Perchè la Cina vuole bannare il mining di criptovalute?
Perchè la Cina vuole bannare il mining di criptovalute?
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Perchè la Cina vuole bannare il mining di criptovalute?

By Emanuele Pagliari - 24 Lug 2019

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Più volte negli ultimi mesi la Cina ha espresso la propria volontà di voler bannare il mining di criptovalute sul suolo asiatico. Attualmente, infatti, la maggior parte delle mining farm hanno sede proprio in Cina dove, complici i costi per la corrente elettrica molto bassi o addirittura nulli, hanno consentito ai miner di ottenere corposi introiti, anche quando bitcoin era sprofondato sotto i 4mila dollari.

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Il Paese asiatico starebbe considerando un ban totale del mining di criptovalute per due motivi chiave. Infatti, secondo la National Development Reform Commission (NDRC), il mining di criptovalute è un’operazione pericolosa per l’economia del paese.

L’agenzia, inoltre, ha dichiarato che il mining può causare danni ambientali significativi, complice il crescente consumo energetico.

La Cina per il ban del mining di criptovalute

Le autorità del Paese stanno già agendo per ridurre le operazioni di mining illegali, aumentate repentinamente con la recente crescita del valore di bitcoin ed altre criptovalute.

Più di una dozzina di sospetti sono stati recentemente arrestati nella provincia cinese di Jiangsu. Il sindacato che si occupa di controllare i furti di elettricità ha infatti scoperto  un’ampia mining farm con ben 4mila ASIC. Stando alle dichiarazioni, il provider di energia elettrica locale avrebbe subito perdite per decine di milioni di Yuan a causa del mining illecito.

Le autorità locali sarebbero inoltre alle prese con la costruzione di nuove mining farm nella regione del Sichuan. L’area, infatti, vanta oltre 25 dighe idroelettriche in funzione che generano energia a basso costo durante il periodo delle piogge.

Ormai la lotta alle mining farm abusive sta diventano un grande problema per il governo cinese. Dal momento inoltre che Cina e Stati Uniti sono coinvolti in una guerra commerciale che minaccia l’economia cinese e la moneta nazionale, il paese asiatico teme che le attività di mining di criptovalute possano innescare un’ulteriore fuga di capitali.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), le prospettive di crescita economica del paese per il 2019 sono scese al 6,2% dal 6,6% dello scorso anno. Si prevede inoltre una ulteriore contrazione sino al 6,0% nel corso del 2020. Molti pensano infatti che l’attuale situazione economica ed i timori per il futuro stiano parzialmente guidando l’adozione popolare delle criptovalute, viste da molti come un bene di riserva per il futuro.
Secondo una recente rivelazione del CEO di XBTO, Philippe Bekhazi, le valute digitali stanno lentamente prendendo sempre più piede tra gli imprenditori del Paese.
Il governo cinese, dunque, potrebbe a breve prendere provvedimenti ancora più stringenti verso il mondo delle criptovalute.
Emanuele Pagliari
Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La sua avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org e GizBlog.it. Emanuele è nel mondo delle criptovalute come miner dal 2013 ed ad oggi segue gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApp, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things

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