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New York Times: la blockchain per combattere le fake news
New York Times: la blockchain per combattere le fake news
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New York Times: la blockchain per combattere le fake news

By Michele Porta - 24 Lug 2019

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Il New York Times, noto quotidiano americano, ha rivelato nuovi dettagli relativi ai propri esperimenti basati su blockchain, rivelati per la prima volta a marzo di quest’anno.

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Nella giornata di ieri è andato online un nuovo sito denominato News Provenance Project in cui viene spiegato come il team di ricerca e sviluppo del quotidiano ha in programma di utilizzare la blockchain di Hyperledger Fabric per combattere le fake news.

Combattere le fake news

Il progetto mira a combattere la disinformazione e la falsificazione dei media, che danneggiano sia i piccoli che i grandi editori.

“Stiamo creando un sistema per l’archiviazione e la condivisione di metadati contestuali sulle foto utilizzando Hyperledger Fabric, un framework blockchain permissioned, privato e open source. Stiamo sviluppando questo proof of concept in collaborazione con IBM Garage, che ha realizzato progetti simili in altri settori.”

Il New York Times eseguirà un testing della tecnologia blockchain fino alle fine del 2019 per trovare un modo comodo ed efficiente di assicurarsi sull’autenticità dei media.

Infatti, alcune tecniche per generare false notizie sono semplici: riciclaggio di vecchie immagini, ritaglio e modifiche selettive, rallentamento ed accelerazione dei video.

Il progetto mira a memorizzare i metadati contestuali di una notizia su una blockchain. Verrà incluso il momento e il luogo in cui è stata scattata una foto o girato un video, chi l’ha scattata e informazioni su come è stata modificata e dove è stata pubblicata.

 Aggiornamenti sul progetto

Il Times prevede di pubblicare aggiornamenti sul progetto durante l’intero processo, pubblicando in seguito un rapporto completo una volta giunto alla conclusione del progetto pilota.

Ulteriori conferme sul progetto sono arrivate tramite un tweet di Vivian Schiller, CEO di Civil Media, ex dipendente del New York Times, e da un lungo post su Medium di Sasha Koren, responsabile del progetto.

Michele Porta
Michele Porta

Ingegnere informatico. Da sempre appassionato di tecnologia, hardware e software. Entra nel mondo delle criptovalute negli ultimi anni imparando a fare trading e studiando gli aspetti tecnologici e implementativi delle principali crypto sul mercato. Spera in un futuro privo di contanti e basato sulla sicurezza garantita dalla blockchain.

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