Le alluvioni in Cina rallentano le operazioni di mining del bitcoin
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Le alluvioni in Cina rallentano le operazioni di mining del bitcoin

By Emanuele Pagliari - 22 Ago 2019

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Negli ultimi giorni la regione cinese del Sichuan, una delle zone che conta il maggior numero di miner attivi nel mining del bitcoin a causa delle numerose dighe sparse sul territorio, è stata colpita da alcune alluvioni lampo, causate dalle intense e prolungate piogge. Di conseguenza, frane e smontamenti si sono riversati in alcune vallate della regione, costringendo diverse centrali idroelettriche – e dunque i miner di bitcoin – ad interrompere momentaneamente le loro attività.

La zona più colpita al momento è la prefettura montuosa di Aba, dove le frane hanno interessato 17 contee, stando ai giornali locali. Tra queste, la contea di Wenchuan sembra la più interessata dai fenomeni estremi. Un rapporto pubblicato dal China Daily riporta infatti che le numerose colate di fango hanno causato interruzioni dell’energia elettrica e della rete di telecomunicazione, provocando numerosi disagi ed anche sette vittime.

Alcune mining farm collocate nel Wenchuan sono state inondate e distrutte, con gli ASIC per il mining di bitcoin che sono stati letteralmente spazzati via dal fango, come visibile nei video che arrivano direttamente dalla zona.

Per ora effetti minini sull’hashrate di bitcoin

Nonostante la zona sia stata coinvolta da numerosi blackout, causati dalle centrali elettriche che hanno dovuto momentaneamente spegnere gli impianti di produzione per consentire un miglior deflusso delle acque, per ora l’hashrate di bitcoin ha subito piccole variazioni, quasi paragonabili alle classiche oscillazioni quotidiane.

Osservando i dati di blockchain.com, l’hashrate medio registrato nelle ultime 24 ore è passato dagli iniziali 78 exahash di lunedì e martedì agli attuali 74 exahsh, mentre il valore medio degli ultimi tre giorni rimane stabile a 74 exahash, per ora.

Tuttavia, come comunicato dalla società energetica Sichuan Minjiang, azienda quotata alla Borsa di Shanghai, per ora tre centrali idroelettriche della zona rimangono ferme, mentre una quarta centrale idroelettrica è inondata, motivo per cui non potrà tornare operativa nel breve termine. Le previsione meteo locali inoltre, prevedono un prolungarsi delle piogge nel corso dei prossimi giorni.

Non è chiaro dunque per ora quanti minatori di bitcoin sono stati affetti dall’alluvione e dai problemi causati da essa. La contea di Wenchuan è una delle tante zone del Sichuan che ha attirato negli ultimi mesi decine se non centinaia di imprenditori, i quali hanno realizzato le loro mining farm, complici i prezzi bassissimi dell’energia idroelettrica prodotta nella zona.

La maggior parte delle mining farm sono collocate nelle prefetture di Aba (32.000 miglia quadrate), Garze (57.000 miglia quadrate) e Liangshang (23.000 miglia quadrate), dove i bassi costi di housing ed energetici hanno consentito ai miner di bitcoin di trarre ampi profitti negli ultimi mesi. Tuttavia, viste le caratteristiche del territorio, il rischio alluvionale diverrà un fattore da non tralasciare, complici gli enormi danni che esso può comportare.

Emanuele Pagliari
Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La sua avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org e GizBlog.it. Emanuele è nel mondo delle criptovalute come miner dal 2013 ed ad oggi segue gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApp, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things

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