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La proprietà legale di bitcoin potrebbe essere impossibile
La proprietà legale di bitcoin potrebbe essere impossibile
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La proprietà legale di bitcoin potrebbe essere impossibile

By Adrian Zmudzinski - 26 Nov 2018

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Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of Law and Technology dell’università di Richmond, la proprietà legale di bitcoin potrebbe risultare impossibile in alcune legislazioni.

Read this article in the English version here.

La ricerca in questione è incentrata sulla realtà inglese e quella del Galles. Nel documento quattro ricercatori mettono in questione la possibilità che i token e le criptovalute ospitati da blockchain non possano essere legalmente posseduti nelle giurisdizioni considerate.

Johan David Michels, uno dei ricercatori coinvolti, ha dichiarato in un articolo:

“E per quanto riguarda i token digitali come le criptovalute? I token non esistono fisicamente. Sono voci su un registro virtuale. E la giurisprudenza in Inghilterra e Galles ha stabilito che una cosa che esiste solo in forma elettronica non può essere oggetto di possesso. Quindi i token digitali non sono cose in possesso.”

Oltre a ribadire che la ricerca in questione considera due precise giurisdizioni, estranee a quella italiana, l’articolo porta all’attenzione quanto le leggi siano inadatte al mondo moderno ed alle ultime innovazioni.

La ricerca cita come base una causa relativa ad un altro bene che non esiste in forma fisica: le quote di emissione, ovvero crediti che consentono l’emissione di una tonnellata di CO2 nell’atmosfera. Questi crediti sono uno strumento amministrativo creato dall’Unione Europea con lo scopo di diminuire l’inquinamento.

Nella causa in questione, gli accusati hanno dichiarato di non aver rubato niente visto che i crediti non erano legalmente possedibili.

Detto questo, i ricercatori non sono critici nei confronti dei token e non escludono questi possano avere validità legale:

“Essi [i token] possono essere definiti come il diritto di controllare il token, sono identificabili attraverso voci sulla blockchain, possono essere trasferiti mediante la presentazione di transazioni e sono registrati con un elevato grado di permanenza e stabilità. Ciò suggerisce che i titolari di token digitali potrebbero avere un diritto di proprietà ai sensi del diritto comune. Tuttavia, è più difficile classificare l’interesse di questa proprietà. Il diritto comune distingue tra proprietà reali (terreni) e proprietà personali (tutti gli altri beni). I beni personali sono tradizionalmente ulteriormente suddivisi in proprietà in possesso e azioni. I brevetti sono concessi dalla legge come una forma di proprietà personale senza essere una azione.”

Legge e blockchain dovrebbero progredire insieme

L’idea che la legge debba evolversi per adattarsi alle nuove tecnologie non è per niente nuova. Secondo Anastasios A. Antoniou, però, blockchain e legge sono tanto legate che queste dovrebbero “progredire insieme.”

Infatti nel post Antoniou sostiene che:

“per colmare il divario tra codice e legge nel mondo della blockchain, è imperativo un ripensamento radicale della regolamentazione.”

Adrian Zmudzinski
Adrian Zmudzinski

Adrian è un appassionato di tecnologia e IT, specializzato nell'analisi di token, tecnologia blockchain e crypto. Il suo interesse verso Bitcoin risale al 2009, espandendosi al mondo delle crypto più in generale. Le sue analisi si concentrano per lo più sulle potenzialità tecnologiche alla base dei token.

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