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“Le ICO Scam sono morte, viva le ICO”. Così parlò Flybit
“Le ICO Scam sono morte, viva le ICO”. Così parlò Flybit
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“Le ICO Scam sono morte, viva le ICO”. Così parlò Flybit

By Claudio Kaufmann - 28 Ago 2018

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Il nostro Cryptoinvestor chiede di rimanere anonimo. Domanda accolta, ma solo perché Flybit (lo chiameremo così) conosce il mercato delle valute digitali e delle ICO come le sue tasche.

Lo frequenta da anni e proprio per questo è in grado di esprimere opinioni piuttosto nette, nonostante tutto.

Già, perché il trend ribassista che perdura da inizio 2018 ha mandato in soffitta illusioni e ingenue credenze, coltivate nei mesi dell’euforia del 2017.

Buongiorno Flybit, partiamo dalle ICO. Prima la raccolta come manna dal cielo, la corsa all’oro, poi la disillusione. Parecchi progetti, in breve tempo, sono andati a gambe all’aria. E adesso? Cosa sta accadendo?

Diciamo pure che il mercato di quelle che preferisco chiamare le ICO Scam è morto e defunto, non credo assisteremo alla sua resurrezione. A guardar bene, tutto è nato con piccole ICO. Poi il mercato è si è gonfiato ed è stato sempre più facile raccogliere soldi.

A metterli sono stati investitori privati che vedevano montare i loro guadagni come la panna. E più si guadagnava, più si investiva senza freni, in un sorta di delirio.

In altri tempi si sarebbe parlato di euforia irrazionale. E dunque?

In quel periodo non vi è stata un’adeguata valutazione dei progetti ma solo hype. Più accattivante era il marketing e più si raccoglieva.

Il periodo davvero infausto è stato quello tra fine 2017 e gennaio 2018. Lì abbiamo visto prezzi assurdi, sono stati tantissimi quelli che hanno messo in piedi team improvvisati, pur di fare una ICO.

Cosa ha significato?

Sono nati tre grossi problemi: 1) si sono chiesti al mercato troppi soldi, anche se il progetto poteva avere un qualche interesse; 2) quasi tutte le ICO hanno avuto valutazioni troppo alte, staccate dalla realtà; 3) in questo gioco si sono inseriti gli “scam markettari”, interessati solo a raccogliere.

Oggi ci sono spiragli di luce?

Si è visto che l’arrivo del regolatore ha offerto garanzie in più. Molti privati hanno perso parecchi soldi e non hanno più voglia di investire a casaccio. Gli scammer markettari si sono accorti che è diventato tutto più difficile e non ci provano nemmeno.

La cosa importante è che ora arrivano sul mercato ICO che chiedono molti meno soldi, quindi nemmeno rischiano una sensibile discesa dei prezzi.

Prima si chiedevano 50 milioni per startup che, nel migliore dei casi, avrebbero avuto per anni un fatturato minuscolo. Ora invece su un buon progetto puoi chiedere 1 milione. Poi se riesci a fare fatturato, il tuo token può andare bene.

Che ruolo giocano oggi, ad esempio, i fondi di Venture Capital?

Ovviamente i fondi VC e gli istituzionali investono nei progetti delle ICO con maggiore cognizione di causa. Ritengo che da settembre in poi un piccolo privato possa anche investire in ICO, ma a condizione di farlo a valori simili a quelli che ottengono i VC e gli istituzionali.

Dirò di più: il rischio di discesa su molte nuove ICO è quasi pari a zero perché si parte da valutazioni ridotte al minimo. Certo, qualche caso di scam ci sarà, ma isolato, come accade da sempre con alcune IPO nella finanza tradizionale.

Come vedi ora il mercato delle crypto, a partire da Bitcoin e altre big? Ci sono segnali di stabilizzazione? O siamo ancora in piena fase Orso, come da inizio anno?

Ritengo che ci siano segnali di stabilizzazione ma è ancora troppo presto per esserne certi. Siamo alle porte di settembre, dopo un agosto di lateralità anche fuorviante.

Credo che a settembre ci possa essere un importante movimento direzionale. Ad esempio, la tenuta dei 6000 dollari per bitcoin e la bassa capitalizzazione del mercato dopo 8 mesi di debolezza fanno ben sperare. Non mi sento di escludere un affondo sotto i 5800 dollari che spingerebbe tutti a vendere, ma che potrebbe rivelarsi una bear trap.

Claudio Kaufmann
Claudio Kaufmann

Direttore di Cryptonomist. In precedenza è stato direttore editoriale di ITForum News, vicedirettore del quotidiano Finanza & Mercati e del settimanale Borsa & Finanza. E' stato autore e conduttore di programmi televisivi dedicati a politica, economia e finanza.

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