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Una crypto-Amazon. E sarà il finimondo
Una crypto-Amazon. E sarà il finimondo
Criptovalute

Una crypto-Amazon. E sarà il finimondo

By Daniele Chicca - 29 Giu 2018

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Facebook ha incaricato una task force di studiare come utilizzare il protocollo blockchain per migliorare l’attività del social media. Ma se c’è una grande azienda dell’hi-tech che potrebbe trarre un vantaggio enorme da un incursione nel mondo delle crypto questa è Amazon.

Stringendo un’alleanza strategica con JP Morgan, il titano dell’e-commerce guidato da Jeff Bezos ha già mostrato un certo interesse nel campo della digitalizzazione delle banche e dei pagamenti elettronici.

Amazon, così come ha fatto Microsoft, si è anche dedicata alla creazione di strumenti legati alla blockchain quest’anno (il progetto si chiama AWS) consapevole delle potenzialità della rete distribuita e immutabile nel settore dei servizi Cloud.

Un passo definitivo in avanti potrebbe essere quello riguardante la creazione di una propria moneta crittografica.

Perché una crypto Amazon

Il motivo principale per cui Amazon dovrebbe seriamente prendere in considerazione l’idea di adottare una sua criptovaluta deriva dal fatto che ogni sua attività di fondo – nell’e-commerce, nel media entertainment, fino al cloud e all’intelligenza artificiale – dipende dai consumatori.

Secondo l’editor del blog della piattaforma di criptovalute Lotz, “Amazon Pay non è sufficiente per accontentare molti dei giovani e istruiti consumatori” dei servizi e dei prodotti di Amazon.

Pertanto il gruppo di Seattle – che rivaleggia con Facebook anche in un settore chiave come quello della pubblicità online – farebbe bene ad anticipare sul tempo la concorrenza lanciandosi nelle nuove frontiere del digitale.

Per attirare i millennials e i “nativi digitali”, Facebook sta puntando su blockchain e applicazioni per incontri.

Ma Amazon può contare su un valore aggiunto: il consumatore viene sempre messo al centro di tutte le sue attività.

Una rivalità anche nel mondo crypto potrebbe accelerare il processo di adozione della blockchain e dare il là a una nuova era, quella dell’economia tokenizzata“, scrive  Michael K. Spencer, suggerendo ad Amazon di emettere la sua propria criptovaluta e di farlo prima di Facebook.

Crypto, la chiave per l’evoluzione del brand Prime

Nell’evoluzione del brand Prime – il servizio di Amazon per abbonati che offre tra le altre cose video in streaming e spedizioni gratuite – la criptovaluta potrebbe giocare un ruolo chiave, diventando uno strumento molto utile.

Permetterebbe infatti di sdoganare i clienti dei prodotti alimentari e di altri beni fisici, facilitando la rivoluzione dei pagamenti su dispositivi portatili. Amazon potrebbe servirsene lungo tutta la catena dell’e-commerce.

Facebook, al contrario, per via del suo business meno esposto all’economia del consumo “reale”, potrebbe incontrare maggiori difficoltà se dovesse lanciare un FacebookCoin e la concorrenza sarebbe maggiormente spietata.

Facebook di recente ha vietato, poi ripreso, la pubblicità di criptovalute nella sua piattaforma (tranne sulle ICO), ma a giudicare dalle sue ultime iniziative crede fortemente nelle potenzialità della blockchain.

Una volta che il settore crypto sarà sottoposto a un regolamento preciso, è possibile che i grandi gruppi dell’hi-tech finiranno per creare le loro criptovalute, anche per non rimanere indietro rispetto alle imprese concorrenti di altri posti del mondo.

E quando una grande azienda quotata americana emetterà la sua prima criptovaluta e verrà effettuata la prima transazione, allora secondo il giornalista di FutureSinsarà il finimondo, visto che al tasso con cui crescono Coinbase e altri, non è solo la blockchain che diventerà un fenomeno mainstream, bensì tutte le criptovalute”.

Daniele Chicca
Daniele Chicca

Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno da undergraduate presso la UCL di Londra. Giornalista professionista dal 2007, si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Dopo tre anni presso il desk di Reuters a Milano, ha lavorato per diverse testate, contribuendo tra le altre cose a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia e offrendo servizi di vario genere da inviato per Radio Rai e per le agenzie stampa AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento è responsabile della redazione, della linea editoriale e del coordinamento di un importante sito di informazione economica e finanziaria

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