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La mancata Terra Promessa di NuBits
La mancata Terra Promessa di NuBits
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La mancata Terra Promessa di NuBits

By Fabio Lugano - 22 Mar 2018

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Come mai le stablecoin hanno così poco successo? Quali sono i freni al loro sviluppo? Uno degli elementi di maggiore complessità delle criptovalute è quello relativo alla loro elevatissima volatilità: fluttuazioni del 10% sono all’ordine del giorno. Per assurdo, quando il movimento giornaliero è dell’ordine di una sola cifra sembra di stare in un mercato orizzontale.

Si aggiunga il fatto che molti exchange, per semplicità e per non gestire complesse pratiche AML, non accettano versamenti e operazioni in valute fiat. Due nomi su tutti: Poloniex e Bittrex.

Questi due fattori hanno portato alla nascita di una categoria particolare di criptovalute, le “stablecoin”, cioè criptovalute che sono l’espressione digitale di valute fiat a cui sono strettamente legate.

L’esempio più famoso è Tether, utilizzato nei principali exchange come una sorta di via di fuga nei momenti di calo del mercato. Alcuni rumor su Tether sono noti e non li affronteremo qui.  Invece si può analizzare una stablecoin minore, ad alto potenziale, ma che non sta vivendo un buon momento.

NuBits come esempio di potenziale stabilità

NuBits fa parte di una famiglia di criptovalute stabili, nate per soddisfare la necessità dei trader e degli exchange di coprire un ampio spettro di monete: dollaro, euro, yuan cinese, yen giapponese e won coreano. Queste ultime due con lancio annunciato entro marzo.

E’ un progetto complesso anche perché a fianco di NuBits vi è NuShares, che dovrebbe fungere da piattaforma democratica per la gestione del consenso e la distribuzione degli utili.

NuBits non è un progetto nuovo che è partito nel 2014, ma sinora non è riuscito ad affermarsi. Di fatto è utilizzato da pochi exchange ma con volumi molto bassi. Stiamo parlando di circa 18 milioni al 22 marzo 2018, con 8 milioni di capitalizzazione per il NuBits in dollari, e 24 mila dollari di scambi per il NuShares, con 1,1 milioni di dollari di capitalizzazione.

Veramente poco per una stablecoin e per un progetto che vorrebbe controllarne anche di più.

nubits

Una stablecoin che dovrebbe valere un dollaro e vale solo 84 centesimi non è il massimo, considerato anche che NuShares, la crypto che corrisponde al progetto, ha perso il 56%.

Ci sono quindi dei problemi di carattere transitorio ma anche strutturali:

  • I primi sono legati al fatto che il team, dopo 3 anni di lavoro, si sta rendendo conto la loro offerta non è ben accetta da parte degli exchange per cui, in un comunicato, confessano di non essere in grado di svolgere l’attività di comunicazione in modo autonomo e di aver bisogno di ricorrere a un PR professionista, oltre ad appellarsi all’aiuto della comunità;
  • I secondi sono legati al fatto che la struttura di NuBits non è proprio coerente con il concetto stesso di stablecoin, in quanto basata su algoritmi PoS e non ha un auditing specifico. Diciamo che NuBits è una promessa di ottenere Dollari, Yuan  ed altre valute Fiat, senza un backing effettivo controllato nella valuta.

NuBits è un progetto che all’epoca era sicuramente promettente, ma si è scontrato con la realtà di un mercato estremamente selettivo e la concorrenza di altre stablecoin molto più abili nell’ offrirsi agli exchange.

Ci sarebbe forse bisogno di una nuova strategia comunicativa e di una ridefinizione più trasparente di tutto il progetto?

Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

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