PayPal: “Bitcoin presto un nostro business”
PayPal: “Bitcoin presto un nostro business”
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PayPal: “Bitcoin presto un nostro business”

By Daniele Chicca - 11 Mag 2019

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Blockchain e criptovalute sono due business che interessano da tempo PayPal, ma secondo il gruppo è ancora presto per fare business con i bitcoin. Il gruppo della Silicon Valley non è del tutto convinto delle potenzialità della divisa, ma non esclude di poter cambiare idea in futuro.

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Lo ha reso noto il Chief Financial Officer John Rainey, il quale ha parlato in un momento di forte ripresa per i prezzi della criptovaluta a maggiore capitalizzazione al mondo. PayPal, secondo cui oggi come oggi bitcoin e crypto non rappresentano il futuro dei pagamenti digitali, si sta in realtà guardando intorno in cerca di opportunità nel settore.

Ha spiegato Rainey:

Abbiamo chiaramente dei gruppi di persone che lavorano sulla blockchain e le criptovalute, e vogliamo partecipare al business in qualche forma in futuro. Ma penso che sia ancora un po’ presto per il momento”.

Bitcoin, minaccia e opportunità per Paypal

Come dice Lisa Ellis, analista per MoffeNathanson, le crypto rappresentano una minaccia ma soprattutto un’opportunità per i grandi gruppi dei pagamenti digitali come PayPal.

I sistemi di criptovalute potrebbero banalizzarle, piuttosto che ridimensionarle del tutto. A meno che le reti di pagamenti tradizionali non adottino loro stesse per prime le tecnologie”.

La minaccia principale potrebbe invece essere costituita dal rischio di cedere a società come Ripple e Veem quote di mercato nel settore dei pagamenti transfrontalieri (quelli da persona a persona e da azienda ad azienda.

Ma in generale “per quanto possa sembrare ridicolo”, ha spiegato l’imprenditrice 48enne a Bloomberg:

“La minaccia esistenziale della criptovaluta nel mondo intero, che stravolgerebbe gli operatori come Visa, Mastercard e PayPal, vale la pena di essere sorvegliata, ma non dovrebbe prodursi presto”.

Alla luce di tutto ciò, pare inevitabile che prima o poi PayPal faccia il suo ingresso nell’arena della blockchain e, visto il successo che stanno riscontrando le criptovalute tra le società hi-tech e di carte di credito rivali, quando il gruppo fondato da Peter Thiel si ricrederà nei confronti di Bitcoin potrebbe essere tardi.

PayPal rischia di restare indietro rispetto a Facebook e rivali

Negli ultimi anni una decina di dirigenti di PayPal tra cui David Marcus non hanno aspettato che il gruppo quotato al Nasdaq si decidesse e l’hanno abbandonato per prendere parte al team crypto di Facebook.

Sulla divisione si sa che è incaricata di creare il Facebook coin e lavorare a un progetto di pagamenti elettronici. Prima di lavorare come dirigente dei prodotti mobile di PayPal, ruolo che ha lasciato nel 2014, Marcus è stato il patron di Zong, azienda che ha venduto a PayPal nel 2011.

Insomma, se non si sbriga PayPal rischia di rimanere tagliata fuori dalla concorrenza. Nel tentativo di decentralizzare le attività, Facebook sta lavorando da un anno a un sistema dei pagamenti globali che si svilupperebbe intorno a una criptovaluta creata per l’occasione.

Il progetto permetterà di effettuare transazioni tra singoli soggetti, ma anche di fare acquisti online senza passare da un conto in banca, proprio come avviene con PayPal. Facebook, che vorrebbe coinvolgere decine di società attive nell’e-commerce, ha in mente di dare la possibilità ai suoi utenti di fare shopping non solo sulle sue piattaforme (Messenger, WhatsApp, Instagram), ma anche su siti Internet terzi.

Grazie alla presenza di una criptomoneta si potranno ottenere delle ricompense, tramite un sistema che fa guadagnare soldi agli utenti che accettano di guardare una pubblicità o a quelli che fanno acquisti direttamente su una delle App di punta di Facebook.

Bitcoin promosso dagli asset manager

A spingere in rialzo, sopra la soglia dei 6mila dollari, i prezzi dei bitcoin sui mercati è stata soprattutto la decisione di Fidelity, grande protagonista del risparmio gestito mondiale, di aggiungere la valuta crittografica alla sua offerta di trading nel giro di qualche settimana.

Il gruppo di Boston, che per giustificare la decisione ha citato una crescente domanda per un simile servizio, ha messo in piedi lo scorso ottobre una piattaforma di scambi dedicata alle crypto per investitori istituzionali, Fidelity Digital Assets.

Da uno studio condotto da Fidelity e pubblicato il 2 maggio è emerso che il 47% degli istituzionali ritengono che valga la pena investire in monete digitali. Anche altri grossi istituti americani come ICE (tramite la divisione Bakkt) si preparano a commercializzare dei crypto prodotti.

Questo potrebbe ulteriormente rafforzare la fiducia nel mercato e magari fare cambiare idea più in fretta del previsto a PayPal. Forse non è un caso che l’azienda Usa abbia già investito in una startup che produce software d’impresa di identità digitale basati sulla blockchain per le società finanziarie.

Daniele Chicca
Daniele Chicca

Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno da undergraduate presso la UCL di Londra. Giornalista professionista dal 2007, si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Dopo tre anni presso il desk di Reuters a Milano, ha lavorato per diverse testate, contribuendo tra le altre cose a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia e offrendo servizi di vario genere da inviato per Radio Rai e per le agenzie stampa AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento è responsabile della redazione, della linea editoriale e del coordinamento di un importante sito di informazione economica e finanziaria

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