I bitcoin mixer sono legali?
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I bitcoin mixer sono legali?

By Marco Cavicchioli - 28 Ott 2018

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Una delle questioni più dibattute riguardo l’utilizzo di bitcoin è quella relativa al suo utilizzo per riciclare denaro sporco.

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Infatti, se da un lato sono stati effettuati già diversi studi a riguardo, che non hanno evidenziato un rischio in tal senso maggiore rispetto a quello delle tradizionali valute fiat, dall’altro lato esistono effettivamente alcuni strumenti che consentono di rendere opache le transazioni in bitcoin, oltre all’anonimato.

Uno di questi sono i cosiddetti bitcoin mixer, che consentono di trasferire fondi in modo realmente anonimo.

Le normali transazioni bitcoin non sono completamente anonime: sono pseudo-anonime, perchè sono pubbliche e completamente tracciate, ma non contengono informazioni direttamente riconducibili alle identità di chi invia e di chi riceve.

Contengono, però, informazioni in chiaro sugli indirizzi coinvolti: in tal caso si può recuperare pubblicamente da quale indirizzo è partita la transazione, quando è stata effettuata, l’importo inviato e l’indirizzo a cui sono stati spediti.

Insomma, è sufficiente riuscire a sapere chi sono i proprietari dei due indirizzi coinvolti per abbattere completamente l’anonimato.

Tutto cambia, però, utilizzando metodi di bitcoin tumbling: i fondi inviati vengono suddivisi in parti e mescolati con altre parti simili di altri utenti scelti a caso. In questo modo è praticamente impossibile tracciare tutti gli importi inviati. Da qui il nome di bitcoin mixer.

Ma i bitcoin mixer sono legali? Sembra di sì, perché non risulta esserci alcuna legge che li vieti esplicitamente.

Inoltre, i fondi inviati con questi metodi non possono essere considerati illeciti in assenza di prove specifiche a riguardo.

Tuttavia, se l’utilizzo di queste tecniche e degli strumenti che le rendono possibili non sono di per sè illegali, ciò non toglie che i fondi inviati con queste modalità possano provenire da attività illecite.

In tal caso si potrebbe configurare il reato di riciclaggio, ma questo non dipende dagli strumenti che sono stati usati: dipende dalla provenienza dei fondi a prescindere dalle tecniche utilizzate per inviarli.

A poter essere illegale pertanto è la provenienza dei fondi, non l’invio tramite bitcoin mixer, che possono essere utilizzati anche per scopi legali (come ad esempio non voler rendere pubblicamente tracciabile una propria transazione).

Secondo alcuni studi, ad esempio, sarebbero di provenienza illecita solo il 16% circa dei fondi scambiati tramite bitcoin mixer, mentre il restante 84% proverrebbe da attività lecite.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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