Goldman Sachs: “Libra è interessante ma non dominerà il mercato”
Criptovalute

Goldman Sachs: “Libra è interessante ma non dominerà il mercato”

By Michele Porta - 5 Lug 2019

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David Solomon, CEO di Goldman Sachs, ha recentemente rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa francese parlando di Libra di Facebook, delle criptovalute, del futuro delle banche e della regolamentazione.

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La tokenizzazione dell’economia

Il CEO di Goldman Sachs ha dichiarato che la propria azienda sta effettuando ricerche approfondite sulla tokenizzazione perché ne riconosce il potenziale.

Un’altra importante banca come JP Morgan ha già lanciato la propria criptovaluta e Solomon ritiene che molte altre importanti istituzioni finanziarie potrebbero seguirne l’esempio.

Solomon ha sottolineato, tuttavia, che siamo ancora nelle fase iniziali della tokenizzazione, così come è nelle fasi embrionali anche Libra di Facebook.

Secondo Solomon, il principale vantaggio di Libra è quello di poter utilizzare la tecnologia blockchain per creare una valuta digitale stabile e supportata da un paniere di valute legali.

Tuttavia, al momento non c’è modo di dire se Libra farà progressi più di “una delle altre cinquanta criptovalute che la gente sta tenendo sott’occhio“.

Il ruolo dei regolatori

Salomon ha poi parlato del ruolo fondamentale che occuperà la regolamentazione, specificando che i regolatori sono già consapevoli dei rapidi cambiamenti in atto e sono particolarmente attenti ai flussi di pagamento.

Certamente, ha poi sostenuto, sarà necessario un netto cambiamento nella regolamentazione se le criptovalute diventeranno mainstream.

La regolamentazione, ha sottolineato, è importante per la sicurezza e la stabilità del sistema finanziario.

Il ruolo delle banche nel futuro

Il CEO di Goldman Sachs non ritiene che l’esistenza delle banche sia messa a repentaglio per colpa di nuovi attori come ad esempio di Facebook attraverso Libra. Ammette però che le banche tradizionali devono avere il coraggio di evolversi.

I giganti della tecnologia, tuttavia, non starebbero per diventare vere banche.

Secondo Solomon, molto probabilmente i big tech non sarebbero disposti a sottomettersi agli stessi vincoli normativi che hanno banche come JP Morgan e Goldman Sachs. Anzi, è convinto che per capitalizzare i loro grandi numeri in termini di utenti, vorranno collaborare con le banche piuttosto che lavorare per sostituirle.

Michele Porta
Michele Porta

Ingegnere informatico. Da sempre appassionato di tecnologia, hardware e software. Entra nel mondo delle criptovalute negli ultimi anni imparando a fare trading e studiando gli aspetti tecnologici e implementativi delle principali crypto sul mercato. Spera in un futuro privo di contanti e basato sulla sicurezza garantita dalla blockchain.

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