Quantstamp, la criptovaluta con oltre 130 milioni di dollari valore capitalizzato, ha deciso di entrare nel Ethereum Community Fund (ECF).

Si tratta di un fondo, costruito da alcuni fra i più rilevanti progetti legati alla blockchain per smart contract, che ha come obiettivo lo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche necessarie al supporto di ETH e l’assistenza, anche finanziaria, a nuovi progetti. Fanno parte del fondo nomi quali OmiseGo, Golem, Maker, Cosmos e Status, per una capitalizzazione complessiva superiore a 1,5 miliardi di dollari.

L’ammissione di Quantstamp è importante perché si occupa dell’auditing degli smart contract, cioè è specializzata nel controllo quella qualità della programmazione, poiché mette in evidenza le vulnerabilità. Un’attività molto utile quando ci si pone come obiettivo il miglioramento di una struttura logica, cioè l’obiettivo del ECF.

Per fare un esempio, uno dei problemi maggiori da risolvere è quello relativo alla scalabilità, cioè alla robustezza della blockchain e alla sua capacità di far fronte a un alto numero di transazioni.

scalabilità ethereum

Lo scorso anno il solo gioco Cryptokitties ha mandato in tilt la blockchain. Questo ha messo in luce la necessità di trovare degli strumenti in grado di superare questi colli di bottiglia e il ECF nasce proprio per far fronte a queste debolezze, sia perché, come apertamente affermato, le società partecipanti vedono in ETH un bene superiore da salvaguardare.

Guidare una comunità in modo attivo significa condurla a trovare le soluzioni dei problemi, ma, ovviamente, verso le soluzioni più convenienti. In questo scenario Quantstamp può fungere da controllore e certificatore delle soluzioni proposte, controllando che non portino minacce alla sicurezza o all’integrità della blockchain.

La mossa è stata apprezzata dal mercato, con una rivalutazione sensibile del token QSP. In poche ore ha supera del 10% la quotazione del giorno precedente.