Esistono molti progetti che mirano ad offrire una funzionalità simile a quella di Uber, ma senza far guadagnare terze parti grazie alla blockchain, specialmente quella di Ethereum.

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Esempi di questi progetti vanno da OpenBazaar (una sorta di eBay decentralizzato) a progetti dalle ambizioni ancora maggiori come Swarm.City, che intende permettere anche lo sviluppo di applicazioni alternative ad Uber.

Swarm.City è basato sulla blockchain di Ethereum ed ha un proprio token, lo Swarm City Token (SWT).

Allo stesso tempo, si stanno sviluppando soluzioni come Chasyr che cercano di fare concorrenza alla celeberrima app di ride sharing in maniera molto più diretta.

Un altro progetto legato al car sharing di cui specialmente qualche mese fa si era tanto sentito parlare è Arcade City, attiva soprattutto in Asia e America Latina con una copertura di oltre 150 città in tutto il mondo, sempre grazie alla blockchain di Ethereum.

Un progetto degno di nota

Recentemente ha fatto molto parlare di sé Mass Vehicle Ledger (MVL) per via della partnership con OmiseGo, l’azienda che ha creato TADA, l’applicazione di ride sharing popolare in Singapore. Lo scopo della collaborazione è capire se la blockchain di OmiseGo è adatta ad ospitare il servizio offerto da MVL.

uber del futuro ethereum

La fine di Uber?

L’opportunità di portare la sharing economy alle masse senza sovrapprezzi grazie a blockchain e smart contract sta avendo sempre più risalto tanto che su Forbes, a inizio febbraio, è apparso un articolo titolato “Perché la blockchain potrebbe uccidere Uber” in cui si spiega che le aziende come Uber guadagnano solo in quanto intermediari e sono pertanto tra le aziende con maggior rischio di diventare obsolete per via di questa tecnologia.

Inoltre, secondo l’autore dell’articolo di Forbes, la centralizzazione rende anche i sistemi più condizionabili da un ente terzo che potrebbe altresì agire contro l’interesse degli utenti.