trading venue gestiscono le piattaforme rivolte ai clienti, i market creator decidono quali asset e prodotti possono essere quotati, mentre i market maker forniscono la liquidità necessaria al funzionamento dei mercati. I market creator potranno strutturare mercati su asset crypto spot, futures perpetui, azioni, obbligazioni, materie prime, meme token e contratti predittivi, un ventaglio che rende ATLAS uno strumento potenzialmente trasversale a più classi di attivi, non solo alle crypto.
Il ruolo ampliato del token ZRO in ATLAS e nella rete Zero
Il lancio di ATLAS ridefinisce anche la funzione economica di ZRO all’interno dell’ecosistema LayerZero. Il token servirà a garantire la sicurezza della blockchain Zero tramite un meccanismo di delegated proof-of-stake, e funzionerà contemporaneamente come token di gas e strumento di governance.
La parte più interessante per gli operatori riguarda però i rebate sulle commissioni. Le trading venue che operano tramite ATLAS potranno fare staking di ZRO per ottenere sconti sulle fee più elevati: il livello massimo di rebate, fino al 65%, richiede uno stake pari fino all’1% dell’offerta totale del token, calibrato in base a volume di trading, quantità di ZRO bloccata o una combinazione delle due variabili. Su Open ATLAS, i rebate variano tra il 20% e il 65% in funzione di questi parametri.
Il meccanismo non si ferma qui: una volta dedotto il rebate della venue, il 25% dei ricavi residui da commissioni viene versato al market creator, mentre il restante 75% viene utilizzato per acquistare ZRO sul mercato e bruciarlo definitivamente. È un secondo canale di buyback che si affianca a quello già introdotto ad agosto, quando LayerZero aveva collegato parte dei ricavi generati dalle nuove commissioni su Stargate OFT proprio al riacquisto di ZRO.
Performance, partnership e sfide di sicurezza
Sul fronte tecnico, LayerZero ha fornito numeri precisi sulle prestazioni dell’attuale ambiente ATLAS: latenza mediana inferiore al millisecondo, con il percentile 95 fermo a 1,418 millisecondi e il percentile 99 a 2,641 millisecondi. L’azienda prevede di dimensionare inizialmente il sistema per gestire 200.000 transazioni al secondo al lancio.
Questi numeri si inseriscono in un progetto più ampio: la rete Zero, presentata da LayerZero a febbraio, è stata concepita per scalare fino a 2 milioni di transazioni al secondo separando l’esecuzione delle transazioni dalla loro verifica tramite prove a conoscenza zero. Il progetto Zero ha visto il coinvolgimento di nomi pesanti del mondo finanziario tradizionale come Citadel Securities, ARK Invest, Intercontinental Exchange e Depository Trust & Clearing Corporation, un dettaglio che segnala quanto LayerZero stia cercando di attrarre capitali e credibilità istituzionale, non solo l’utenza crypto nativa.
L’ombra dell’exploit su Kelp DAO
L’espansione verso il trading infrastructure arriva dopo un periodo complicato per il business di interoperabilità di LayerZero. Il 18 aprile 2026, alcuni attaccanti hanno drenato 116.500 rsETH, per un valore di circa 292 milioni di dollari, da un bridge basato su LayerZero, dopo aver compromesso l’infrastruttura usata per la verifica cross-chain del token di Kelp DAO. Secondo il rapporto sull’incidente pubblicato da LayerZero, gli attaccanti hanno avvelenato l’infrastruttura RPC usata dal verificatore, sfruttando poi la configurazione compromessa per far passare un messaggio cross-chain falsificato.
LayerZero ha sostenuto che l’incidente fosse limitato alla configurazione scelta da Kelp DAO, basata su un’unica rete di verifica decentralizzata, e che il protocollo principale non fosse stato violato. Dopo l’attacco, l’azienda ha smesso di firmare messaggi per applicazioni con configurazioni a verificatore singolo, spingendo le integrazioni interessate verso un modello multi-verificatore, e ha rafforzato in generale la sicurezza dei bridge basati su singolo firmatario. Kelp DAO ha contestato parte della ricostruzione di LayerZero e ha successivamente annunciato la migrazione di rsETH verso il Cross-Chain Interoperability Protocol di Chainlink, definendo la scelta un modo per rafforzare la sicurezza dopo l’exploit. Pellegrino ha respinto le affermazioni di Kelp DAO sulla configurazione del verificatore.
Impatto sul mercato e reazioni della community
La reazione del prezzo di ZRO racconta molto di come il mercato abbia letto l’annuncio: un rialzo superiore al 16% in 24 ore non è un movimento da poco per un token che, fino a poco prima, era legato quasi esclusivamente all’infrastruttura di messaggistica cross-chain di LayerZero. Con ATLAS, ZRO acquisisce una utilità legata direttamente ai volumi di trading e ai meccanismi di buyback, un fattore che gli analisti di mercato tendono a considerare positivamente per la sostenibilità del valore di un token.
Sul piano organizzativo, LayerZero ha rafforzato il team dedicato al progetto: Jack Melnick, arrivato da Berachain per guidare la strategia di Zero e ATLAS, ha confermato via X che ATLAS rappresenta il primo prodotto costruito sulla rete Zero.
Nel frattempo, il caso Kelp DAO ha avuto ricadute più ampie sull’ecosistema. Altri progetti hanno spostato la propria infrastruttura cross-chain verso Chainlink nelle settimane successive all’exploit: entro maggio, gli asset coinvolti in migrazioni che riguardavano Kelp DAO, Lombard, Solv, Re.xyz e Kraken avevano superato i 4 miliardi di dollari. È in questo contesto, tra un business di interoperabilità sotto pressione e un nuovo prodotto che punta dritto ai mercati istituzionali, che si misurerà la reale capacità di LayerZero di ricostruire fiducia mentre allarga il proprio raggio d’azione.
FAQ
Cos’è ATLAS e chi può utilizzarlo?
ATLAS è un’infrastruttura di trading costruita sulla blockchain Zero di LayerZero, pensata per piattaforme di trading crypto e istituzioni finanziarie, con configurazioni sia per mercati pubblici che per operatori istituzionali.
Che vantaggi offre alle trading venue il modello di exchange senza interfaccia?
Il modello headless permette alle trading venue di gestire in autonomia la propria interfaccia utente, affidando ad ATLAS il lavoro di backend: elaborazione delle operazioni, clearing, settlement e gestione del rischio.
Che ruolo ha il token ZRO nell’ecosistema ATLAS?
ZRO garantisce la sicurezza della blockchain Zero tramite delegated proof-of-stake, funziona come token di gas e di governance, e il suo staking su ATLAS consente alle venue di ottenere rebate sulle commissioni di trading.
Quali problemi di sicurezza ha affrontato di recente LayerZero?
Ad aprile 2026 un exploit sul bridge rsETH di Kelp DAO ha drenato 116.500 rsETH, circa 292 milioni di dollari, a causa di configurazioni di verifica compromesse basate su un singolo verificatore. LayerZero ha risposto rafforzando la sicurezza e spingendo verso configurazioni multi-verificatore.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

