Mining bitcoin: raddoppiato il prezzo degli ASIC in Cina
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Mining bitcoin: raddoppiato il prezzo degli ASIC in Cina

By Emanuele Pagliari - 8 Ago 2019

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Stando alle ultime notizie che giungono dalla Cina, l’elevata domanda di ASIC per il mining di bitcoin ha fatto lievitare i prezzi delle suddette macchine.

Già lo scorso giugno, infatti, il produttore di ASIC Canaan aveva segnalato una domanda di ASIC tripla rispetto alla capacità produttiva, dovuta alla risalita del prezzo di BTC registrata tra maggio e giugno.

In particolare, nell’ultimo trimestre il prezzo delle più popolari soluzioni hardware per minare bitcoin è praticamente raddoppiato, stando ad alcuni media cinesi.

L’eccessiva domanda e le scorte ormai limitate stanno infatti mettendo sotto pressione il mercato dell’hardware per il mining di bitcoin, che dopo i primi mesi dormienti di questo 2019 ha visto una vera e propria esplosione.

Ormai risulta essere assai difficile per i miner reperire nuovo hardware per minare. Non solo, anche il mercato dell’usato ha subito una notevole impennata, visto che in assenza degli ultimi modelli buona parte dei grandi investitori che realizzano mining farm sta ripiegando su soluzioni delle vecchie generazioni.

Fra essi spicca sicuramente il Bitmain Antminer S9, ASIC con ormai due anni sulle spalle ma che, per chi ha corrente a gratis, risulta ancora molto profittevole, specie se acquistato a cifre assai contenute come avvenuto negli ultimi mesi.

Mining bitcoin: domanda di ASIC ed hashrate ai massimi livelli

Naturalmente il Paese più coinvolto nella corsa al mining è la Cina, da sempre al centro dell’attenzione per quanto riguarda il mining di bitcoin ed altre criptovalute. Il motivo è piuttosto semplice: l’abbondanza di energia elettrica a basso prezzo abbinata – almeno nei mesi scorsi – alla facilità di reperire l’hardware per minare ad un buon prezzo, ha reso il Paese asiatico praticamente leader nel mining di criptovalute.

Si stima infatti che i miner cinesi controllino circa il 70% dell’hashrate di bitcoin. I grandi investitori in questo settore hanno trasformato alcune regioni come la provincia del Sichuan in veri e propri paradisi minerari, complice l’abbondanza di elettricità a basso costo derivante dalle decine di dighe.

Proprio in queste ultime ore l’hashrate di bitcoin ha toccato nuovamente gli 80 Exahash/s, ritoccando il record storico che probabilmente verrà superato di nuovo nei prossimi giorni. La difficoltà di mining del bitcoin è ormai alle stelle e probabilmente alla prossima correzione subirà un’ulteriore corposa crescita.

Secondo gli analisti, l’hashrate di bitcoin potrebbe facilmente superare i 100 Exahash/s entro la fine del 2019, anche se molto dipenderà dall’andamento del prezzo della valuta. Tuttavia, complice la crescente corsa al mining, l’elevata domanda di ASIC ed il continuo investimento in questo settore, pare che i miner siano proiettati al guadagno nel lungo termine piuttosto che nell’immediato, in vista anche dell’halving di maggio 2020.

Recentemente, l’azienda tedesca Northern Bitcoin ha firmato un accordo con Bitmain e Canaan per l’acquisto di 5.000 ASIC. Non solo, anche MGT Capital Investments ha effettuato un ordine di 1.100 ASIC per il mining di bitcoin da Bitmain.

Proprio Bitmain ha recentemente rivelato i propri dati finanziari, mostrando corpose perdite per centinaia di milioni di dollari nel primo trimestre dell’anno corrente. Tuttavia, come comunicato dall’azienda, la seconda parte dell’anno dovrebbe rivelarsi assai proficua, riportando il bilancio in positivo.

Emanuele Pagliari
Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La sua avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org e GizBlog.it. Emanuele è nel mondo delle criptovalute come miner dal 2013 ed ad oggi segue gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApp, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things

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