Stablecoin report: un’analisi comparativa dei maggiori progetti crypto
Stablecoin report: un’analisi comparativa dei maggiori progetti crypto
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Stablecoin report: un’analisi comparativa dei maggiori progetti crypto

By Stefania Stimolo - 15 Dic 2018

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Le prime stablecoin, tra cui Tether USDT, sono nate nel 2014 e, fino ad oggi, esistono in totale ben 57 progetti di crypto a prezzo stabile, secondo il report di Blockchain.com, registrando un aumento considerevole soprattutto negli ultimi 12-18 mesi con numerosi nuovi progetti per il futuro.

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Di queste 57 stablecoin però solo 23 sono oggi operative mentre le restanti 34 sono ancora nella loro fase di pre-lancio.

Una distinzione doverosa da fare sulle stablecoin riguarda il formato su cui si basano:

  • Off-chain collateralized stablecoin, cioè supportate da asset come moneta fiat come USD, ad esempio Tether, o materie prime come l’oro come Ekon o HelloGold;
  • Algorithmic stablecoin, cioè accoppiate algoritmicamente e per tanto decentralizzate e indipendenti. Un esempio è Basis;
  • On-chain collateralized stablecoin, cioè supportate da altri cryptoasset tipo ethereum come MakerDao con la sua coin DAI.

Al momento, non è possibile definire il miglior progetto stablecoin in quanto esistono diversi fattori da considerare che a volte sono in competizione tra loro come la destinazione d’uso, il grado di decentramento e minimizzazione, le conformità con le normative e, come per ogni crypto, il livello di scalabilità.

Rimanendo sull’analisi generale è interessante il dato offerto sulla distribuzione geografica globale dei team dedicati alle stablecoin che vede Stati come USA, Gran Bretagna e la Svizzera in netta predominanza.

Non a caso, gli USA e la Svizzera sono anche le principali giurisdizioni.

In merito ai finanziamenti, invece, è possibile definire una classifica sull’interesse da parte degli investitori sui progetti in base ai fondi raccolti per lo sviluppo che vede le stablecoin Basis con 133 milioni di dollari raccolti in cima, seguita poi da Terra e Jibra con 32 milioni di dollari.

La classifica cambia totalmente se invece si parla di market cap, ovvero della capitalizzazione di mercato delle stablecoin.

Ecco, infatti, che Basis sparisce per far posto a Tether, seguita da TrueUSD, Bridgecoin e DAI.

Un volume d’affari che in parte è detenuto dalle collaborazioni con le piattaforme di scambio, gli Exchange, e dall’altra dai reali casi d’uso e dai veri progetti offerti dalle stablecoin.

 

Rispetto alle crypto come il bitcoin, le stablecoin, avendo una volatilità di prezzo ridotta all’osso, possiedono un potenziale di utilizzo pari a mille miliardi di dollari.

Ecco infatti i casi d’uso per le stablecoin:

  • mezzo di scambio: un prezzo ancorato porta minor rischio per l’utilizzo da parte di aziende, commercianti e rivenditori.
  • unità di conto: rispetto al libero e volatile mercato crypto, con le stablecoin come unità di conto si andrebbe a rendere digitale una misura già esistente senza sconvolgere il sistema.
  • DApps: nel Web 3.0 utilizzare stablecoin per le applicazioni decentralizzate spegnerebbe la speculazione che esiste sui token, soprattutto per le ERC20 stablecoin.
  • riserva di valore o store of value: per sfuggire ai mercati ribassisti nel mondo crypto, utilizzare le stablecoin potrebbe alleggerire il peso delle perdite anche in quei casi dopo il periodo ICO di un progetto per salvaguardare i fondi.  
  • valutazione della performance: nel lungo termine prendere come punto di riferimento una crypto potrebbe non fornire un’oggettiva panoramica per una valutazione della prestazione di un progetto. Mantenere l’unità di misura stabile, o addirittura ancorata sulle azioni, permetterebbe una valutazione migliore.
  • derivati, prestiti e rimesse di pagamento

Stablecoin e il futuro

Nonostante le stablecoin siano già un passo avanti nel sistema crypto, le incertezze sul futuro delle crypto a prezzo stabile sono presenti, anche se non sembrano essere scoraggianti.  

La tecnologia dell’intero ecosistema crypto, anche se in sviluppo, rimane a dei livelli bassi rispetto al potenziale che offrono.

Nel caso del futuro delle stablecoin ci sono alcuni punti da considerare che Blockchain.com elenca nel suo report:

  • per problematiche legate alla tecnologia in sviluppo e fattori regionali come le regolamentazioni locali, ci sarà spazio nel breve periodo per circa 5-8 stablecoin.
  • Gli algorithmic stablecoin all’avanguardia saranno lanciati inizialmente con supporto ibrido Tether per salvaguardare la stabilità dei prezzi.
  • Le stablecoin saranno complementari e non competitive con le altre crypto come bitcoin o ethereum, diventandone una infrastruttura, al contrario potranno diventare delle maggiori concorrenti delle valute fiat su cui si basano per alcune giurisdizioni.
  • In generale, le stablecoin saranno sempre più presenti nelle piattaforme di crypto-scambio.
  • Nel breve termine e in alcune giurisdizioni, i principali aspetti normativi legate alle stablecoin saranno sempre più conformi alle leggi sui titoli e servizi monetari.
  • Le stablecoin romperanno sempre più le barriere sull’adozione di massa del mondo crypto.
  • per creare margini di valore nel lungo termine, i creatori delle stablecoin aggiungeranno l’utilizzo di prodotti e servizi legati alla crypto stabili come la smart insurance (l’assicurazione smart).
  • le stablecoin, su alcuni casi d’uso, potrebbero superare anche le crypto più famose come bitcoin. Per esempio come mezzo di scambio o riserva di valore.

 

Stefania Stimolo
Stefania Stimolo

Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.

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