Otto exchange chiusi nel 2019: cybercrimine la causa principale
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Otto exchange chiusi nel 2019: cybercrimine la causa principale

By Michele Porta - 17 Giu 2019

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Nonostante l’importante crescita del mercato delle criptovalute e l’aumento dei prezzi di bitcoin e altcoin, molti exchange sono stati chiusi in questa prima parte del 2019 a causa del cybercrimine.

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Gli exchange svolgono un ruolo fondamentale per la diffusione e lo scambio delle criptovalute, tuttavia la longevità di queste piattaforme è stata messa in discussione più volte negli ultimi tempi.

Il report di ARK Investment

In un recente report rilasciato su Twitter da Yassine Elmandjra, criptoanalista di ARK investment, è stato fatto notare come la durata media degli exchange sia di solamente 18 mesi.

Un numero significativo di questi exchange sono stati preda di attacchi hacker, cattiva gestione e furti di bitcoin ed altcoin.

Si stima che ben 50 exchange siano stati chiusi fino ad oggi, fra cui i noti Cryptopia e Mt. Gox. Dall’inizio del 2019 invece ben 8 scambi sono stati costretti a chiudere i battenti.

Più precisamente, in questi primi 6 mesi dell’anno, hanno chiuso Coinome, Coinpulse, Coinnest, Coinroom, Liquid Exchange, QuadrigaCX, Cryptopia e Gatecoin.

ben 8 exchange hanno chiusi i battenti da inizio 2019

Gli attacchi hacker sono il problema principale

Mentre Coinome e Coinpulse sono stati chiusi per “condizioni poco favorevoli per il proseguimento“, i principali exchange, come ad esempio Cryptopia, non sono stati in grado di riprendersi dopo gli attacchi hacker e quindi di attacchi del cybercrimine.

Inoltre, l’importante fardello della protezione dei fondi e il non riuscire a stare al passo con tutti i regolamenti hanno affossato alcune di queste imprese.

Un’adozione di massa presuppone anche che i clienti possano fidarsi delle piattaforme in cui riversano i propri risparmi e alcune di esse non si sono dimostrate all’altezza. E spesso gli exchange decentralizzati non sono una vera soluzione.

Inoltre, gli investitori importanti potrebbero mostrare una certa riluttanza ad investire importanti capitali su piattaforme regolarmente minacciata dai cybercriminali o da cattiva gestione da parte dei propri proprietari.

Michele Porta
Michele Porta

Ingegnere informatico. Da sempre appassionato di tecnologia, hardware e software. Entra nel mondo delle criptovalute negli ultimi anni imparando a fare trading e studiando gli aspetti tecnologici e implementativi delle principali crypto sul mercato. Spera in un futuro privo di contanti e basato sulla sicurezza garantita dalla blockchain.

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