Cryptopia, un nuovo documentario sulla potenziale utopia possibile con la blockchain
Cryptopia, un nuovo documentario sulla potenziale utopia possibile con la blockchain
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Cryptopia, un nuovo documentario sulla potenziale utopia possibile con la blockchain

By Adrian Zmudzinski - 18 Ott 2018

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Il creatore di “Bitcoin: The end of money as we know it” sta lavorando ad un nuovo documentario sul più ampio potenziale delle criptovalute

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Leggendo “La nostra privacy è stata messa in pericolo, i nostri social media sono stati armati e le nostre democrazie compromesse” nella descrizione del documentario sulla campagna Kickstarter, è chiaro che il documentario ha adottato un approccio abbastanza politico al tema delle crypto.

Un tale approccio non è inappropriato, Bitcoin e le più note criptovalute sono piuttosto politiche.

Le criptovalute non sono solo speculazione, denaro e profitti. Bitcoin è il risultato della sfiducia verso l’istituzione finanziaria tradizionale, i governi e le banche centrali, non un bene nato per mera speculazione. Le origini di questa industria non sono dimenticate dagli ideatori del documentario e sono evidenti nel trailer.

Una sfida per l’establishment

Proteggere la privacy e garantire la libertà sono gli obiettivi più importanti della maggior parte degli hacktivisti. Whatsapp contiene backdoor, Facebook vende i dati degli utenti ed è vittima di hack ogni giorno, e il clima politico sta diventando sempre più preoccupante, quindi un sistema che non può essere compromesso da nessuno diventa sempre più necessario.

Eppure, concedere la libertà è di per sé un atto coraggioso, come hanno dimostrato le vite di persone come Julian Assange. Inoltre, a molte persone non piace l’idea che i trasferimenti economici e valutari siano incensurabili e – in alcuni casi – anche anonimi.

A differenza di quanto molti possano pensare – anche per colpa dei media che li hanno spesso presentati con un’aura negativa – queste persone non sono cattive. Alcuni hanno solo paura dell’uso che i criminali potrebbero fare di tali sistemi. Ciò che però queste persone non capiscono è che i criminali useranno tali sistemi anche se vengono resi illegali (solo l’uso positivo può essere effettivamente vietato), i primi utilizzatori di bitcoin, ad esempio, erano criminali.

Un’altra cosa che molti non sanno è che ora solo una percentuale incredibilmente piccola delle transazioni in criptovalute viene utilizzata per attività illecite.

Tuttavia, alcune persone sono contrarie a Bitcoin e le criptovalute a causa della loro abilità nel migliorare la libertà lla privacy.

“Il sistema bancario esistente estrae un enorme valore dalla società ed è di natura parassitaria”, come spiega Andreas M. Antonopoulos

 

Adrian Zmudzinski
Adrian Zmudzinski

Adrian è un appassionato di tecnologia e IT, specializzato nell'analisi di token, tecnologia blockchain e crypto. Il suo interesse verso Bitcoin risale al 2009, espandendosi al mondo delle crypto più in generale. Le sue analisi si concentrano per lo più sulle potenzialità tecnologiche alla base dei token.

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