Ieri a Torino è stato presentato la nuova regolamentazione per le ICO e gli asset digitali di Malta.

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Si tratta del framework per i cosiddetti Virtual Financial Assets (VFA) ovvero token che non sono in senso stretto né security token, già normati a livello europeo, né utility token, che non hanno bisogno di particolari regolamentazioni di carattere finanziario.

È un vero e proprio quadro normativo completo, comprendente anche strumenti operativi per richiedere l’approvazione di una ICO da parte delle autorità di vigilanza finanziaria locale.

Infatti, le norme che regolano i security token nella UE sono quelle comprese nel cosiddetto Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) del 2004. Tali norme sono stringenti tanto da non rendere affatto facile l’emissione regolamentata sul mercato di un security token.

Invece, dall’altro lato, gli utility token in senso stretto non sono normati, ma andrebbero utilizzati solo sulle piattaforme di chi li emette.

Per la legislazione di Malta oramai tutti i token che vengono proposti sul mercato senza essere in senso stretto utility o security token, rientrano in questa nuova classificazione di VFA.

La nuova normativa prevede una richiesta di licenza per le società che intendono operare con i VFA sul territorio del più piccolo Stato della UE, ed un VFA agent che faccia da tramite tra queste società e gli organi statali di vigilanza.

Inoltre è previsto anche un vero e proprio test per determinare a priori se il token proposto dalla ICO sia una security, una utility, o un VFA.

L’obiettivo di questo quadro normativo è quello di rendere difficile poter proporre ICO fraudolente, o eccessivamente ottimiste, per società con sede a Malta, in modo da garantire agli investitori un più elevato livello di sicurezza.

All’evento di presentazione era presente anche l’Ambasciatrice di Malta in Italia, Vanessa Frazier, che ha dichiarato che gli asset digitali e la blockchain sono il fondamento di una nuova economia. Tuttavia ha sottolineato l’attuale caos regolatorio nel settore, che a suo modo di vedere incide sulla diffusione delle criptovalute.

Per questo motivo Malta ha deciso di sviluppare una nuova regolamentazione che si aggiunge alle regole già esistenti a livello europeo e di promuovere l’utilizzo di queste nuove tecnologie ad esempio registrando su blockchain i certificati di studio degli studenti: ad ognuno viene assegnato un account ufficiale su una piattaforma pubblica in cui verranno registrati tutti i loro certificati di studio in modo che siano pubblicamente verificabili.

Inoltre, ha rivelato che Malta svilupperà anche per l’ONU un sistema basato su blockchain per tracciare l’utilizzo dei fondi stanziati in modo da cercare di ridurre gli abusi e la corruzione.

L’ambasciatrice di Malta in Italia, Vanessa Frazier