E’ arrivato il momento di tirare le somme di quest’anno oramai giunto al termine, vedendo quali sono state le migliori criptovalute del 2018.

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I simpatizzanti delle crypto si lasceranno volentieri alle spalle il peggiore anno di sempre.

Prima di quest’anno solamente il 2014 aveva segnato per bitcoin (BTC) un saldo annuale negativo, chiudendo il calendario con una perdita del 56% dai valori battuti il 1° gennaio.

Ma il 2018 termina con un saldo peggiore. Il 1° gennaio 2018 i prezzi di bitcoin aprivano a ridosso dei 14000 dollari, mentre oggi, 26 dicembre, troviamo le quotazioni sotto i 4500 dollari, evidenziando una perdita superiore al 70% anno-su-anno (YTD).

Nonostante la febbre da ICO sia rimasta intatta sino allo scorso settembre con raccolte mensili oltre 1 miliardo di dollari ed il moltiplicarsi di nuovi token, arrivati a sfondare il muro dei 2000 lo scorso ottobre, la capitalizzazione totale ha registrato un affondo oltre l’80% in meno di 11 mesi.

Prima del rimbalzo di Natale, il ribasso di metà dicembre ha sfiorato i 100 miliardi di dollari di capitalizzazione, facendo registrare un crollo vicino al 90% dai massimi di metà gennaio.

In un contesto simile emergono comunque dei segnali positivi, di buon auspicio per il prossimo anno.

 

Bitcoin (BTC)

Durante i periodi di crisi la regina della criptovalute ha dimostrato più volte la capacità di assorbire e reagire ai duri affondi di un Orso tra i più longevi dalla sua nascita.

A differenza di tutte le altre big, bitcoin ha arrestato il ribasso ad un passo dai 3000 dollari, soglia abbandonata nel settembre 2017, arretrando dell’84% dai massimi raggiunti a metà dicembre dello stesso anno. Il quarto peggior capitombolo dal 2010, nonché il secondo della recente storia.

A dispetto di oltre 336 necrologie, delle quali 90 cerimonie nel corso dell’anno, e dell’agguerrita concorrenza di altre altcoin che in diverse occasioni hanno manifestato attraverso la voce dei loro fondatori essere in grado di scalzare il dominio, bitcoin continua a godere di una buona salute.

I recenti sviluppi del protocollo grazie alle implementazioni della Lightning Network e RGB, nonché l’attenzione sempre più insistente da parte delle autorità finanziarie di tutto il mondo che tentano di regolamentare le sorti di un asset diverso da tutto il resto del mondo finanziario, sono costrette ad abdicare alle insistenti richieste di prodotti strutturati sulle criptovalute ed in particolare con il sottostante in bitcoin.

I primi mesi del 2019 vedranno la nascita di prodotti finanziari basati sul bitcoin. La decisione della SEC (Securities Exchange Commission) in merito all’approvazione di strumenti ETF (Exchange Traded Fund) ed il lancio di un altro future, questa volta sul Nasdaq si pensa arriveranno entro febbraio.

Dallo scorso agosto bitcoin detiene oltre il 50% della capitalizzazione totale, continuando ad essere il benchmark del settore.

Le Stablecoin

Sino a pochi mesi fa il termine stableoin veniva sempre associato al Tether contro cui spesso sono volate accuse pesanti ma rimaste aleatorie e mai supportate da prove fumanti.

In un settore che cerca sempre più stabilità dallo scorsa estate sono iniziate a nascere nuove stablecoin peggate con il dollaro statunitense e non solo, con l’obiettivo di rimanere la porta girevole tra le monete fiat e criptovalute, garantendo maggiore stabilità e copertura.

Oltre a Tether, che raccoglie oltre il 70% del totale market cap delle stablecoin, oggi abbiamo Paxox (PAX), USD Coin (USDC), TrueUSD (TUSD) e Gemini Dollar (GUSD).

Dal mese di settembre per queste quattro stablecoin si è registrato un aumento degli scambi di oltre il 1050% superando i 2,5 miliardi di capitalizzazione nel mese di dicembre 2018.

Oggi i 47 progetti di stablecoin esistenti hanno raccolto oltre $350 milioni. Non solo agganciate al dollaro. In un periodo di forti turbolenze dei mercati finanziari, gli investitori tornano a rivolgere l’attenzione al bene primario di rifugio per eccellenza: l’oro. Oggi con le criptovalute è possibile detenere oro fisico in forma digitale.

Recente il lancio di Ekon (EKO) che garantisce riserve fisiche detenute nei forzieri della società con sede in Lugano, garantite da audit trimestrali e verifica via webcam 24 ore al giorno.

Altcoin & Token

Ci sarebbero da scrivere decine e decine di righe per elencare progetti vecchi e nuovi da seguire il prossimo anno.

Ripple (XRP) e Stellar Lumens (XLM), Iota (MIOTA), Eos (EOS), Monero (XMR), Tron (TRX), Cardano (ADA), Binance (BNB), Waves (WAVES), 0x (ZRX), Zilliqa (ZIL), Basic Attention Token (BAT) e PundiX (NPXS) solo per citarne alcune senza ordine di importanza e consapevoli di tralasciare molte altre crypto diventate oggetto di attenzione nel corso del 2018.

 

SLT tra le migliori crypto del 2018

Anche il semisconosciuto token Smartlands (SLT) è tra le migliori crypo del 2018. Lanciato tra novembre e dicembre dello scorso anno, nel pieno FOMO delle ICO, il token SLT è riuscito a farsi notare per essere rimasto sempre in controtendenza mettendo a segno una performance annuale YTD di oltre il 1000%.

Nonostante sia limitata la possibilità di scambio, oggi possibile solamente sull’indonesiano Exrates e sul DEX di Stellar Lumens, a dicembre 2018 il token capitalizza oltre i 16 miliardi di dollari occupando la 178a posizione nella classifica di Coinmarketcap.

Il token SLT è stato concepito per facilitare la tokenizzazione dei beni reali, in particolare il settore immobiliare – real estate.

Utilizzando la piattaforma Smartlands è possibile scambiare beni utilizzando la tecnologia blockchain superando l’intermediazione e la tipica lentezza delle barriere burocratiche, specialmente nelle compravendite tra soggetti residenti in Nazioni diverse.

La sfida del team di Smartlands è molto ambiziosa e non priva di inciampi nella tradizionale burocrazia, ma sarà sicuramente di riferimento per altri progetti simili per lanciare nuove sfide. Nei prossimi anni la finanza tradizionale è destinata a vedere tokenizzare tutti gli asset esistenti. Il futuro è già presente.  

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Federico Izzi
Analista finanziario e #trader indipendente – Socio S.I.A.T. & Assob.it. Opera attivamente sui mercati azionari e dei derivati (futures ed opzioni) dal 1997. Precursore dell’analisi ciclica-volumetrica è noto per aver individuato i più importanti movimenti al rialzo ed al ribasso sui mercati finanziari degli ultimi anni. Partecipa annualmente come relatore all’ ITForum di Rimini dall’edizione del 2010 ed InvestingRoma e Napoli dalla prima edizione del 2015. Interviene come ospite ed esperto dei mercati durante le trasmissioni “Trading Room” e “Market Driver” di Class CNBC, Borsa Diretta.tv e nel TG serale di Traderlink. Da luglio 2017 è ospite fisso su LeFonti.TV nell’unico spazio nazionale settimanale dedicato alle criptovalute insieme ai più importanti esperti internazionali del settore. Da maggio 2017 è ufficialmente analista tecnico di BigBit. Periodicamente pubblica articoli su ITForum News, Sole24Ore, TrendOnLine, Wall Street Italia. E’ stato intervistato in qualità di esperto di #criptovalute per: Forbes Italia, Panorama, StartupItalia, DonnaModerna. E’ stato riconosciuto come primo analista tecnico italiano ad aver pubblicato la prima analisi ciclica secolare sul #Bitcoin. Federico Izzi è… Zio Romolo