Dapp: cosa sono e come funzionano le applicazioni decentralizzate
DApps & Smart Contracts

Dapp: cosa sono e come funzionano le applicazioni decentralizzate

By Michele Porta - 17 Ago 2019

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DApp è il nome abbreviato di decentralized application, ovvero applicazione decentralizzata.

Una dApp ha il proprio codice di backend in esecuzione su una rete peer-to-peer decentralizzata e ciò la differenzia della maggior parte delle comuni applicazioni il cui codice di back-end è in esecuzione su server centralizzati.

Centralizzato, distribuito e decentralizzato: le differenze

Il software e i sistemi centralizzati al giorno d’oggi sono i più diffusi.

In ogni rete i componenti  interagiscono tra di loro al fine di raggiungere un obiettivo comune.

Nei sistemi centralizzati, le decisioni per il raggiungimento di un obiettivo vengono prese da un’entità centrale e fissa e quindi trasmesse ai vari componenti.

In un sistema distribuito i dati non risiedono in un unico nodo centrale, ma sono distribuiti su più nodi.

Un sistema centralizzato potrebbe essere progettato per essere anche distribuito. In questo caso, tutti i nodi saranno controllati da un’autorità centrale che potrà decidere e garantire il corretto funzionamento.

In un sistema decentralizzato invece ogni nodo ha la stessa importanza e non esiste un’entità centrale dominante con poteri di decisione.

Le applicazioni decentralizzate sono applicazioni eseguite su una rete peer to peer di computer, anziché su un unico computer. Possono essere considerati una forma di software progettato per funzionare su Internet senza essere controllato da una singola entità.

Le dApp sulla blockchain

Le applicazioni decentralizzate non devono necessariamente essere eseguite su una rete blockchain. Infatti, ad esempio, BitTorrent e Tor sono dApp tradizionali che funzionano su una rete peer to peer, ma non su una rete blockchain.

Le applicazioni decentralizzate su blockchain dovrebbero soddisfare i seguenti criteri ricavati dal white paper di David Johnston, CEO di Dapps Fund:

  • Applicazione completamente open-source;
  • Dati e record delle operazioni storicizzati su una blockchain pubblica;
  • Utilizzo di un token crittografico;
  • Generazione di token da parte dell’applicazione.

Johnston nel suo whitepaper non solo individua le caratteristiche principali di una dApp, ma le classifica in base all’utilizzo o meno di una blockchain proprietaria.

David identifica tre tipi di dApp:

  • Tipo1: Dapp con una propria blockchain, ad esempio Ethereum;
  • Tipo2: Dapp che utilizza la blockchain di una Dapp di tipo 1, ma con token proprietario per il proprio funzionamento;
  • Tipo3: Dapp che utilizza il protocollo di una Dapp di tipo 2.

La piattaforma Ethereum

La piattaforma Ethereum è stata la vera capostipite per le applicazioni decentralizzate. Essa fornisce una macchina virtuale decentralizzata completa di Turing, la Ethereum Virtual Machine (EVM), che esegue script utilizzando una rete di nodi pubblici.

Dapp: migliore sicurezza

La caratteristica principale è il codice decentralizzato, ovvero codice ospitato su migliaia di computer ed eseguito successivamente in parallelo.

Nel caso sfortunato in cui un nodo della rete vada down o si rifiuta di eseguire il codice, lo stesso codice è eseguito su tutti gli altri computer (nodi) della rete.

Le Dapp quindi sono considerate più flessibili, trasparenti, distribuite e resilienti.

Ad oggi, Ethereum conta numerose dApp presenti sul mercato, ma valide piattaforme alternative sono nate nel tempo come ad esempio TRON ed EOS.

Michele Porta
Michele Porta

Ingegnere informatico. Da sempre appassionato di tecnologia, hardware e software. Entra nel mondo delle criptovalute negli ultimi anni imparando a fare trading e studiando gli aspetti tecnologici e implementativi delle principali crypto sul mercato. Spera in un futuro privo di contanti e basato sulla sicurezza garantita dalla blockchain.

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