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Revolut, George Thomson: “Le crypto ci hanno raddoppiato gli utenti”
Revolut, George Thomson: “Le crypto ci hanno raddoppiato gli utenti”
Interviste

Revolut, George Thomson: “Le crypto ci hanno raddoppiato gli utenti”

By Amelia Tomasicchio - 21 Set 2018

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George Thomson è il responsabile della divisione italiana di Revolut, famosa carta di debito prepagata che da un anno a questa parte ha deciso di puntare al mercato delle criptovalute, inserendo la possibilità di conservare e spendere bitcoin, ethereum, bitcoin cash, ripple e litecoin, le 5 più famose crypto del settore.

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Thomson sarà anche speaker durante l’evento Go Heroes che inizia il prossimo 22 settembre a Maratea insieme anche a Thomas Bertani di Eidoo.

Proprio per questa occasione, Cryptonomist lo ha intervistato per capire meglio il funzionamento di Revolut e il suo mercato in Italia.

Ciao George, grazie mille per questa intervista. Come responsabile del prodotto nel mercato italiano, ci spieghi come sta andando l’adozione di Revolut in Italia?

Ciao, grazie a te per l’intervista. Rispetto ai numeri posso dire che in Italia siamo sui 50’000 utenti, in Svizzera i numeri sono quasi identici a quelli italiani, sempre sui 50’000 account.

In questo momento siamo in fase di transizione rispetto al prodotto iniziale che era visto come una carta da viaggio. I primi servizi erano il cambio valuta al tasso interbancario, ovvero un tasso ufficiale senza commissioni, quindi una convenienza per chi usava più valute.

Tutt’ora è questo il motivo principale per cui si parla di Revolut, ma ora la nostra missione è più ampia: creare una money app che offra tutti i servizi finanziari di cui una persona può avere bisogno quotidianamente: trading, assicurazione, crypto, carta di debito, ecc…

L’utente deve avere tutto in un posto solo e stiamo lavorando proprio a questo. Il motivo principale per cui la gente usa Revolut è per i viaggi, anche se sta crescendo molto la parte crypto che abbiamo introdotto quasi 1 anno fa e ci ha raddoppiato il numero di utenti in pochi mesi: da 1 milione siamo passati in pochi mesi a 2 milioni perché la gente cercava un modo di investire facilmente in crypto in modo fluido.

Cosa vi distingue, per esempio, dagli exchange?

Revolut ha voluto introdurre le crypto per essere un’alternativa agli exchange, che sono sicuramente più complicati da usare. Su Coinbase, per esempio ti devi fare l’account, e c’è anche un problema di fiducia perché hai il tuo wallet e quindi una terza parte che detiene al tuo posto i bitcoin.

Noi invece siamo stati i primi a offrire un cambio fluido da crypto a fiat e, in 1 click, puoi cambiare la valuta fiat in bitcoin con delle fee tra le più basse del mercato.

Ma anche voi siete una terza parte di cui ci si deve fidare…

Se pensi ad un utente che usa già Revolut è solo un piccolo passo da fare: mi fido già di Revolut come brand, devo solo fidarmi delle crypto.

Invece, Coinbase è uno sconosciuto, se sei nuovo nel mercato crypto. Quello che abbiamo fatto con Revolut è cercare di minimizzare l’attrito per entrare nel mondo crypto.

Inoltre, nella situazione in cui tu hai finito le valute fiat e su Revolut ti sono rimaste solo le crypto, se vai al bar e paghi con la carta Revolut puoi pagare in bitcoin con il cambio del momento.

Come mai avete deciso di permettere questa feature solo se si sono finite le fiat?

Non ti converrebbe usare bitcoin direttamente perché hai più fee per il cambio, però puoi farlo se ti mancano le valute fiat. L’opzione che prediligiamo è quella più economica, quindi se sei in Italia e hai euro, prendiamo euro e non le crypto.

Gira voce che Revolut si stia spostando in Lituania. Avete intenzione di richiedere licenzia bancaria lituana?

Non credo. Il nostro HBD è lituano e lì abbiamo molta adozione rispetto ad altri Paesi. Molto spesso quindi siamo lì in Lituania, e magari la voce è circolata per questo, ma non credo che ci sposteremo. Londra è molto friendly per quanto riguarda le aziende fintech.

Amelia Tomasicchio
Amelia Tomasicchio

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di Cointelegraph e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder e direttrice di Cryptonomist.

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