“Tra cinque anni niente più cash”, parola di Tim Draper
“Tra cinque anni niente più cash”, parola di Tim Draper
Criptovalute

“Tra cinque anni niente più cash”, parola di Tim Draper

By Daniele Chicca - 21 Mar 2018

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Tempo cinque anni e tutti pagheremo panini e caffè con le criptovalute. A sostenerlo è Tim Draper, una leggenda della Silicon Valley nonché uno dei primi venture capitalist a credere nelle potenzialità delle crypto.

Del resto, un numero sempre più elevato di aziende nei settori più disparati – dall’immobiliare al mondo finanziario – sta iniziando ad accettare le criptovalute. In questo contesto in continua evoluzione, Draper ritiene che in futuro tutti i pagamenti verranno effettuati con criptovalute che soppianteranno le monete governative tradizionali.

“Chi tra cinque anni si recherà da Starbucks o da McDonald’s e proverà a comprare un hamburger o un caffè con i contanti verrà preso in giro da chi si trova dietro al bancone”, ha detto Draper al pubblico durante la conferenza Blockchain Connect di San Francisco.

“Cos’è quella cosa, stai veramente contando i soldi?”, dirà chi si trova dall’altra parte del bancone, “ridendo pure in faccia al malcapitato”.

C’è bisogno di una moneta che sia globale

La verità è che si sente sempre più forte “la necessità di poter usare una divisa che sia globale”. Draper, che gode di una grande reputazione nei circoli della Silicon Valley per i suoi investimenti spesso azzeccati, come quelli in Skype, Baidu e Tesla, ha osservato che “tempo cinque anni e nessuno di noi userà il denaro contante”, aggiungendo che “per via di tutto l’impegno ingegneristico e dell’euforia che ci sono dietro, in futuro gli sforzi saranno concentrati veramente sul bitcoin e sulle criptovalute analoghe”.

“Sono convinto che siano questi gli strumenti che utilizzeremo e con cui effettueremo i nostri pagamenti” negli anni a venire. Draper ha interesse affinché le criptovalute diventino di pubblico dominio. A metà 2014 il fondatore dei gruppi di venture capital Draper Associates e DFJ ha comprato 30 mila bitcoin (BTC) quando valevano 650 dollari l’uno, dopo essersi aggiudicato all’asta le criptovalute confiscate a Silk Road dal governo federale Usa.

Ultimamente si è concentrato anche sulle ICO, le offerte di token in cambio di finanziamenti di progetti imprenditoriali. A maggio dell’anno scorso, per esempio, ha comunicato di aver preso parte all’offerta di Tezos, una delle ICO più importanti dell’anno, che però ha riscontrato qualche problema per via della battaglia legale scoppiata tra i fondatori e uno dei leader del progetto.

Draper: come investitore “mai stato tanto entusiasta”

Nonostante questo mini passo falso, i successi che il venture capitalist può vantare al suo attivo sono numerosi. Ebbene, per Draper l’opportunità che offrono le criptovalute li batte tutti. L’investitore nella piattaforma di compravendita di criptovalute Coinbase ha rivelato alla trasmissione Fast Money, in onda sull’emittente statunitense CNBC, che “come investitore non sono mai stato così entusiasta come lo sono ora”, nemmeno all’inizio dell’era Internet.

Allora le sue previsioni si sono rivelate corrette, stavolta rimane ancora da dimostrare. Quel che è certo è che negli ultimi mesi alcune delle principali imprese americane hanno iniziato ad affacciarsi al mondo delle criptovalute. Starbucks ha lasciato intendere che la società potrebbe lanciarsi nel business della blockchain. A inizio marzo il suo amministratore delegato Howard Schultz ha annunciato su Fox Business che il gruppo di Seattle è al lavoro su un progetto che riguarda una App integrata per gestire i pagamenti della clientela, un programma che si basa sulla tecnologia decentralizzata dietro alle criptovalute.

Per la rete sicura e trasparente alla base delle criptovalute, secondo Draper, il cambiamento sarà graduale e in un primo momento verrà adottata “a singhiozzo”, ma con il passare del tempo avrà un impatto significativo e inizierà a travolgere “settore dopo settore”.

Daniele Chicca
Daniele Chicca

Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno da undergraduate presso la UCL di Londra. Giornalista professionista dal 2007, si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Dopo tre anni presso il desk di Reuters a Milano, ha lavorato per diverse testate, contribuendo tra le altre cose a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia e offrendo servizi di vario genere da inviato per Radio Rai e per le agenzie stampa AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento è responsabile della redazione, della linea editoriale e del coordinamento di un importante sito di informazione economica e finanziaria

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