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Alle token sale piace Ethereum
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Alle token sale piace Ethereum

By Daniele Chicca - 4 Mag 2018

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Ethereum è la moneta virtuale che sempre più spesso viene scelta per lanciare una ICO.

Stando ai risultati dell’ultima ricerca sul settore crypto e sulla blockchain di GP Bullhound, tra il 2015 e il 2017, ben 201 emissioni di token sono state realizzate con la valuta digitale nata dalla mente di Vitalik Buterin.

Altre quattordici ICO sono state eseguite con Waves, quattro su Bitcoin e tre su NEO.

Nel rapporto intitolato “Token Frenzy, the fuel of the blockchain”, la banca d’affari specializzata nel campo tecnologico offre cinque ragioni principali che servono per capire come mai Ethereum, creato il 30 luglio del 2015 dal programmatore russo canadese, è la scelta preferita dagli emittenti e delle startup a caccia di finanziamenti.

Ethereum poggia su basi solide, in quanto ad abbracciare il progetto è una comunità di imprese di alto profilo, che verte intorno all’ Enterprise Ethereum Alliance.

Ne fanno parte grandi aziende presenti nella graduatoria annuale “Fortune 500”, startup, università, massimi esperti del settore, nonché l’incubatore di startup di criptovalute ConsenSys.

Un terzo motivo riguarda l’alta performance della crypto in termini di velocità delle transazioni: ai 10 minuti del Bitcoin, si contrappone il tempo di 15 secondi per ogni passaggio di un blocco Ethereum.

Un altro elemento citato nello studio è relativo alla capacità del sistema, per come è strutturato, di scovare eventuali frodi.

La comunità è infatti in grado di valutare la fattibilità e la legittimità di ogni nuovo progetto che viene proposto.

Infine, di Ethereum piace “la visione, chiara, coerente e credibile portata avanti dai leader del progetto”.

A livello di volumi, le ICO in questione hanno permesso ai soggetti che le hanno lanciate di reperire 3.213 milioni di dollari, contro i 63 milioni raccolti con waves, la seconda crypto più utilizzata per questo genere di operazioni.

Le ICO, una sorta di IPO con valute crittografiche al posto di monete fiat, sono una raccolta di fondi durante la quale una startup crea il proprio token o crypto che, così collocati, possono essere scambiati e venduti in cambio di valuta fiat dalla startup che utilizza i fondi così reperiti per finanziare i suoi progetti.

Il 2017 è stato l’anno dell’esplosione del fenomeno delle ICO.

Per le società attive nella tecnologia blockchain i finanziamenti raccolti con tali operazioni hanno superato di cinque volte quelli ottenuti tramite il ricorso al sostegno dei venture capitalist, mentre un dollaro di venture capital – fa sapere sempre GP Bullhound nel report – solitamente si traduce in quattro dollari di volume di ICO quando si sono presi in esame i 10 round di raccolta fondi più importanti.

Secondo la banca d’affari londinese, la tecnologia sottostante ha la possibilità di diventare un catalizzatore per una trasformazione tecnologica e industriale fondamentale.

Daniele Chicca
Daniele Chicca

Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno da undergraduate presso la UCL di Londra. Giornalista professionista dal 2007, si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Dopo tre anni presso il desk di Reuters a Milano, ha lavorato per diverse testate, contribuendo tra le altre cose a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia e offrendo servizi di vario genere da inviato per Radio Rai e per le agenzie stampa AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento è responsabile della redazione, della linea editoriale e del coordinamento di un importante sito di informazione economica e finanziaria

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