Cos’è Ampleforth? Un approfondimento sulla stablecoin AMPL
Stable Coin

Cos’è Ampleforth? Un approfondimento sulla stablecoin AMPL

By Marco Cavicchioli - 14 Lug 2019

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Cos’è Ampleforth, la nuova stablecoin che si autodefinisce “un protocollo basato su asset digitali per una Smart Commodity Money”?

Ampleforth riceve informazioni sul tasso di cambio, provenienti da oracoli attendibili e le diffonde ai possessori del token (AMPL) aumentandone o diminuendone proporzionalmente il numero di quelli detenuti da ogni singolo indirizzo. 

In questo modo AMPL potrebbe sembrare una stablecoin, ma invece non lo è. L’obiettivo infatti è quello di mantenere un prezzo di equilibrio, ma senza rimuovere del tutto la volatilità. 

Il valore dei token AMPL infatti è volatile, tanto che non è un asset privo di rischio e gli utenti possono guadagnarci o perderci con il trading.

Anche come moneta per i pagamenti AMPL è più simile a bitcoin o zcash, piuttosto che ad una stablecoin, poiché che sia il prezzo che l’offerta potrebbero essere volatili già al momento del lancio.

AMPL invece è un nuovo tipo di risorsa digitale, che si muoverà in maniera differente, slegata dalle principali criptovalute attualmente in circolazione. È progettata per essere utilizzata come base monetaria, una forma di garanzia da utilizzare come parte di un sistema bancario centralizzato o decentralizzato, simile a come veniva usato l’oro prima del declino degli accordi di Bretton Woods.

In particolare, ad esempio, quando i trader sono rialzisti è probabile che ci sarà un’azione positiva sui prezzi che spinge avanti fino a quando non si incontrerà la resistenza. E quando i trader sono ribassisti, ci sarà probabilmente un’azione sui prezzi negativa che si attiverà fino a quando non verrà raggiunto un livello di supporto. 

Per i trader questi cambiamenti nel tasso di cambio e nella quantità si traducono in cambiamenti nella capitalizzazione di mercato di AMPL. I trader con orizzonti temporali brevi, in particolare quelli che utilizzano approcci automatizzati o algoritmici, dovranno quindi escogitare nuove strategie per il trading di AMPL. 

In questo modo il comportamento dei trader in risposta agli incentivi del protocollo dovrebbe produrre un modello di movimento del prezzo con una correlazione più bassa rispetto a bitcoin di quanto non facciano le altre criptovalute. 

Questo rende AMPL adatto per alcuni utilizzi, differenti a seconda dell’orizzonte temporale dell’investimento. Per gli investimenti a breve termine può servire per diversificare i portafogli crypto. 

Sul medio termine può essere utilizzato come collaterale per le garanzie in banche decentralizzate come Maker DAO. 

Sul lungo termine invece potrebbe diventare un’alternativa al denaro emesso dalle banche centrali, come bitcoin ma “macroeconomically friendly“, ovvero più adatto all’attuale sistema monetario globale. 

Nel whitepaper si legge anche che le commodity sintetiche come bitcoin hanno finora dimostrato una bassa correlazione con azioni, valute e metalli preziosi, ma sono altamente correlate tra loro e con bitcoin stesso. Ampleforth è quindi una nuova commodity sintetica con una volatilità distinta dalle altre commodity sintetiche esistenti. 

Nel redbook invece sono presenti due corsi, uno dedicato al trading ed uno ai risvolti economici. 

Sulla dashboard del sito ufficiale sono riportati i dati, aggiornati in tempo reale, riguardo il tasso di cambio proveniente dagli oracoli, il prezzo di equilibrio, la circulating supply, la total supply ed il market cap, in modo da poter monitorare il funzionamento del protocollo. 

Ad ora è possibile tradare i token AMPL au Bitfinex ed Ethfinex.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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