Trump potrebbe innalzare i dazi alla UE e favorire bitcoin
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Trump potrebbe innalzare i dazi alla UE e favorire bitcoin

By Marco Cavicchioli - 16 Set 2019

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Il Presidente degli USA Donald Trump potrebbe a breve emettere nuovi dazi nei confronti della UE. 

Infatti, come riferisce Politico, gli Stati Uniti hanno ottenuto pochi giorni fa il via libera per imporre tariffe definite “punitive” sui prodotti dell’Unione Europea, come conseguenza dei sussidi illegali concessi al colosso aerospaziale europeo Airbus. 

L’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) si è pronunciata a favore degli Stati Uniti riguardo la controversia in atto da anni, autorizzando di fatto il presidente Trump ad imporre miliardi di dollari di dazi proprio nei confronti dei prodotti europei in ingresso negli Stati Uniti. 

Secondo quanto dichiarato da un funzionario del WTO, ora gli USA avrebbero il diritto di riscuotere un totale compreso tra 5 e 8 miliardi di euro in dazi, mentre secondo un altro funzionario la somma massima applicabile sarebbe vicina ai 10 miliardi di dollari. 

Il governo americano ha già preparato un elenco di prodotti provenienti dalla UE tra cui scegliere quelli sui quali applicare i nuovi dazi. 

La sentenza dovrebbe essere resa definitiva ed entrare in vigore tra “alcune settimane”. 

La questione Airbus era sotto esame da almeno dieci anni e riguardava le accuse rivolte ad alcuni paesi dell’UE che avrebbero sostenuto illegalmente Airbus concedendo all’azienda prestiti agevolati conosciuti con il nome di “aiuti per il lancio” ed altri vantaggi per lo sviluppo dei modelli A350 e A380. 

Un portavoce della Commissione europea ha affermato che l’Unione europea sarebbe pronta a lavorare su una “soluzione equa ed equilibrata” con gli USA, ma l’ipotesi che Trump possa invece cogliere l’occasione per imporre nuovi dazi sembra più plausibile. 

Qualora la decisione del presidente USA fosse in effetti questa, si presenterebbe tra gli Stati Uniti e l’UE una situazione simile a quella che nei mesi scorsi è intercorsa tra gli USA e la Cina, e che ha portato il paese asiatico a prendere la decisione di svalutare la moneta locale. 

Infatti, negli ultimi sei mesi lo yuan ha perso più del 5% del suo valore rispetto al dollaro americano, con una discesa cominciata ad inizio maggio e che ha avuto il suo picco più basso ad inizio settembre. 

Secondo molti analisti la svalutazione dello yuan sarebbe la risposta cinese ai dazi di Trump, e tra le altre conseguenze avrebbe anche avuto quella di indurre un maggior numero di cinesi a comprare bitcoin, nel tentativo di mettersi al riparo dalla svalutazione della loro moneta. 

Visto che difficilmente la UE potrà utilizzare armi differenti per far fronte all’aumento dei dazi, è possibile ipotizzare che la BCE possa anche optare per una strategia simile a quella cinese, ed iniziare a svalutare l’euro nei confronti dei dollaro americano. 

D’altronde anche l’euro negli ultimi sei mesi ha perso terreno nei confronti del dollaro, sebbene in misura inferiore dello yuan, con oltretutto un forte calo fatto registrare proprio oggi. 

Se a ciò si aggiunge il nuovo piano di Quantitative Easing (QE) della stessa BCE, che tornerà a creare denaro ed immetterlo sui mercati finanziari, le prospettive per l’euro sembrano in effetti essere quelle di un indebolimento, in particolare nei confronti del dollaro. 

Questo potrebbe generare anche in Europa un incremento degli acquisti di bitcoin, così come accaduto recentemente in Cina. 

In altre parole, dopo aver favorito bitcoin in Cina, i dazi di Trump potrebbero finire per favorire bitcoin anche nella UE.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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