Classificazione token: le differenze tra crypto, stable coin, security, utility ed equity
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Classificazione token: le differenze tra crypto, stable coin, security, utility ed equity

By Stefania Stimolo - 1 Dic 2018

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Crypto, token, stable coin, utility, security… come orientarsi nella classificazione dei vari tipo di token?

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Dato il far west generato da definizioni non chiare, innovazioni poco comprensibili e l’assenza di riferimenti regolatori regolamentazione, il mercato è stato oggetto di alcuni frodi e di molta speculazione finanziaria, ma ha favorito la nascita di alcuni progetti estremamente interessanti e di provato successo industriale.

Sia la SEC che la FINMA e l’IRS stanno cercando di districarsi in questo nuovo mondo, ma ancora non esiste un chiaro e definito quadro legale che ne garantisca le modalità.

Proviamo quindi noi a dare una prima e macro classificazioni di token e crypto.

Criptovalute

Le crypto sono la rappresentazione digitale di valore decentralizzata su una blockchain peer-to-peer condivisa il cui trasferimento è basato sulla crittografia e le cui regole di emissione sono basate su un algoritmo open source.

Le criptovalute possono essere classificate secondo due principali categorie:

  1. Altcoin nate come hard fork del codice di Bitcoin, a cui sono state apportate modifiche come, come  Litecoin e Dogecoin;
  2. Altcoin basate su altre blockchain, come Ethereum.

A valle delle criptovalute “classiche” sono nate delle ulteriori categorie e/o sottocategorie sia per una normale evoluzione dei bisogni sia per evoluzioni tecnologiche. Tra queste ci sono i token, che possiamo definire come un sottoinsieme delle criptovalute che non hanno una propria blockchain ma che utilizzano – indirettamente – altre blockchain. Un esempio classico di questa fattispecie sono gli utility token che vengono normalmente lanciati dalle ICO.

Asset Token & Utility Token

Gli asset token, come si può intuire dalla parola stessa, rappresentano il diritto di proprietà di un determinato asset (materiale o immateriale).

Gli utility token, invece, fungono da mezzo per l’accesso a beni o servizi tramite un’infrastruttura basata su blockchain. Sono stati utilizzati per il finanziamento di progetti, per lo più relativi alla blockchain.

Un esempio è Dav Coin, il token dedicato alla piattaforma decentralizzata nel settore dei trasporti basata su blockchain, che collega i fornitori di servizi di trasporto e logistica a coloro che necessitano di tali servizi.

Equity token

L’equity token rappresenta sostanzialmente la proprietà della società sottostante, condividendone le fortune e gli eventuali fallimenti. E, come la proprietà delle azioni di Amazon o Google, i diritti e le varie sottocategorie di azionisti sono definiti dall’atto costitutivo della società e sue modifiche.

Al contrario del sistema tradizionale in cui la quota viene registrata in un database accompagnato da certificato cartaceo, il token equity sarà invece registrato sulla blockchain riferito alla proprietà aziendale.

In base alle necessità aziendali, ultimamente si è sentito molto parlare di ETO (offerte di equity token). Un esempio pratico è il caso dell’azienda tedesca Neufund, che si è rivelata una vera apripista per questo modello ibrido di fundraising.  

Security token

I security token sono veri e propri prodotti di investimento finanziario per cui il possessore detiene parte del valore del sottostante, che viene creato da terze parti.

Secondo la SEC, per comprendere quando un titolo sia una security si utilizza il test di Howey (un caso giudiziario tra la SEC e W.J. Howey Co.), un test composto che afferma appunto che un prodotto finanziario conta come una security se implica: un consumatore investe denaro in un’impresa comune con l’aspettativa del profitto derivata principalmente dagli sforzi degli altri.

Di recente è stata pubblicato un report di Blockshow in cui si definisce l’andamento del mondo crypto verso la direzione di security token e delle security token offer (STO).

Una sottocategoria dei security token sono poi i debt token, che rappresentano i debiti e quindi saranno valorizzati in base all’ammontare del capitale/principal, del suo interesse e dell’affidabilità del debitore; quello che nella finanza tradizionale sono rappresentati dai bond o mutui.

Infine abbiamo le stable coin, token progettati per minimizzare la volatilità dei prezzi, ancorando il suo valore alle valute fiat oppure alle materie prime scarse, come l’oro con un rapporto uno ad uno. Un esempio dei primi sono USD Tether (USDT) o il Gemini Dollar (GUSD). Inoltre, sono recentemente nati delle stable coin decentralizzati supportati da criptovalute, ovvero con un collaterale che, invece di essere una fiat o una materia prima, è una criptomoneta: in questo caso la collateralizzazione è fatta on-chain, ovvero su blockchain.

Un ecosistema a parte sono i NFT, ovvero i non-fungible token che, al contrario di bitcoin e delle criptovalute, non possono essere interscambiabili. Gli NFT sono anche definiti collectible token o crypto-game token. La più famosa CryptoKitties che utilizza gli NFT sulla blockchain di Ethereum.

Stefania Stimolo
Stefania Stimolo

Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.

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