Paesi Bassi: la regolamentazione crypto sta arrivando in Europa?
Regolamentazione

Paesi Bassi: la regolamentazione crypto sta arrivando in Europa?

By Giorgi Mikhelidze - 4 Set 2019

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Martedì scorso, la De Nederlandsche Bank ha annunciato una nuova regolamentazione crypto: ogni società del settore dei Paesi Bassi dovrà registrarsi presso il regolatore finanziario per poter continuare le operazioni in modo legale.

La scadenza è fissata al 1° gennaio e qualsiasi azienda che non si conforma alle linee guida sarà considerata come un’entità non autorizzata e quindi non idonea a fornire servizi finanziari alla popolazione olandese.

La regolamentazione prende in considerazione la quinta direttiva europea contro il riciclaggio di denaro sporco al fine di reprimere i furti di criptovalute e il ritiro illegale di fondi dal territorio nazionale.

I Paesi Bassi non sono il primo e sicuramente non l’ultimo Paese dell’UE che attuerà questo cambiamento nella politica nazionale verso le criptovalute. In questo momento, gli Stati membri che non hanno una legislazione dettagliata sui beni digitali sono pochi.

Entro il 2021 quel numero potrebbe comprendere tutti gli stati membri, dando così la possibilità alla Commissione Europea di imporre una regolamentazione a livello europeo per le criptovalute, praticamente la stessa cosa che hanno fatto con le opzioni binarie e i CFD.

Regolamentazione Crypto: è plausibile?

Gli Stati membri dell’Unione Europea sono piuttosto in sintonia con le loro politiche interne ed estere, con soltanto poche disavventure negli ultimi anni in materia di immigrazione. Ma, per quanto riguarda le finanze, l’unica controversia in questo momento all’interno degli Stati membri riguarda la decisione di mantenere o meno la Russia come valido partner commerciale.

La questione è naturalmente oggetto di discussione tra gli Stati membri dell’est e dell’ovest e non ha nulla a che fare con le criptovalute.

Nel caso della blockchain, le politiche nazionali sono quasi unilateralmente simili. Ciò consente alla Commissione europea di intervenire e unire tutte queste legislazioni distinte e di elaborare una serie di linee guida concrete.

Come già accennato, questa è stata la strada intrapresa dall’ESMA (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) in materia di opzioni binarie e CFD. Tuttavia, il loro comportamento nei confronti di queste attività era giustificato in quanto avevano ben poco a che fare con la natura speculativa delle operazioni sui mercati finanziari.

È poco probabile che la loro decisione contro le criptovalute sarà così dura, ma per quanto riguarda la decentralizzazione e l’anonimato degli utenti, le società crypto possono sostanzialmente eliminare questo aspetto dalla loro descrizione dei servizi blockchain.

La quinta direttiva antiriciclaggio sarà sicuramente un elemento negativo per la decentralizzazione, ma, in cambio, renderà il settore molto più trasparente. Nel complesso, l’Unione Europea potrebbe potenzialmente diventare un hub per lo sviluppo delle criptovalute, ma è improbabile che diventi un hub per l’adozione delle crypto.

L’adozione avverrà probabilmente in paesi non membri dell’Unione Europea o in Paesi asiatici come il Giappone, la Corea del Sud, Singapore o Taiwan.

Giorgi Mikhelidze
Giorgi Mikhelidze

Giorgi è un software developer che vive in Georgia con due anni di esperienza nel trading sui mercati finanziari. Ora lavora per aumentare la conoscenza della Blockchain nel suo Paese e cerca di condividere le sue scoperte e ricerche con quanta più gente possibile.

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