Nuova Zelanda: gli stipendi si possono pagare in criptovalute
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Nuova Zelanda: gli stipendi si possono pagare in criptovalute

By Marco Cavicchioli - 12 Ago 2019

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In Nuova Zelanda ora è legale ricevere gli stipendi in criptovalute, compreso pagarci le tasse. È quello che si legge in un bollettino ufficiale dell’ufficio delle imposte nazionale, l’Inland Revenue Department (IRD), pubblicato la scorsa settimana. 

Il bollettino è lungo 67 pagine, e tratta anche altri argomenti, tutti inerenti però la tassazione. 

A pagina 3 c’è la sezione BR Pub 19/01, dedicata esplicitamente ai salari ed agli stipendi pagati in criptovalute. 

Si tratta di una sentenza pubblica emessa ai sensi della legge 91D del Tax Administration Act 1994 e si riferisce alla legge sull’imposta sul reddito del 2007. La sezione tratta il pagamento della remunerazione dei salari dei dipendenti in crypto-asset, nel caso in cui i servizi siano prestati dal dipendente nell’ambito di un contratto di lavoro, abbiano un importo fisso e vadano a costituire parte integrante della retribuzione del dipendente stesso. 

Infatti, come si legge nel bollettino, “uno degli scopi significativi dei cryptoasset è quello di funzionare come una valuta”. 

L’importante, secondo l’IRD, è che il crypto-asset con cui avviene il pagamento sia scambiabile con valuta fiat, o che sia ancorata al valore di una o più valute fiat. 

Il bollettino specifica anche come debba essere applicata la tassazione a questi pagamenti, e dichiara che queste regole entreranno ufficialmente in vigore il 1° settembre 2019.

Infatti la sentenza citata considera il trattamento fiscale del reddito dei dipendenti ricevuto in crypto-asset come parte della loro regolare remunerazione, ovvero alla pari di quello pagato in valuta fiat. Inoltre il bollettino riferisce che in Nuova Zelanda sta diventando sempre più comune per i dipendenti, in particolare quelli che lavorano in aziende crypto, ricevere pagamenti degli stipendi in crypto-asset, pertanto fornisce indicazioni su come vadano pagati e tassati. 

“I crypto-asset possono anche avere molte delle caratteristiche del denaro; per esempio, le tipologie di crypto-asset incluse in questa sentenza sono mezzi di scambio facilmente trasferibili, divisibili, fungibili, durevoli e difficili da contraffare”.

 

Tuttavia appena dopo si legge: 

“I crypto-asset non sono “denaro” come comunemente inteso (almeno non al momento). In particolare, poiché le cripto-attività non sono emesse da alcun governo, non hanno corso legale in alcun luogo. Inoltre, sebbene l’accettazione di alcuni crypto-asset come pagamento per beni e servizi sia in aumento, non sono “generalmente accettati” come tali. Data l’estrema volatilità avuta fino ad oggi, ci sono anche alcuni dubbi sulla capacità dei crypto-asset di essere una riserva di valore”. 

In Nuova Zelanda queste nuove tecnologie sono allo studio già da tempo, tanto che il Paese potrebbe essere considerato già ad oggi tra quelli crypto-friendly.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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