Dopo aver analizzato i temi che hanno caratterizzato il 2018 e con elevate probabilità anche i prossimi mesi del nuovo anno, abbiamo evidenziato anche le migliori ICO che si sono contraddistinte nel corso dell’anno che sta ormai volgendo alla conclusione.

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Partito in pompa magna sulla scia della febbre ICO, il 2018 è iniziato facendo esplodere la raccolta oltre 6 miliardi in meno di tre mesi, ben oltre l’intero capitale rastrellato in tutto il 2017.

Da gennaio a giugno sono state oltre 900 le nuove ICO che, dopo la fase iniziale di lancio progetto e raccolta, si sono aggiunte alla lista di Coinmarketcap, raddoppiando il numero dall’inizio anno.

Oltre 2000 quelle che, invece, sono rimasti progetti insoluti e che non hanno attirato l’attenzione degli investitori.

L’euforia irrazionale che ha portato molti neo-investitori a vestire i panni dei moderni Warren Buffett, ha dovuto fare i conti con la realtà dettata dagli allarmi dei governi mondiali che hanno iniziato a stringere le maglie attorno alla nuova forma di investimento.

Primi tra tutti gli Stati Uniti che, per mezzo della SEC, hanno iniziato a richiedere sempre più garanzie alle società, iniziando anche a sanzionare comportamenti illeciti che non rispettavano la regolamentazione delle classiche IPO azionarie.

Al giro di boa di giugno la raccolta ha iniziato a rallentare sino a segnare i minimi dell’anno nei mesi di novembre e dicembre con poco più di 400 milioni per ogni singolo mese. Per trovare livelli così bassi bisogna tornare indietro con le lancette a giugno 2017 quando, per la prima volta dall’esistenza di offerta di token, si superarono i 600 milioni di raccolta in un mese.

Degli oltre 21 miliardi di dollari collezionati in tutto il 2018, oltre il 40% riguardano progetti destinati alle nuove tecnologie blockchain (25%) ed alla finanza (15%). Seguono le reti di telecomunicazione (11%), trading e investimento (7%), pagamento e gaming entrambe con una fetta del 4% della torta.

Ecco quindi le 3 migliori ICO del 2018

EOS (EOS)

Tra le ICO maggior successo del 2018 Eos rientra nella prima categoria delle infrastrutture blockchain. La token sale iniziata a fine giugno 2017 si è chiusa esattamente un anno dopo, il 1° giugno 2018, distinguendosi come la raccolta in ICO più grande di sempre con oltre 4 miliardi di dollari.

Dopo essersi inizialmente appoggiata alla struttura ERC20 di Ethereum, la piattaforma Eos si è staccata creando la propria blockchain chiamata Eos.io ed andando direttamente in competizione con Ethereum.

Eos, infatti, opera come piattaforma decentralizzata per il supporto di applicazioni smart contract. La versione della mainnet Dawn 1.0 è stata lanciata il 1° giugno 2018, precedentemente annunciata a metà aprile, motivo per il quale alla fine del mese di aprile i prezzi registrarono i massimi storici assoluti raggiungendo quota 23 dollari.

Vari problemi nel processo delle transazioni, voci contrastanti sui 21 block producer che controllerebbero l’intero ecosistema, in netto contrasto con la decentralizzazione dichiarata, nonché il periodo non favorevole all’intero ecosistema cripto, hanno contribuito al crollo delle quotazioni.

Lo scorso 7 dicembre i prezzi della crypto EOS hanno toccato il minimo degli ultimi 14 mesi a $1,55, segnando una perdita di oltre il 93% in soli 8 mesi.

Nonostante la debacle di valore, Eos rimane un progetto promettente che vede la partecipazioni di importanti venture capital del settore capitanati dal team di Block.one, partner strategico e fondatore del progetto, che ha impegnato fondi per oltre 1 miliardo di dollari per favorire lo sviluppo dell’ecosistema Eos.

Molto partecipe la comunità che vanta oltre 50mila utente nel gruppo chat, e sostiene il progetto attraverso eventi di importanza mondiale come la serie di hackathon per incentivare la crescita dello sviluppo

Telegram (TON)

Lanciata la prevendita dei token TON alla fine di febbraio, la raccolta si è chiusa dopo un mese dopo due round di raccolta totalizzando oltre 1700 milioni di dollari. Rimanendo una prevendita riservata al private, non si tratta in realtà quindi di una vera e propria ICO.

L’enorme richiesta di partecipazione anche da parte del retail ha contribuito alla proliferazioni di truffe che hanno sfruttato l’onda emotiva che attira il servizio di messaggeria tra i più utilizzati a livello mondiale.

Il grande successo delle due raccolta ha permesso di raccogliere capitali oltre le aspettative. Per questo motivo e non creare ulteriore caos, a maggio i dirigenti di Telegram cancellarono ufficialmente la fase di raccolta pubblica in ICO.

La raccolta dei fondi ebbe lo scopo di espandere i servizi e le funzionalità della messaggistica utilizzando la tecnologia blockchain. Vantando oltre 21 milioni di utilizzatori giornalieri, Telegram può essere definita la prima criptovaluta mainstream.

Simile esempio è stato recentemente seguito anche dal primo servizio di messaggistica Whatsapp che nei prossimi mesi emetterà una valuta digitale da utilizzare come mezzo di pagamento per i propri servizi.

Nella circolare inviata ai partecipanti della ICO di TON lo scorso settembre, la società ha confermato di essere a buon punto con la fase dello sviluppo del progetto. I prossimi mesi si attende con trepidazione l’entrata in funzione della criptovaluta interna, Gram, inaugurando una nuova era nello scambio dei dati digitali.

Smartlands (SLT)

Potrà sembrare un refuso rispetto a quanto detto precedentemente, ma non è così.

Il token Smartlands entra di diritto come migliore ICO del 2018 mettendo a segno oltre il 1200% da inizio anno – in soli due giorni è cresciuta ulteriormente del 200% dai livelli di mercoledì 26 dicembre.

Il concetto di base ed i principi che strutturano il token SLT saranno un modello che caretterizzerà il futuro dei prossimi mesi e anni scardinando molti concetti finanziari sinora conosciuti.

La tokenizzazione dei beni reali, come quella del settore immobiliare, fornisce la possibilità di rendere liquido un bene immobiliare scambiato in tempo reale sulle borse mondiali, anche in frazioni. Ad esempio, vendere una parte dello stesso in token frazionati in millimetri o centimetri quadrati.

Compravendite su mercati di scambio decentralizzati, ad esempio SLT viene scambiato anche sul DEX di Stellar, senza più la necessità di intermediazione nella compravendita e la possibilità di ottenere liquidità quasi immediata e senza più ricorrere ad agenzie o annunci immobiliari. La potenza è quella di liquidare in pochi minuti un bene fisico che sinora richiedeva tempo per poter essere venduto.

La tokenizzazione dei bene immobiliari e fisici, così come dell’economia in genere, farà emergere a dismisura un valore monetario come mai avvenuto nella storia finanziaria.

Potrebbero sembrare discorsi illusori durante i brindisi di fine anno, ma i destini finanziari sembrano oramai indirizzati verso questa direzione.

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Federico Izzi
Analista finanziario e #trader indipendente – Socio S.I.A.T. & Assob.it. Opera attivamente sui mercati azionari e dei derivati (futures ed opzioni) dal 1997. Precursore dell’analisi ciclica-volumetrica è noto per aver individuato i più importanti movimenti al rialzo ed al ribasso sui mercati finanziari degli ultimi anni. Partecipa annualmente come relatore all’ ITForum di Rimini dall’edizione del 2010 ed InvestingRoma e Napoli dalla prima edizione del 2015. Interviene come ospite ed esperto dei mercati durante le trasmissioni “Trading Room” e “Market Driver” di Class CNBC, Borsa Diretta.tv e nel TG serale di Traderlink. Da luglio 2017 è ospite fisso su LeFonti.TV nell’unico spazio nazionale settimanale dedicato alle criptovalute insieme ai più importanti esperti internazionali del settore. Da maggio 2017 è ufficialmente analista tecnico di BigBit. Periodicamente pubblica articoli su ITForum News, Sole24Ore, TrendOnLine, Wall Street Italia. E’ stato intervistato in qualità di esperto di #criptovalute per: Forbes Italia, Panorama, StartupItalia, DonnaModerna. E’ stato riconosciuto come primo analista tecnico italiano ad aver pubblicato la prima analisi ciclica secolare sul #Bitcoin. Federico Izzi è… Zio Romolo