“Gli ETF su bitcoin (BTC) verranno approvati se ci saranno dei cambiamenti”
Regolamentazione

“Gli ETF su bitcoin (BTC) verranno approvati se ci saranno dei cambiamenti”

By Stefano Cavalli - 17 Giu 2019

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Robert J. Jackson, uno dei commissari della SEC (Securities and Exchange Commission), ha parlato di criptovalute alla conferenza Future of Fintech spiegando le motivazioni che possono spingere la società americana ad approvare gli ETF su bitcoin (BTC).

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La SEC ha già ritardato più volte la decisione da prendere nei confronti di questi ETF, tentennando anche per quanto riguarda la regolamentazione di un settore che, a detta di Jackson, non vanta ancora di una sufficiente liquidità e trasparenza.

“Fondamentalmente, dobbiamo fare delle scelte per garantire un prodotto valido agli americani, su cui possono decidere di investire. Per quanto riguarda il trading delle criptovalute, ci sono tanti aspetti da considerare che ad oggi sono fondamentali.”

Hester Peirce non la pensa allo stesso modo, ma più volte Jackson ha sottolineato che il suo temporeggiare è dovuto al fatto che manca una salvaguardia contro la manipolazione di questo mercato, dovuto proprio alla scarsa liquidità che lo caratterizza.

Oltre a tutto ciò, ha evidenziato ulteriori dubbi per quanto riguarda la trasparenza. Non tutti gli investitori, secondo lui, sono consapevoli dei propri investimenti quando fanno trading con le criptovalute, che tratti di bitcoin (BTC) o di qualsiasi altra crypto.

L’inadeguato numero di market maker è un altro problema fondamentale. Non è ancora chiaro se i prezzi possano essere garantiti nel momento in cui si acquistano o si vendono criptovalute, tutto ciò è chiaramente correlato ai volumi definiti scarsi.

“Quando i mercati raggiungeranno una situazione di stabilità, trasparenza e liquidità, credo fermamente che la SEC si pronuncerà in maniera positiva approvando diversi progetti relativi alle criptovalute.”

Un’altra preoccupazione che affligge la SEC è il fatto che alcune criptovalute possano essere considerate, o meno, delle security. Un discorso applicabile anche al mercato delle ICO (initial coin offering).

“In principio, alcuni avvocati della costa occidentale degli Stati Uniti si sono sentiti liberi di consigliare ad aziende e privati, tranquillizzando tutti sul fatto che non vi erano problemi legali e
che queste criptovalute non sono security.
Si tratta ovviamente di una mossa piuttosto azzardata. La risposta di un regolatore come la SEC deve essere quella di impartire le regole del gioco.
Un linea oltre la quale le cose prendono una piega differente. Gli avvocati dovrebbero seguire queste linee guida e applicare molto attentamente le leggi che vengono formalizzate.”

Uno degli scontri più accesi nel panorama delle criptovalute riguarda proprio il dibattito legale tra Kik Interactive Inc. e la SEC. Questo caso particolare fornirà sicuramente alcune linee guida e sarà una base di partenza per eventuali regolamentazioni. Anche se potrebbero volerci diversi anni, sostiene David Schwartz, il CTO di Ripple.

L’amministratore delegato di Kik, Ted Livingston, ha annunciato pubblicamente una campagna di raccolta fondi chiedendo i finanziamenti per pagare il processo che ha chiamato in causa la sua società.

Jackson pensa che l’approvazione degli ETF su bitcoin (BTC) non sia una questione di tempo, bensì di fatti. Se tutto ciò non si verificherà non è chiaro se l’organo statunitense boccerà tutte le varie richieste che sono state presentate e che lo saranno in futuro.

Stefano Cavalli
Stefano Cavalli

Nato a Parma, classe '92. Laureato in Ingegneria Informatica Elettronica e delle Telecomunicazioni all'Università degli Studi di Parma. Appassionato da anni in tecnologia Blockchain, economia decentralizzata e criptovalute. Esperto in Web-Development & Software-Development.

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