Bannon: “Una crypto tricolore con il marmo”
Criptovalute

Bannon: “Una crypto tricolore con il marmo”

By Daniele Chicca - 23 Giu 2018

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L’artefice della vittoria a sorpresa di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 2016 è un grande fan del mondo crypto e della blockchain. Sembra pure che abbia investito una consistente somma di denaro nel bitcoin.

Tra i piani dell’ex stratega della campagna presidenziale per la conquista della Casa Bianca, ci sarebbe una criptovaluta italiana da legare ai depositi di marmo. Forse, in scia al Petro venezuelano legato al petrolio. Ma il Pedro, dopo un successo iniziale, non sta andando molto bene. In questo caso il funzionamento è abbastanza semplice: per ogni moneta crittografica stampata dalla zecca nazionale viene associato un barile di petrolio, a garanzia della stabilità della stessa.

Della passione di Bannon, ex direttore del sito di informazione dell’alt-right americana Breitbart, si è saputo soltanto di recente, in un lungo articolo inchiesta del New York Times nel quale l’uomo d’affari definisce “rivoluzionarie” le monete crittografiche.

Secondo quanto riferito su Twitter da uno dei giornalisti autori del lungo articolo del quotidiano americano, quello di una “moneta italiana legata ai depositi nazionali di marmo” sarebbe uno degli esempi di progetti crypto fatti da Bannon.

Mistero sul progetto davvero originale

Bannon non ha offerto al giornale o ad altri grandi dettagli sull’iniziativa e non ha nemmeno citato eventuali personalità o politici dell’Italia con cui potrebbe avere discusso dell’idea quanto meno originale, anzi un po’ stravagante.

Quel che si sa di Bannon sono le sue posizioni politiche: militante della destra ultra conservatrice Usa, è vicino ai movimenti populisti d’Europa e che si sia prima augurato e poi rallegrato di una vittoria di MoVimento 5 Stelle e/o Lega alle elezioni generali del 4 marzo.

Dubbi su fini politici e fattibilità di una criptovaluta italiana

Se nel caso di Caracas l’obiettivo è quello di aggirare così le sanzioni americane, nel caso dell’Italia e del nuovo governo giallo-verde quella di un nuovo coin garantito dai depositi di marmo potrebbe essere un’opportunità per proporre un’alternativa monetaria affidabile all’euro.

Una moneta con riserve di garanzia dipende però dalla credibilità del suo custode, come ricorda alle agenzie stampa Ferdinando Ametrano, che insegna bitcoin e tecnologia blockchain all’università Milano Bicocca e al Politecnico di Milano.

È un’idea che non sta in piedi. In quel caso mi devo fidare di chi mi garantisce questo collegamento, cioè di nuovo di un’autorità centrale”. L’esperto del mondo crypto è perplesso anche sulla scelta di avere come garanzia il marmo, roccia simbolo di nobiltà ma anche di compattezza che viene usata nelle costruzioni da più di 2.500 anni.

Idea dietro alle crypto è “rivoluzionaria”

Con il tempo Bannon è diventato uno dei massimi fautori delle criptovalute; è convinto che possano ridare ai cittadini quel potere che viene sottratto loro dalle banche centrali, le quali sono accusate di “degradare le valute” rendendo così la popolazione “schiava del debito”.

Secondo lui chi controlla una valuta ha il controllo su tutto. Un progetto vasto per riconquistare quel controllo dalle autorità centrali si può considerare “rivoluzionario”.

Non a caso il businessman, che dice di aver incontrato alcuni hedge fund e di aver partecipato, con la sua Bannon & Company, ad alcune token sale, ha ammesso di aver investito un bel po’ di soldi in bitcoin, anche se non è dato sapere quanto esattamente.

Daniele Chicca
Daniele Chicca

Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno da undergraduate presso la UCL di Londra. Giornalista professionista dal 2007, si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Dopo tre anni presso il desk di Reuters a Milano, ha lavorato per diverse testate, contribuendo tra le altre cose a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia e offrendo servizi di vario genere da inviato per Radio Rai e per le agenzie stampa AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento è responsabile della redazione, della linea editoriale e del coordinamento di un importante sito di informazione economica e finanziaria

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