Anche se l’ottimismo è il cuore della vita, nell’esistenza esistono almeno due cose sicure, le tasse e la morte.

Se sulle prime ci si può lavorare in tanti modi, l’incontro con secondo appuntamento è irrinunciabile.

Eppure sinora nessuno si è occupato di questo spiacevole e imprevedibile aspetto.

Intendiamo dire che, ad oggi, le criptovalute magari accumulate con uno sforzo di lungo periodo, magari per dare una prospettiva di sicurezza alla propria famiglia, rischiano di scomparire perché non si è lasciata memoria dei codici privati o dei wallet in cui sono conservate.

Eredità e blockchain

Ora la blockchain offre una soluzione anche a questo problema, per lo meno verso gli eredi diretti o più vicini al “De Cuius”.

Stiamo parlando di Safe Haven, un servizio che, utilizzando la blockchain assieme a un protocollo di trasferimento e all’utilizzo della Trust Alliance Network (TAN), permetterà di salvaguardare il patrimonio crypto.

La priorità della piattaforma, di cui presto inizierà la ICO, è quella di non disperdere il patrimonio, per cui il funzionamento è il seguente: l’ ”Iniziatore” che vuole tutelare il suo patrimonio salva i beni digitali sulla piattaforma che genera delle chiavi per la distribuzione ai figli.

All’interno del sistema deve anche partecipare un’entità con potere notarile membro del TAN, che dovrà accertare la quantità dei beni e gli eredi.

A questo punto tutti i dati sono regolati da smart contract che definiscono gli accessi dei vari eredi. In caso di dipartita dell”Iniziatore” gli eredi possono accedere alla propria quota di beni digitali presentando i documenti relativi alla morte del de cuius.

Al quel punto l’entità notarile sbloccherà le chiavi e permetterà che i beni digitali vengano distribuiti tra chi ne ha diritto.

Questa ICO entra in un settore legale molto delicato, ma la sua implementazione corretta potrebbe evitare sia la distruzione di grossi valori digitali, sia problemi di carattere successorio, sempre estremamente spiacevoli.

Purtroppo il progetto non è ancora definito in ogni suo particolare ma apre prospettive interessanti.

Senza dimenticare che, se un giorno fossero veramente attivati i vari progetti di inserimento sulla blockchain dei dati catastali  potremmo assistere a successioni ereditarie svolte esclusivamente tramite smart contract.